ESTERI
Il ministro ha riferito sugli sviluppi della situazione nel continente
alle Commissioni Esteri di Senato e Camera
Terzi : “Africa, rinnovata frontiera della nostra azione
di politica estera”
ROMA –“ L’impegno dell’Italia verso il Continente africano e in particolare l’Africa sub-sahariana è una costante della nostra politica estera, non solo per le tematiche dello sviluppo, ma anche per gli aspetti di governance mondiale, di sicurezza e di incremento dei rapporti economico-commerciali”.
Lo ha affermato il ministro degli Esteri Giulio Terzi oggi ascoltato sugli sviluppi della situazione in Africa dalle Commissioni Esteri di Camera e Senato, riunite a Palazzo Madama.
“L’emergere di sfide e minacce trasversali trova pronta la Farnesina – ha evidenziato Terzi - nel coniugare l'insieme degli strumenti diplomatici classici con quelli nuovi, quali le missioni di peacekeeping, i programmi di training, i social network, l’apporto delle realtà nazionali, che costituiscono il valore aggiunto della moderna diplomazia” . In tal senso, “l’Africa rappresenta la rinnovata frontiera della nostra azione di politica estera” .
Il titolare della Farnesina ha spiegato che “l’impegno italiano verso l’Africa si articola in molteplici obiettivi strategici e regionali”,con una “attenzione particolare verso le problematiche della sicurezza e verso l’aiuto allo sviluppo”. “La nostra azione è però anche diretta ad assicurare il rispetto e la tutela dei diritti umani ed a favorire un vero partenariato economico” ha puntualizzato il ministro .
Il ministro Terzi ha detto che “quello della sicurezza è un problema endemico, che tocca non solo le popolazioni locali, ma sempre di più anche gli stranieri, come accaduto di recente ad alcuni nostri connazionali”. E ha ricordato che il suo inviato speciale per le Emergenze Umanitarie in Africa, l’on. Margherita Boniver, dal 2010 ha effettuato numerose missioni nei Paesi dell’Africa sub-sahariana: Repubblica Democratica del Congo, Niger, Mali, Tanzania, Burkina Faso, Mauritania, Nigeria e, da ultimo, Sud Sudan, Sudan e Kenya.
Terzi ha riferito che l’area d’instabilità dove si concentra maggiormente l’azione italiana è il Corno d’Africa e la Co-presidenza italiana dell'IGAD Partners Forum “ci fornisce – ha spiegato - un utile strumento per svolgere questo ruolo”. “La crisi più grave della regione è senza dubbio quella somala, con il suo potenziale destabilizzante nel Corno d'Africa e su un più vasto scenario internazionale”, ha aggiunto il ministro degli Esteri , rimarcando che l’obiettivo è di rispettare la scadenza del 20 agosto 2012 per la fine della transizione. Un nuovo impulso in questo senso sarà dato dalla prossima riunione del Gruppo di Contatto in programma a Roma il 2 e 3 luglio.
Il capo della diplomazia italiana ha inoltre affermato che parlare di Somalia oggi “evoca un’ulteriore grave minaccia alla sicurezza internazionale”, ossia il fenomeno della pirateria, “che richiede una risposta forte, coordinata e coesa a livello mondiale. Perché questa risposta sia efficace, è necessario il pieno rispetto delle regole marittime internazionali da parte di tutti i Paesi”.
Per quanto riguarda il sostegno italiano allo sviluppo, Terzi ha informato che “la maggior parte dei Paesi prioritari appartengono all’Africa sub-sahariana: i principali destinatari sono Mozambico, Etiopia e Somalia. “L’Italia – ha aggiunto - insiste per la creazione di uno specifico Programma Panafricano, che dovrà finanziare attività a dimensione regionale, continentale e globale per l’Africa”.
C’è poi la sfida dei diritti umani. In Africa l’Italia si muove su alcune priorità, “come la campagna contro la pena di morte, quella a favore dei diritti dei minori e delle donne ed, in particolare, la lotta contro le mutilazioni genitali femminili”. E “sempre più urgente è la difesa della libertà di religione. Abbiamo tutti davanti agli occhi i ripetuti, tragici episodi in Nigeria”, ha detto Terzi, sottolineando che “tutti i paesi devono prevedere a livello costituzionale precisi meccanismi di sanzione e condanna delle discriminazioni e delle violenze religiose”.
Secondo il ministro Terzi il continente africano secondo Terzi “non può essere escluso a lungo dal G20, foro primario di impulso per la governance economica”, piuttosto è necessaria “la definizione di un assetto di regole e policies più equo ed efficace” con l’Unione Africana che “giustamente oggi chiede il riconoscimento come membro a pieno titolo del G20, alla stregua di quanto già previsto per l’UE”. Si tratta, secondo Terzi, di trasformare l’Africa “da mero beneficiario a partner economico. Oggi gli investimenti in Africa offrono agli operatori più dinamici rendimenti interessanti, inimmaginabili fino a pochi anni fa”. Quanto all’Italia, il Governo “sta sostenendo con determinazione la presenza delle nostre aziende nei principali mercati e settori africani, da quello energetico a quello industriale ed a quello infrastrutturale. Nel 2011-2012 abbiamo organizzato country presentations e forum economici con Ghana, Gabon ed Etiopia e, prossimamente, ne sono previsti altri con Angola e Mozambico”.(Inform)