INFORM - N. 140 - 20 luglio 2012


ASSOCIAZIONI

Alla Commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale lombardo l’audizione sulle misure di sostegno ai lombardi nel mondo

Gli interventi di Daniele Marconcini (ass. Mantovani nel mondo), Jacopo Moschini (Connect Talent), Nicola Stivala (Gente Camuna) e del direttore dell’Archivio di Stato di Como, Lucia Ronchetti

 

MILANO – Chiedono che vengano ripristinati gli interventi rivolti in particolare ai giovani lombardi emigrati all’estero, all’informazione e ai corregionali indigenti i rappresentati delle associazioni lombarde legate al mondo dell’emigrazione intervenuti nel corso dell’audizione svolta nell’ambito dei lavori della Commissione “Affari istituzionali” del Consiglio regionale sulle misure a sostegno dei lombardi nel mondo (vedi Inform del 9 luglio: http://www.mclink.it/com/inform/art/12n13103.htm).

A presentare le problematiche originate nello specifico dalla modifica, avvenuta nel 2010, della legge regionale riguardante i corregionali residenti all’estero, è stato Daniele Marconcini, presidente dell’associazione Mantovani nel mondo e vice presidente dell’Unione Nazionale Associazione Immigrati ed Emigrati (Unaie), che ha evidenziato come dalla riforma non siano più stati attivati i bandi utili al finanziamento di progetti promossi dalle associazioni in favore dei corregionali residenti all’estero. Una questione su cui era già stato interpellato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, il quale aveva segnalato – fa sapere Marconcini – come la sospensione dei contributi fosse dovuta a motivi temporanei per problemi economici, pur ribadendo l’attenzione autentica per la tematica e l’interesse ad attivarsi in particolare nei confronti dell’emigrazione intellettuale.

Il vice presidente Unaie ha sottolineato in particolare come lo Statuto regionale riconosca il fatto che la comunità lombarda risulti formata dai residenti e dai lombardi nel mondo: “il fatto che noi facciamo parte dello Statuto regionale in termini di rappresentanza anche all’estero significa che chiediamo un riconoscimento anche istituzionale nei termini di una ricostituzione di finanziamenti legati alla legge regionale che riguarda i lombardi nel mondo – ha affermato. “L’associazionismo lombardo rappresenta otto milioni di discendenti e duecentocinquantamila residenti all’estero e soprattutto rappresenta un terzo degli imprenditori italiani all’estero – prosegue Marconcini, ripercorrendo i progetti realizzati negli ultimi anni – per una cifra complessiva quantificata dai 300.000 ai 400.000 euro, - sino al 2009, anno in cui i rappresentati istituzionali della Regione Lombardia presero l’impegno di riformare la legge in collaborazione proprio con l’associazionismo. Tra i destinatari di tali iniziative, i giovani lombardi o di origine lombarda all’estero – che costituiscono un patrimonio di ricchezza, anche in termini economici, che andrebbe recuperata alla Regione, così come riconosciuto dallo stesso Formigoni, - i corregionali che versano in stato di indigenza – aiutati con contributi dai 50 mila agli 80 mila euro stanziati in 6 anni dalla Regione Lombardia essenzialmente per interventi salvavita, – e il settore dell’informazione, attraverso il portale dedicato ai Lombardi nel mondo.

Ma l’associazionismo è fatto anche di “un sistema volontario in Italia e all’estero che, al di là del capitolo di spesa, ha messo in campo relazioni fortissime – ricorda Marconcini, sottolineando la necessità di investire su questi rapporti anche in vista di Expo 2015, così da coinvolgere nella manifestazione quanto più possibile i corregionali residenti all’estero.

Hanno sottolineato l’importanza di investire in azioni rivolte alle giovani generazioni anche Jacopo Moschini, in rappresentanza dell’associazione Connect Talent e del Forum della meritocrazia, e Nicola Stivala del sodalizio “Gente Camuna”, il quale ha evidenziato in particolare un progetto rivolto ai discendenti di lombardi all’estero che tornano da ogni parte del mondo per conoscere la loro terra di origine, iniziativa sospesa da quest’anno proprio a causa dell’assenza di sostegno da parte della Regione. Il direttore dell’Archivio di Stato di Como, Lucia Ronchetti, si è invece soffermata sul lavoro fatto in merito alla documentazione anagrafica utile al riacquisto della cittadinanza italiana. “L’Archivio di Stato di Como annualmente riceve circa quattrocento domande per la ricerca delle origini da parte dei discendenti degli italiani all’estero e solo una piccolissima parte viene soddisfatta – afferma il direttore, evidenziando l’utilità di accrescere la banca dati accessibile con informazioni “certe e reali”, mentre Marconcini rileva le numerosissime richieste di cittadinanza provenienti in particolare dall’America latina.

“La nuova legge sui lombardi nel mondo dice che deve essere individuata una Commissione consiliare che dia un parere alla Giunta per fissare dei criteri per stabilire un programma legato all’emigrazione lombarda – rileva Marconcini, chiedendo, affinché il dettato “trovi veramente concretezza”, di individuare al più presto tali criteri attraverso un confronto con l’associazionismo. (Inform)

 


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