SENATO DELLA
REPUBBLICA
Prosegue in Aula il dibattito sulla
riforma costituzionale del Parlamento e della forma di Governo
Micheloni (Pd): “Questo Paese e questa politica
non sono stati capaci di cogliere l’opportunità che rappresentava il collegio
Estero”
ROMA – Durante il dibattito all’Aula del Senato sulla
riforma costituzionale ha preso la parola il deputato del Pd Claudio Micheloni, eletto nella ripartizione Europa, che, dopo aver
sottolineato di condividere la scelta di ridurre il numero dei parlamentari
della circoscrizione Estero ma di considerare poco applicabili le modalità
riportate nel testo della riforma, ha evidenziato di aver presentato tre emendamenti
di cui uno volto ad integrare i parlamentari eletti del collegio Estero nel
numero complessivo dei parlamentari previsti dalla riforma, in modo di dare
un ulteriore contributo alla loro riduzione.
Micheloni si è poi soffermato sulla presentazione
in Aula di 15 emendamenti con cui si chiede la soppressione del collegio Estero
sottolineando come queste richieste siano in parte dovute alle vicissitudini
che hanno coinvolto alcuni eletti all’estero, scandali e problemi di cui gli
italiani all’estero sono le prime vittime, sia alla visione provinciale della
politica che vive nelle Aule del Parlamento italiano. Dopo aver chiesto all’Aula
di respingere questi emendamenti soppressivi della circoscrizione Estero Micheloni
ha ricordato come gli italiani nel mondo abbiano contribuito e contribuiscano
in modo determinante all’economia di questo Paese attraverso l’indotto delle
rimesse, il pagamento dell’IMU e di altre tasse. “Questo Paese e questa politica
– ha aggiunto Micheloni - non sono stati invece capaci di cogliere
l’opportunità che rappresentava il collegio estero e lo strumento che può
rappresentare per la politica di questo Paese, per la politica internazionale,
per lo sviluppo economico, per la promozione dell’Italia…
i partiti italiani, chiusi nei loro particolarismi, non hanno percepito
questa opportunità e noi, i 18 parlamentari all'estero, non siamo stati capaci
di trasmetterla; dunque è una responsabilità comune”.
Micheloni ha poi evidenziato sia la validità
del sistema di rappresentanza parlamentare degli italiani nel mondo, una soluzione
recentemente ricopiata dai francesi per l’elezione di 11 deputati delle comunità
all’estero, sia l’importanza dei collegamenti con le nostre comunità
nel mondo e l’impegno politico dei parlamentari del collegio Estero, che ha
ad esempio portato, dopo un lungo lavoro parlamentare, alla ripresa del dialogo
fra Italia e Svizzera. Micheloni ha infine sottolineato
l’esigenza di mantenere anche in futuro le garanzie politiche date dal bicameralismo
perfetto o, in caso di senato federale, di avere un egual numero di senatori
in rappresentanza di ogni regione. (Inform)