INFORM - N. 114 - 13 giugno 2012


SENATO DELLA REPUBBLICA

Prosegue in Aula il dibattito sulla riforma costituzionale del Parlamento e della forma di Governo

Micheloni (Pd): “Questo Paese e questa politica non sono stati capaci di cogliere l’opportunità che rappresentava il collegio Estero”

 

ROMA – Durante il dibattito all’Aula del Senato sulla riforma costituzionale ha preso la parola il deputato del Pd Claudio Micheloni, eletto nella ripartizione Europa, che, dopo aver sottolineato di condividere la scelta di ridurre il numero dei parlamentari della circoscrizione Estero ma di considerare poco applicabili le modalità riportate nel testo della riforma, ha evidenziato di aver presentato tre emendamenti di cui uno volto ad integrare i parlamentari eletti del collegio Estero nel numero complessivo dei parlamentari previsti dalla riforma, in modo di dare un ulteriore contributo alla loro riduzione.

Micheloni si è poi soffermato sulla presentazione in Aula di 15 emendamenti con cui si chiede la soppressione del collegio Estero sottolineando come queste richieste siano in parte dovute alle vicissitudini che hanno coinvolto alcuni eletti all’estero, scandali e problemi di cui gli italiani all’estero sono le prime vittime, sia alla visione provinciale della politica che vive nelle Aule del Parlamento italiano. Dopo aver chiesto all’Aula di respingere questi emendamenti soppressivi della circoscrizione Estero Micheloni ha ricordato come gli italiani nel mondo abbiano contribuito e contribuiscano in modo determinante all’economia di questo Paese attraverso l’indotto delle rimesse, il pagamento dell’IMU e di altre tasse. “Questo Paese e questa politica – ha aggiunto Micheloni  - non sono stati invece capaci di cogliere l’opportunità che rappresentava il collegio estero e lo strumento che può rappresentare per la politica di questo Paese, per la politica internazionale, per lo sviluppo economico, per la promozione dell’Italia…  i partiti italiani, chiusi nei loro particolarismi, non hanno percepito questa opportunità e noi, i 18 parlamentari all'estero, non siamo stati capaci di trasmetterla; dunque è una responsabilità comune”.

Micheloni ha poi evidenziato sia la validità del sistema di rappresentanza parlamentare degli italiani nel mondo, una  soluzione recentemente ricopiata dai francesi per l’elezione di 11 deputati delle comunità all’estero,  sia l’importanza dei collegamenti con le nostre comunità nel mondo e l’impegno politico dei parlamentari del collegio Estero, che ha ad esempio portato, dopo un lungo lavoro parlamentare, alla ripresa del dialogo fra Italia e Svizzera. Micheloni ha infine sottolineato l’esigenza di mantenere anche in futuro le garanzie politiche date dal bicameralismo perfetto o, in caso di senato federale, di avere un egual numero di senatori in rappresentanza di ogni regione. (Inform)


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