INFORM - N. 124 - 27 giugno 2012


ITALIANI ALL’ESTERO

Comites e Società Dante Alighieri

“In Fuga dal Sud. Migranti qualificati e poteri locali nel Mezzogiorno”: il 3 luglio a Berlino presentazione del libro

 

BERLINO - Il Com.It.Es Berlino- Brandenburgo in collaborazione con la Società Dante Alighieri di Berlino e con il sostegno della Trattoria la Muntagnola organizza per  martedì 3 luglio, presso la sede della Società Dante Alighieri (Nollendorfstr. 24 10777 Berlin-Schöneberg), la presentazione, alla presenza dell´autore il sociologo Francesco Maria Pezzulli, del  libro In Fuga dal Sud. Migranti qualificati e poteri locali nel Mezzogiorno.

Dopo il saluto della Presidente del Com.It.Es l´Avvocato Simonetta Donà seguirà una breve introduzione di Edith Pichler studiosa del fenomeno delle migrazioni italiane in Germania, che ha curato la prefazione del lavoro. Al termine di una sintetica relazione dell’autore è previsto un breve confronto con due  giovani che hanno scelto Berlino come meta della loro migrazione, la discussione sarà moderata  dal Presidente della Dante Alighieri di Berlino Prof. Fava.

In fuga dal Sud è il risultato di cinque anni di ricerca, tre dei quali sul campo, nei quali è stata messa alla prova una ipotesi: le migrazioni meridionali qualificate dipendono dallo scarto esistente tra la soggettività dei migranti, in continua crescita, e le reti sociali e professionali nei quali sono coinvolti nei contesti di provenienza, sostanzialmente arretrate.  Nonostante la solida bibliografia, la costruzione di un questionario ad hoc (compilato da cinquecento soggetti) e l'uso delle statistiche migratorie, i documenti principali sui quali si articola il lavoro sono le storie di vita (sessanta in totale), considerate come "espressioni singolari di una storia sociale".

Da quest'angolazione i brani riportati nel testo ci portano davanti ai migranti in carne ed ossa, alle testimonianze circa la scelta di partire, ai racconti sul mercato locale del lavoro: sui soggetti che ne tessono le trame e sull'indisponibilità a rimanere imbrigliati nelle loro reti.

All’interno del variegato gruppo dei “Professionisti Avanzati”, sono affrontati i casi degli informatici e dei ricercatori. Per i primi, testimoni di un nuovo dualismo nazionale, il trasferimento coincide spesso con la sottovalutazione delle competenze acquisite e conseguente blocco della crescita professionale. Per i ricercatori, invece, la fuga dai chiusi ed auto referenziali Dipartimenti italiani, spesso dopo delusioni ed esperienze frustranti, è tramite di crescita soggettiva e professionale. Un libro che descrive le matrici politico clientelari della cosiddetta fuga dei cervelli. (Corriere d’Italia/Inform) 

 


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