INFORM - N. 129 - 5 luglio 2012


CORSI DI LINGUA E CULTURA

Un’interrogazione di Fabio Porta (Pd) al Mae per il ripristino dei finanziamenti

“Se non si mette realmente l’intervento per lingua e cultura italiane nel mondo al centro delle scelte, l’intero Paese rischia di regredire in ambito globale”

 

ROMA – Fabio Porta, deputato eletto per il Pd nella ripartizione America meridionale, commenta la risposta ricevuta dal governo alla sua interrogazione in cui sollecitava un reintegro di risorse da destinarsi ai corsi di lingua e cultura italiana all’estero. Al Mae Porta aveva chiesto in particolare “una compensazione, immediata anche se parziale, dei finanziamenti rispetto a quelli dello scorso anno e la rimodulazione dei criteri di assegnazione per evitare che intere aree, come l’America Latina, dove la pratica dei corsi per adulti è più diffusa, risultino penalizzate”.

L’esponente democratico, a seguito della risposta ricevuta proprio in questi giorni, evidenzia come l’intento della sua interrogazione fosse quello di “sottolineare che quanto la nostra amministrazione riesce a sostenere con le risorse disponibili non è adeguato rispetto alle esigenze e nemmeno sufficiente per assicurare la sopravvivenza di quanto già si faceva in questo campo”.

Porta aggiunge di essere al corrente della priorità accordata ai corsi integrati e del fatto che il contingente degli insegnanti di ruolo e quelle dei lettori non sia stato intaccato pesantemente, ma discute la quantità di insegnanti di ruolo inviati in America latina: “10 – precisa – sui 290 inviati all’estero”.

“So bene che l’amministrazione cucina con gli ingredienti che ha, ma il punto – afferma Porta - è che questi ingredienti non sono più sufficienti a garantire la quotidiana sopravvivenza dei convitati. Nonostante la priorità data alle esperienze di integrazione, il numero dei corsi e degli utenti si sta  pesantemente ridimensionando, sia in Europa che in altri continenti, soprattutto in America meridionale ed in Australia. L’eliminazione, tra i criteri del finanziamento, dei corsi per adulti, promossi in Sud America soprattutto dalle associazioni che continuano ad avere una funzione importantissima di aggregazione e di legame con l’Italia, sta letteralmente cancellando un’esperienza positiva di riappropriazione del nostro patrimonio culturale. E così anche in altre realtà”.

Per l’esponente democratico dunque occorre “rendersi conto che se, ad iniziare dal Mae, non si mette realmente l’intervento per la lingua e cultura italiane nel mondo al centro delle scelte, l’intero Paese rischia di regredire in ambito globale”. “A questo proposito, sta passando un’occasione che non si dovrebbe perdere, quella di usare per i corsi di lingua una parte dei soldi destinati al rinnovo di Comites e Cgie”. (Inform)  

 


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