SENATO DELLA REPUBBLICA
Dopo il sì alle nuove norme in materia di editoria e riordino dei contributi
Il testo definitivo dell’emendamento approvato dall’Aula sui contributi a
favore di giornali e riviste italiani pubblicati all’estero
Si attende ora il passaggio del provvedimento
alla Camera
ROMA – L’Aula del Senato ha approvato ieri, insieme al ddl di conversione del decreto-legge n. 63 recante “disposizioni urgenti in materia di riordino dei contributi alle imprese editrici, nonché di vendita della stampa quotidiana e periodica e di pubblicità istituzionale”, un emendamento che regola i contributi a favore dei periodici italiani pubblicati all’estero.
Un emendamento illustrato nella sua prima versione in
Aula da Nino Randazzo, senatore eletto per il Pd nella ripartizione Africa,
Asia, Oceania e Antartide (vedi Inform di ieri: http://www.mclink.it/com/inform/art/12n12402.htm), che poi, una volta modificato, ha ricevuto il parere
favorevole dei relatori Marilena Adamo (Pd) e Lucio Malan (Pdl) e del
rappresentante del governo Paolo Peluffo.
In base al testo definitivo approvato, le risorse stanziate sul capitolo di bilancio destinato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri ai periodici italiani pubblicati all’estero è di 2 milioni di euro, a favore di “periodici italiani pubblicati all’estero da almeno 3 anni, e di pubblicazioni con periodicità almeno trimestrale edite in Italia e diffuse prevalentemente all’estero da almeno tre anni, anche tramite abbonamenti a titolo oneroso per le pubblicazioni on line”. “La misura dei contributi – si legge nel testo dell’emendamento - è determinata tenendo conto della loro diffusione presso le comunità italiane all’estero, del loro apporto alla diffusione della lingua e della cultura italiane, del loro contributo alla promozione del sistema Italia all’estero, della loro consistenza informativa”. Si tiene conto, inoltre, del “numero di uscite annue, del numero di pagine pubblicate, del numero di copie vendute anche in formato digitale”, riservando una a quota “alle testate che esprimono specifiche appartenenze politiche, culturali e religiose”.
La
commissione incaricata di accertare la sussistenza dei requisiti di ammissione
ai contributi e di deliberarne la liquidazione sarà composta da “rappresentanti
della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero degli affari esteri,
in pari numero, nonché rappresentanti del Consiglio Generale degli Italiani
all’estero, della Federazione Unitaria della Stampa Italiana all’estero, della
Federazione Nazionale della Stampa Italiana e della Consulta Nazionale delle
Associazioni di Emigrazione”. Non è previsto per quest’ultima “alcun compenso
comunque denominato né rimborso spese ed alle spese di funzionamento si provvede
con gli ordinari stanziamenti di bilancio, senza nuovi o maggiori oneri per
il bilancio dello Stato”. (Inform)