SENATO DELLA REPUBBLICA
Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle politiche per i connazionali
nel mondo
Al Comitato per le questioni degli Italiani all’estero
l’audizione del presidente dell’Istat Enrico Giovannini
“È il Nord l’area d’Italia più interessata dall’emigrazione”.
Interventi del presidente del Comitato
Firrarello e dei senatori Livi Bacci (Pd), Micheloni (Pd) e Giordano (Pdl)
ROMA – Prosegue al Comitato per le questioni degli Italiani all’estero del Senato l’indagine conoscitiva sulle politiche per i connazionali residenti nel mondo. Questa volta il Comitato ha incontrato Enrico Giovannini, presidente dell’Istituto nazionale di statistica (Istat), che era accompagnato da Patrizia Cacioli, Linda Laura Sabbadini e Daniela Marchesi, del medesimo istituto.
La seduta è stata introdotta dal presidente del Comitato Giuseppe Firrarello che ha ricordato come nell’ambito dell’indagine conoscitiva siano state affrontate le tematiche demografiche e migratorie e le relazioni tra i movimenti delle popolazioni e lo sviluppo sociale ed economico. Il presidente ha inoltre sottolineato come l’audizione dei rappresentanti dell’Istat rappresenti un’importante occasione di approfondimento sulla consistenza delle comunità italiane all’estero e sulle tendenze dei flussi migratori in entrata e in uscita dall’Italia. Firrarello ha infine chiesto al presidente Giovannini di esprimere la sua opinione su come le collettività dei connazionali nel mondo possano rappresentare un fattore di crescita complessiva del sistema Italia.
Ha poi preso la
parola Giovannini che ha ricordato come dagli anni 70, quando si registra per
la prima volta un saldo migratorio con l’estero negativo, i trasferimenti
di residenza di italiani in altri paesi siano rimasti al di sotto delle 100.000
unità annue, caratterizzandosi per un livello di istruzione e di professionalità
sempre più elevati. Il presidente dell’Istituto di statistica ha poi sottolineato
come a tutt’oggi, nonostante la rilevanza demografica del mondo dell’emigrazione,
i dati statistici relativi a questo fenomeno rimangano scarsi e disomogenei
al variare delle fonti di riferimento. “Determinare la consistenza degli italiani
residenti all’estero – ha precisato Giovannini – è un problema di non
facile soluzione poiché con riferimento ai flussi migratori l’Istat elabora
annualmente i dati individuali sui trasferimenti di residenza registrati tra
i comuni italiani e quelli relativi ai movimenti da e per l’estero. Nel tempo
la dimensione e distribuzione dei flussi rispetto alla ripartizione geografica
di partenza si è sensibilmente modificata e attualmente, a differenza del passato,
è il Nord ad essere l’area più interessata dall’emigrazione”. Giovannini ha
poi ricordato come le fonti disponibili per valutare l’ammontare degli emigrati
siano l’archivio delle anagrafi consolari, gestito dal ministero degli Esteri,
l’archivio centrale dell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, del ministero
dell’Interno e la rilevazione degli italiani all’estero al 21 marzo 2003, di
titolarità del Mae in collaborazione con l’Istat. Fonti che, secondo
Giovannini, non appaiono esaustive. Il presidente dell’Istat ha inoltre sottolineato
come, secondo i dati aggiornati al 1° gennaio 2012, emerga la tendenza ad aumento
dei trasferimenti all’estero. “La regione con maggiore diffusione del fenomeno
– ha precisato Giovannini - è
Secondo Giovannini, al fine di avere una migliore conoscenza del fenomeno , sarebbe opportuna sia un’azione coordinata tra i ministero dell’interno e degli Esteri, l’Istat e i comuni volta al miglioramento qualitativo e quantitativo dei registri, sia un’analisi delle differenze tra le fonti disponibili e le necessità informative per arricchire le statistiche con contenuti già presenti ma finora scarsamente utilizzati. Per il presidente dell’Istat si potrebbero inoltre utilizzare fonti informative ausiliarie quali ad esempio l’invio, contestualmente ai certificati elettorali per le elezioni politiche, di questionari che l’Istat potrebbe poi elaborare per creare una banca dati apposita sugli italiani residenti all’estero. Giovannini ha infine annunciato che a breve verranno resi noti i risultati di un’indagine conoscitiva svolta sulle unità economiche complesse realizzata dal censimento dell’industria e dei servizi. Un’indagine che ha coinvolto gruppi di imprese residenti in Italia, compresi quelli che hanno controllate all’estero e riguarda il ruolo dei manager e dei tecnici di cittadinanza italiana.
