SENATO DELLA REPUBBLICA
Al via in Commissione Esteri l’esame del decreto-legge
che proroga al 2014 le elezioni di Comites e Cgie
Illustrano il provvedimento i relatori Mantica (Pdl) e Tonini (Pd). Nel corso della discussione generale,
l’intervento della senatrice Contini (Terzo Polo)
ROMA – Il disegno di legge che rinvia al 2014
il termine per il rinnovo di Comites e CGIE è passato
ieri all’esame della Commissione Esteri del Senato, dopo il parere positivo
espresso dalla Commissione Affari costituzionali in merito alla sussistenza
in esso dei presupposti di costituzionalità (vedi Inform
del 6 giugno: http://www.mclink.it/com/inform/art/12n10903.htm).
Ad illustrare il provvedimento Alfredo Mantica
(Pdl), che ha precisato come esso preveda anche che
“le prossime consultazioni elettorali si svolgeranno nel 2014 con modalità informatiche”.
Su quest’ultimo proposito il relatore ha richiamato l’esigenza di “una precisa
individuazione delle disposizioni di legge implicitamente abrogate” e la contestuale
indicazione di “criteri più dettagliati cui il governo dovrà attenersi
nell’emanazione del regolamento che dovrà, comunque, - ha aggiunto - essere
previamente sottoposto all’esame consultivo della Commissione”.
Per Mantica, la motivazione del decreto-legge
risulta essere “eminentemente economica, poiché il voto con le nuove modalità
– fa sapere – dovrebbe avere un costo nel 2014 non superiore ai 2 milioni di
euro”. “Ciò impone – aggiunge – un’attenta analisi di quanto complessivamente
risparmiato con il rinvio delle elezioni e quanto veicolato ai capitoli di spesa
per le politiche migratorie”. Il relatore ritiene inoltre indispensabile “un
approfondimento sul sistema di voto elettronico prefigurato dal decreto, poiché
si tratterebbe per la prima volta dell’utilizzo di tale mezzo per consultazioni
italiane”. Viene auspicata, infine, da parte del governo una disponibilità ad
apportare modifiche al decreto-legge, che “potrebbero riguardare – suggerisce
Mantica - anche l’attuale sistema di rappresentanza delle comunità italiane
nel mondo, utilizzando il lavoro svolto dal Senato in occasione della prima
lettura dei disegni di legge di riforma dei Comites
e del Cgie”.
Il relatore Giorgio Tonini (Pd) ha in premessa
definito la decisione di una ulteriore proroga del rinnovo di questi organismi
di rappresentanza - la cui scadenza naturale era prevista al 2009 – “impegnativa
e controversa”, rimarcando come “le motivazione economiche che sostengono il
rinvio debbano essere bilanciate con la tutela del rinnovo di cariche elette
democraticamente”.
“La difficile situazione economica complessiva
del Paese ha imposto una revisione delle voci di spesa di ogni ministero, e
quindi anche del Mae – ha ricordato Tonini, segnalando
come “gli stanziamenti per le politiche migratorie siano stati incisi, in quanto
spese rimodulabili, dai tagli lineari operati lo scorso anno”. Il rinvio discusso
produrrà un risparmio di spesa che egli auspica possa consentire “almeno in
parte un finanziamento dei capitoli che più necessitano di un rifinanziamento:
principalmente l’assistenza agli italiani all’estero e l’insegnamento di lingua
e cultura”. Tonini sollecita quindi “una riflessione sulla necessità di procedere
ad una mediazione politica che operi una parziale ridefinizione del sistema
di rappresentanza della collettività italiana nel mondo”, attraverso una condivisione
che, a suo avviso, “dovrebbe essere ricercata tra le forze parlamentari e nei
rapporti di esse con l’esecutivo”.
Nel corso della discussione generale sul provvedimento,
aperta del presidente della Commissione, Lamberto Dini che ha richiamato
la razionalizzazione e la riduzione di costi operata dalla riforma su Comites
e Cgie già approvata dal Senato e premessa nella relazione
illustrativa del ddl, interviene Barbara Contini (per il Terzo Polo) che rileva
la necessità di un “attento esame dei profili di merito e delle ricadute economiche
della riforma del sistema di rappresentanza”. Una necessità testimoniata anche
dalla presentazione, nel corso del dibattito svoltosi mercoledì scorso in Aula
in merito al decreto-legge sulla razionalizzazione della spesa pubblica, di
“emendamenti che proponevano la soppressione del CGIE – riferisce