SINDACATI
La Uil Scuola sugli effetti della spending
review sulle scuole italiane all’estero
Chiesto un ripensamento dei tagli lineari previsti per
il personale
ROMA – Una nota
diffusa
Il taglio lineare indicato sarebbe del 40% del contingente statale, ipotesi che, se non viene rivista, “condurrà al ridimensionamento e, in alcune aree geografiche, alla difficoltà di garantire il servizio scolastico e gli strumenti essenziali per la diffusione e la promozione della lingua e della cultura italiana”. “L’intervento prevede effetti già dal prossimo anno scolastico – si legge nella nota sindacale - e rischia, nei fatti, di impedire il funzionamento delle nostre scuole statali presenti in Europa e nel mondo”.
Secondo il segretario del dipartimento Estero della Uil Scuola, Angelo Luongo, “la logica dei tagli basati esclusivamente sul numero dei posti in contingente non tiene in alcun conto che la scuola può funzionare solo con la garanzia della presenza degli insegnanti di tutte le materie di ciascun ciclo, da lettere a matematica, da storia dell’arte a filosofia”.
“Il decreto ha un grande limite, riduce ma non qualifica la spesa pubblica – precisa il segretario generale della Uil scuola, Massimo Di Menna, annunciando, per porre rimedio agli aspetti negativi, “iniziative nei confronti dei gruppi parlamentari e dei ministri dell’Istruzione e della Funzione Pubblica” e la proposta di emendamenti. “Su altri punti – conclude Di Menna - registriamo aspetti che vanno verso il necessario processo di razionalizzazione amministrativa e di modernizzazione”. (Inform)