PENSIONI ITALIANE ALL’ESTERO
Una lettera di 150 italiani residenti
in Perù a Mae e Inps
Richiesto, insieme a Spi Cgil, un intervento
per porre fine alle trattenute bancarie sugli importi pensionistici erogati
nel Paese sudamericano
ROMA – A nome di 150 italiani residenti in Perù, il Sindacato
pensionati della Cgil ha inviato una lettera al ministro degli Affari Esteri,
Giulio Terzi, e al presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua per richiamare
l’attenzione sulla trattenute bancarie esercitate dalle banche del Perù sugli
importi pensionistici di nostri connazionali.
Nonostante all’estero i pagamenti delle pensioni debbano essere eseguiti senza spese per il beneficiario, sulle pensioni italiane “già modeste – evidenzia la missiva, vengono esercitate trattenute bancarie nell’ordine di 15-20 euro al mese. Una spesa giudicata “non dovuta” e “insostenibile” su cui si torna a chiedere un “urgente e determinato intervento affinché i pensionati italiani residenti in Perù abbiano garantito, come tutti gli altri, l’indiscutibile diritto all’integrità della pensione maturata”. Si richiede inoltre il rimborso della trattenute bancarie già registrate.
Anche
la segretaria nazionale dello Spi Cgil, Renata Bagatin, tiene a sottolineare
il danno che il prelievo sopra richiamato causa ai connazionali residenti in
Perù, considerando il costo della vita e il livello dei salari in loco. Bagatin
sollecita Inps e Mae a porre fine ad una situazione che si prolunga da mesi,
rilevando come una recente convenzione firmata tra essi dovrebbe garantire la
regolarità dei pagamenti destinati ai pensionati all’estero.
“Contiamo che di fronte all’esasperazione di
questi nostri 150 anziani connazionali – conclude Bagatin - il ministero, l’Inps
e