SENATO DELLA REPUBBLICA
L’Aula approva l’Art.1 della riforma costituzionale che
riduce i deputati da 630 a 508
Passano
da 12 a 8 i deputati della circoscrizione Estero.Le
considerazione del senatore Claudio Micheloni (Pd)
nel suo secondo intervento, precedente alla votazione, davanti all’Assemblea
di Palazzo Madama
ROMA – L’Assemblea del Senato ha approvato con 212 sì, 11 no e 27 astenuti il primo articolo delle riforme costituzionali, che prevede che il numero dei deputati scenda dagli attuali 630 a 508. Di questi 8 saranno eletti nella circoscrizione Estero. Hanno detto sì al provvedimento Pdl, Pd, Udc, Idv, Coesione Nazionale e Api. Si è astenuta la Lega Nord. In dissenso dai rispettivi gruppi hanno votato contro Li Gotti dell’Idv, la radicale Poretti e Baldassarri di Fli.
Questo primo articolo approvato modifica oltre al numero dei deputati i requisiti anagrafici per l’elettorato passivo. L’età minima per essere eletti passa infatti dagli attuali 25 anni a 21 anni. Il secondo articolo della riforma, che prevede la riduzione del numero dei senatori, sarà esaminato dal Senato mercoledì prossimo.
Da segnalare infine nella giornata di ieri l’ennesimo intervento in Aula in difesa della circoscrizione Estero del senatore del Pd Claudio Micheloni, eletto nella ripartizione Europa, che ha sottolineato come gli italiani eletti all’estero non siano “una riserva indiana” ma si considerino “italiani di questa Repubblica, non un’appendice del Parlamento”. Una consapevolezza da cui dovrebbe maturare una più equilibrata e semplice lettura della riforma costituzionale: “Immaginare di superare il bicameralismo semplicemente perché non siamo capaci di far funzionare la nostra Camera mi sembra come buttare il bambino con l’acqua sporca – dice l’esponente democratico, richiamando alcuni termini delle proposte di riforma prese a modello nel corso della discussione, quali l’articolazione di un Senato federale o il semi-presidenzialismo. “Noi avanziamo proposte che contemplano meccanismi assolutamente pazzeschi e che, se dovessero passare, porterebbero – sostiene Micheloni - alla paralisi del Parlamento”. “Vorrei ricordare, tra l’altro, che il Paese che la Lega prende sempre ad esempio, la Svizzera, ha un Senato federale, un Parlamento composto da deputati e un sistema bicamerale perfetto, ma funziona benissimo perché loro sanno far funzionare le cose” aggiunge il senatore, domandosi se non sia più opportuno a questo punto “un atto di coraggio e umiltà che consiste nel limitarsi a ridurre il numero dei parlamentari e a poco altro”. Un’azione, quest’ultima, che egli definisce comunque “discutibile”. Micheloni richiama infine l’attenzione su un emendamento che propone di portare il numero dei senatori a 250, “compresi 5 senatori della circoscrizione Estero”, numero che potrebbe riequilibrare la sproporzione che si verrebbe a creare assegnando un senatore per ciascuna ripartizione. “È interesse dell’Italia il rapporto che deve sviluppare e costruire con le sue comunità nel mondo. Come ho già detto nel corso della discussione generale, io mi prendo la parte di colpa che mi spetta come parlamentare della circoscrizione Estero. Probabilmente, non siamo stati capaci di dimostrare l'importanza che rivestiamo per l’Italia” afferma Micheloni. “Ma ne verranno altri – aggiunge - e certamente fra di loro vi saranno persone più utili di quanto lo siamo stati noi per l’Italia, perché io credo che con l'Italia noi abbiamo a che fare, che all’Italia abbiamo dato e continuiamo a dare”. (Inform)