INFORM - N. 114 - 13 giugno 2012


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Su “Tribuna Italiana” di oggi l’editoriale del direttore Marco Basti

Un popolo di ingegneri e la nostra identità

 

BUENOS AIRES - Nelle ultime settimane i media dell’Argentina hanno mostrato una serie di avvisi istituzionali della Techint, il colosso industriale nato dalla lungimiranza dell’ingegnere Agostino Rocca, per rendere omaggio agli ingegneri e ai sessanta anni di storia della holding.

La storia della Techint è nota ed è esemplare. Fu creata dall’ing. Agostino Rocca, che a 51 anni decise di ricominciare da capo in Argentina, dopo le amarezze della guerra, accompagnato da un ridotto gruppo di giovani ingegneri italiani che chiamò uno per uno tra la fine degli anni ‘40 e i primi anni ‘50.

L’ing. Rocca vide in questo Paese, l’Argentina, qualcosa che tanti altri emigrati notarono: un paese nel quale c’era tanto da fare. Agostino Rocca amò l’Argentina e la sua battuta è stata ricordata innumerevoli volte, anche in uno degli spot appena presentati: “L’Italia è mia madre, l’Argentina la mia sposa”.

Gli spot della Techint, servono anche per ricordare il contributo determinante che gli italiani hanno dato all’Argentina lungo oltre un secolo di emigrazione.

Un contributo fatto, certamente, di lavoro, di sacrificio generoso, ma anche di capacità, di genio, di intelligenza.

Questi ultimi aspetti però, non sempre sono ricordati o conosciuti nella società argentina e nemmeno nella nostra comunità. Quando si rende omaggio all’immigrazione italiana, - come è avvenuto nei giorni scorsi - non viene ricordato con frequenza che buona parte degli edifici pubblici delle principali città argentine sono stati disegnati da ingegneri e architetti italiani, e resi belli da artigiani italiani. Pochi conoscono e ricordano che tante tra le principali opere di infrastruttura in Argentina - porti, dighe, autostrade, ferrovie, gasdotti e acquedotti, ecc. - furono progettati e costruiti da ingegneri italiani e, nell’ultimo dopoguerra, da imprese italiane o di origine italiana. Imprese italiane e di origine italiana continuano ad essere, anche oggi, tra le principali dell’Argentina nella progettazione o costruzione di grandi opere.

Si potrebbe dire che tra gli italiani in Argentina, tanti sono stati ingegneri, se non con una laurea, almeno per lo spirito di chi si è laureato in quella carriera: lo spirito del costruttore, del creatore, dell’imprenditore, dell’“hacedor”. Succede spesso di ascoltare qualche adolescente raccontare ammirato che il nonno italiano “sa fare di tutto”.

Non si può dimenticare, infatti, come generalmente gli emigrati costruirono le proprie case e, dimostrando una solidarietà che è stata anche questa caratteristica della nostra emigrazione, si aiutarono a vicenda per costruire le case dei vicini, nei rioni e nelle località dei sobborghi dove sono andati a vivere, appena arrivati al Plata.

Ingegneri, costruttori, artigiani, che hanno trasmesso ai loro figli e nipoti quell’arte che è tanto necessaria per qualsiasi paese, ma specialmente per uno come l’Argentina, nella quale c’è tanto da fare. Che l’hanno insegnata anche nella società argentina e a nuovi emigrati di altri paesi. Succede spesso infatti, di sentire muratori, ceramisti, pittori paraguaiani o boliviani, raccontare che il loro mestiere lo hanno imparato da un costruttore italiano.

L’omaggio della Techint alla sua storia e agli ingegneri (il 16 giugno si celebra il Giorno degli Ingegneri), può servire anche per farci riflettere sulla nostra identità come parte della società argentina.

Infatti, da una parte dovremmo impegnarci a far conoscere, a diffondere questo aspetto poco noto della presenza italiana nel Paese. Dall’altra, dovremmo impegnarci perché questa caratteristica che abbiamo trasmesso alla società locale - la volontà di creare e di costruire - sia sostenuta e sviluppata.

Come abbiamo scritto altre volte, se la nostra comunità ha una maggiore consapevolezza della sua identità, è un bene non solo per noi, ma per tutta la società argentina, per il Paese e anche per l’Italia. (Marco Basti -Tribua Italiana /Inform)

marcobasti@tribunaitaliana.com.ar 

 


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