RICORRENZE
Stamani
la cerimonia per il ventennale della”quietanza liberatoria”, presenti i presidenti
di Alto Adige e Tirolo
Il presidente della provincia autonoma
di Trento a Vienna
Dellai, l'attualità europea del progetto autonomistico
VIENNA - "Siamo qui oggi per celebrare
una tappa importante di una storia di successo. Un successo non facile e per
nulla scontato". Lorenzo Dellai, presidente della
Provincia autonoma di Trento, ha iniziato così il suo discorso alla Nationalratsitzungsaal del Parlamento di Vienna dove oggi
si è celebrato il ventennale della cosiddetta "quietanza liberatoria",
l'insieme delle misure a tutela della popolazione altoatesina di madrelingua
tedesca, che entrarono a far parte del Secondo Statuto di Autonomia del Trentino
Alto Adige.
La manifestazione, introdotta dal presidente
della Camera dei Deputati del Parlamento austriaco Barbara Prammer
e dal vice cancelliere e ministro degli Esteri austriaco Michael Spindelegger, ha visto la presenza dei tre presidenti dell'Euregio, Lorenzo Dellai per il Trentino,
Luis Durnwalder per l'Alto Adige e Günther Platter per il Tirolo, presenti
molte autorità, dall'ambasciatore italiano a Vienna, Eugenio d'Auria, al presidente della Commissione dei Dodici, Mario Malossini, a rappresentanti della giunta provinciale altoatesina
e del comune di Bolzano presente col suo sindaco, Luigi Spagnolli.
Nel suo intervento Dellai
ha ricordato "la saggezza di statisti italiani ed austriaci, nel solco
di Alcide De Gasperi e Karl Gruber, la pazienza coraggiosa e lungimirante delle
leadership locali, la fede e la determinazione delle popolazioni: insieme hanno
fatto vincere il dialogo, la mediazione, il rispetto delle diversità",
non nascondendo gli errori commessi in passato ma rilanciando con forza il progetto
di collaborazione, che ora più che mai vede vicini i tre territori alpini.
"Come cittadino italiano, penso che il nostro Paese abbia anche bisogno di tutto questo per ritrovare se stesso e recuperare il senso del proprio cammino interrotto ed scorgere il profilo di un orizzonte verso il quale ha perduto la bussola. Come cittadino europeo - ha aggiunto Dellai - penso che l'Europa non abbia bisogno solo di difendere la sua moneta comune imponendo sacrifici, ma anche e soprattutto di riscoprire "l'anima" e la "ragione sociale" della costruzione comune". (Inform)