RIFUGIATI E RICHIEDENTI ASILO
In occasione della Giornata internazionale a sostegno delle vittime di
tortura
Al Teatro Quirino di Roma lo spettacolo “Exodus: mentre
il corpo c’è e non trova riparo”
Il 25 giugno un’iniziativa frutto di un laboratorio teatrale
dedicato alle vittime di tortura organizzato dal Consiglio Italiano per i Rifugiati
ROMA – Il Consiglio Italiano per i Rifugiati promuove lo spettacolo teatrale “Exodus” in programma al Teatro Quirino di Roma il 25 giugno, alle ore 21, nell’ambito della Giornata internazionale a sostegno delle vittime di tortura.
Lo spettacolo, a ingresso libero, è realizzato con i rifugiati che hanno partecipato al laboratorio teatrale di riabilitazione psicosociale e al laboratorio artistico-artigianale realizzati nell’ambito del progetto Invito - Accoglienza e Cura delle Vittime di Tortura, finanziato dal Fondo Europeo per i rifugiati AP 2010. Un laboratorio riabilitativo diretto da Nube Sandoval e Bernardo Rey, la cui messa in scena è finalizzata, attraverso la presenza dei testimoni diretti, a rompere il silenzio e l’invisibilità che circonda la tortura e le sue vittime, e costituisce un’occasione per ridare loro voce e legittimità.
Nonostante l’assoluto divieto legislativo, la tortura non è ancora stata sconfitta e continua a infliggere indicibili sofferenze fisiche e psichiche. Il Consiglio Italiano per i Rifugiati segnala infatti come, secondo i dati di Amnesty International, siano 102 i Paesi in cui la tortura viene ancora praticata, e come un rifugiato su quattro, di quelli che arrivano in Italia, sia vittima di tortura.
Le vittime di tortura sono segnate da ferite e traumi che richiedono risposte specifiche, in grado di ricostruire ciò che la violenza e l’esilio hanno distrutto: la loro identità personale, legale, economica, politica, culturale, sociale. Proprio per dare risposte a questi bisogni il Consiglio Italiano per i Rifugiati gestisce dal 1996 progetti (attualmente con il sostegno del Fondo Europeo per i Rifugiati, della Commissione Europea e del Fondo Volontario delle Nazioni Unite per le Vittime di Tortura) che mettono in atto azioni mirate alla riabilitazione dei sopravvissuti a tortura.
Le iniziative prevedono una prospettiva di lavoro multidisciplinare: gli interventi di tipo sociale, legale, medico, psicologico e i laboratori di riabilitazione si uniscono concorrendo alla realizzazione di un positivo percorso di riabilitazione e integrazione. Nel corso di 16 anni il CIR ha assistito circa 3.000 persone sopravvissute a torture. Attualmente il progetto ha in carico circa 600 nuclei familiari di richiedenti asilo e rifugiati sopravvissuti a tortura. (Inform)