E’ poi intervenuto Massimo Livi Bacci (Pd) che, dopo aver evidenziato la necessità di sollecitare il ministero dell’Interno affinché renda facilmente accessibili le osservazioni statistiche relative all’Aire, ha precisato come i dati sull’esodo dei ricercatori, che inquadrano questo fenomeno intorno al 6%, non risultino di estrema gravità. Opportuno invece per Livi Bacci lo svolgimento di indagini campionarie sulle famiglie per conoscere i dati sui componenti dei nuclei che si sono trasferiti all’estero. Dal canto suo il senatore Claudio Micheloni (Pd), eletto nella ripartizione Europa, ha sottolineato l’esigenza di dare la massima diffusione possibile ai dati forniti dall’Istat sulla consistenza e sulle caratteristiche delle comunità italiane all’estero. Informazioni che potrebbero fornire spunti di riflessione per tutti i parlamentari. Micheloni, dopo aver chiesto ulteriori ragguagli sulla realtà dei pensionati italiani che vivono in parte in Italia e in parte all’estero e un approfondimento sul livello di integrazione sociale e politica dei cittadini italiani nei paesi di residenza, si è detto d’accordo sull’esigenza di riformare l’Aire e ha ricordato la scarsa presenza in Italia di ricercatori stranieri.
Ha poi preso la parola Basilio Giordano (Pdl), eletto nella ripartizione America Settentrionale e Centrale, che ha sottolineato come il difficile coordinamento fra l’azione del Mae, del ministero dell’interno, oltre che tra consolati all’estero e comuni italiani crei delle difficoltà operative che emergono con chiarezza in occasione delle consultazioni elettorali. Giordano ha inoltre chiesto al presidente dell’Istat l’illustrazione dei dati elaborati dai paesi stranieri sulla consistenza e sulle caratteristiche delle comunità ivi emigrate.
In sede di replica Giovannini, dopo aver assicurato che l’Istat offrirà la propria collaborazione al ministero dell’Interno per migliorare l’accessibilità dei dati dell’Aire, ha evidenziato come la quota dei laureati e dottorati italiani all’estero risulti più elevata rispetto a quella degli altri paesi, soprattutto per quanto riguarda i lavoratori più giovani. Giovannini, dopo aver espresso condivisione per la preoccupante mancanza in Italia di un equivalente flusso di ricercatori in ingresso dall’estero, ha precisato come la leva decisiva del fenomeno sia quella della differenza retributiva.
Il presidente dell’Istat ha poi segnalato come lo svolgimento di un’indagine presso i nuclei familiari sulla presenza di componenti all’stero presenti il rischio di duplicazioni e di distorsioni degli esiti. In ogni caso Giovannini ha precisato che l’Istat sta elaborando un archivio degli individui e delle famiglie per registrare gli espatri e i rientri; in tal senso l’aggiornamento delle anagrafi consolari e dell’Aire risulterebbe fondamentale.
Per quanto riguarda il tema della “migrazione circolare” Giovannini ha osservato come il fenomeno della temporanea residenza in diversi paesi si verifichi soprattutto all’interno dell’Europa, mancando tuttavia un archivio delle migrazioni nell’ambito dell’Unione. Il presidente dell’Istat ha anche segnalato l’impossibilità ad effettuare stime sul livello di integrazione economica e sociale degli italiani all’estero, se non limitatamente ai dati disponibili sulle imprese italiane con sedi anche all’estero. Sarà invece a breve disponibile uno studio sul turismo di ritorno. Giovannini, dopo aver sottolineato l’esigenza di periodici censimenti per l’aggiornamento dei dati sul bacino degli elettori italiani all’estero, si è infine soffermato sulla difficile situazione finanziaria in cui versa l’Istat la cui dotazione di fondi è nettamente inferiore rispetto a quella degli omologhi organismi degli altri stati dell’Unione europea. (Inform)