INFORM - N. 137 - 17 luglio 2012


ITALIANI ALL’ESTERO

Castellengo (Cgie): “Perché il Mae non si siede ad un tavolo con i patronati per arrivare a stipulare una convenzione di collaborazione?”

 

ROMA – In un comunicato il consigliere del Cgie Mario Castellengo ricorda sia la risposta del ministro degli Esteri Terzi all’interrogazione dei deputati Laura Garavini e Fabio Porta, sull’opportunità di stipulare una convenzione tra Mae e patronati “per consentire alle strutture consolari di essere formalmente supportate nei loro crescenti e complessi compiti ed ai cittadini di godere di una più efficace erogazione dei servizi”, sia l’accordo fra il Mae e dl’Inps per una convenzione volta a migliorare la già positiva collaborazione in atto. Due novità che per Castellengo, pur essendo apparentemente tranquillizzati, non hanno però impedito ai nostri connazionali di incontrare grandi difficoltà ad esempio per l’espletamento delle operazioni di accertamento dell’esistenza in vita dei pensionati italiani all’estero. Da Castellengo vengono anche segnalate le problematiche vissute a New York da coloro che non hanno la cittadinanza italiana, magari avendola perduta a suo tempo con la naturalizzazione statunitense, ed intendono richiedere al consolato il codice fiscale. Alla luce di questi e altri problemi  “allora perché il Mae, – si chiede infine Castellengo - pur sapendo che nel mondo, se non vi fossero i patronati a supportare i consolati nel lavoro di assistenza ai connazionali, la rete sarebbe ancor più in difficoltà, si rifiuta di sedersi ad un tavolo con i patronati per arrivare a stipulare anche con loro una convenzione di collaborazione se poi vi sono dei consolati che debbono fare dei contratti con società private per la gestione di call center a spese degli utenti?”. (Inform)

 


Vai a: