GIORNALISMO
TELEVISIVO
La proclamazione dei vincitori l’8 settembre a Riccione
I finalisti del Premio Ilaria Alpi
2012
RICCIONE – Scelti i primi 21 video finalisti della XVIII
edizione del Premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi, in programma dal 6 all’8
settembre a Riccione.
Sono otto le categorie
del Premio Ilaria Alpi, i cui vincitori saranno proclamati la sera dell’8 settembre
al Palacongressi di Riccione. Per il premio al miglior
servizio da tg sono stati selezionati Giulio De Gennaro
del Tg5, autore di una Caccia ai nazisti che ci conclude con un’intervista a Werner
Bruss, il responsabile dell’eccidio di sant’Anna di Stazzema, Michele Cagiano di Sky
Tg24, che ha invece filmato Il corpo di Gheddafi esposto al mercato di Misurata,
mentre Marco Clementi e Enrico Bellano del Tg1 in L’amazzone
di Gheddafi mostra le storie di violenza e di umanità nei giorni della caduta
del Rais.
Tre i giornalisti
in gara anche per il premio al miglior reportage breve (sotto i quindici minuti).
Luca Bertazzoni di Servizio pubblico con il suo Un treno
lungo la notte: sedici ore da Crotone a Milano, quattro cambi e i pendolari che
sfogano la loro rabbia contro gli extracomunitari, “colpevoli” di affollare le
carrozze. Fabbriche dismesse e piccoli artigiani che resistono sono i protagonisti
di Veneto Spoon River di Alessio Lasta della
trasmissione Rai L’ultima parola. Emilio Casalini di Report compie invece uno
Spazzatour: il viaggio andata e ritorno dei rifiuti
tossici, che partono dall’Italia, in Cina vengono lavorati e utilizzati nella
fabbricazione di giocattoli, che tornano “nelle mani dei nostri figli”.
Giovani di seconda
generazione, il carcere e le donne “acidate” nei servizi
finalisti del premio al miglior reportage italiano lungo. Gli autori sono: Fred
Kuwornu di Babel tv, che con
18 Ius Soli affronta il tema del diritto di cittadinanza
per chi è nato e cresciuto in Italia da genitori immigrati; Barbara Cupisti
di Doc 3, con Fratelli e sorelle e la vita di detenuti
e agenti all’interno dei penitenziari carceri italiani; quindi Anna Migotto,
Valentina Loiero e Sabina Fedeli di Terra!, che con
Voci mai spente raccontano la storia delle donne che si sono ribellate alla ‘ndrangheta,
a costo della vita.
Arrivano dal canale
di Sicilia e dall’est Europa le storie dei video in finale per il miglior reportage
internazionale. The Price of Sex di Mimi Chakarova
per The Documentary Channel
è un lungometraggio sulle giovani donne dell’est vittime del traffico sessuale.
The Nigerian Connection di Chiara Caprio, Juliana Ruhfus
e Orlando von Einsiedel di Al Jazeera
English svela la violenza delle gang mafiose che gestiscono i traffici umani dal
continente africano. È una storia di immigrazione e disperazione anche quella
di Mare deserto a opera di Emiliano Bos e Paul Nicol
della Radiotelevisione svizzera: un gommone alla deriva per 15 giorni, 63 morti
e l’indifferenza delle forze Nato di pattuglia sul Mediterraneo.
Puglia protagonista
della categoria miglior servizio di televisioni locali e regionali, con due dei
tre servizi in finale prodotti dalla salentina Telerama.
Sono quelli di Danilo Lupo che racconta La rivolta dei migranti e le minacce dei
caporali, chiedendosi “dov’è lo Stato a Nardò”, mentre la collega Lucia Portolano
con Mesagne e la Scu si lancia sulle tracce della sacra
corona unita. Spazio anche al Piemonte, con Daniela Giacometti
di Telesubalpina e il suo “Amianto Balangero
Italia”: dal processo celebrato a Torino ai vertici della Eternit al dramma dei
luoghi in cui si continua a morire, un viaggio per capire se e come sia cambiata
la cultura del rispetto del lavoro e dell’ambiente.
Nasce invece quest’anno
la sezione dedicata al miglior servizio delle web tv. In lizza per il premio Attilio
Bolzoni che nell’inchiesta di Repubblica.it I nuovi
signori di Sabaudia racconta le infiltrazioni camorristiche nell’economia, nel
turismo e nella politica dell’Agro Pontino. Si torna al dramma del sovraffollamento
delle carceri con Just(ice) in Italy di Valentina Ascione
e Simone Sapienza di Fainotizia.it: la miseria e la solitudine di chi è stipato
in pochi metri quadri, oltre i limiti della legalità costituzionale.
Sono invece inediti,
e il vincitore si guadagnerà la messa in onda su Rai 3 e Rainews, i video in corsa per il premio IA Doc Rai Franco Fracassi con Blue
Ghost mostra le due facce dell’Afghanistan, con le donne che
contemporaneamente sono la risorsa del Paese e le uniche vittime di una società
corrotta e violenta. In Kome un palloncino Massimiliano
Cocozza racconta l’eroica lotta delle persone affette
dalle malattie neoplastiche, dopo aver vissuto per nove mesi a fianco di una malata
terminale. È girato in Russia Giornalisti in prima linea di Giorgio Fornoni,
con le minacce e le violenze ai danni di reporter “con la schiena dritta”.
Saranno noti nelle
prossime settimane, infine, i finalisti delle ultime due sezioni, il premio Miran
Hrovatin (riservato ai telecineoperatori)
e il premio della critica, le cui giurie devono riunirsi.
La cerimonia di
premiazione e tutti gli appuntamenti del Premio Ilaria Alpi, rientrano nei festeggiamenti
di Riccione 90 e sono a ingresso libero. Il programma completo sarà a breve disponibile
sul sito www.premioilariaalpi.it
.
Il Premio Ilaria Alpi, organizzato dall’Associazione
Ilaria Alpi, è promosso da Regione Emilia-Romagna, Provincia di Rimini e Comune
di Riccione, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana
e con i patrocini di Presidenza della Camera dei Deputati, Rappresentanza in Italia
della Commissione Europea, Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Rai
– Segretariato Sociale. In collaborazione con Rai, Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna,
Fondazione Unipolis, Fondazione Carim,
Auser, Hera, Block 60, Federazione nazionale della stampa italiana
e Usigrai. (Inform)