INFORM - N. 110 - 7 giugno 2012


SENATO DELLA REPUBBLICA

Editoria italiana all’estero: audizione in Commissione Affari Costituzionali del presidente della  Fusie Giangi Cretti

 

ROMA – La Commissione Affari Costituzionali del Senato, nell’ambito dell’esame - in sede referente - dei disegni di legge n.3305 e 3251 che prevedono interventi nel settore dell’editoria, ha sentito oggi in audizione il presidente della Fusie (Federazione Unitaria Stampa Italiana all’Estero).

, Giangi Cretti , accompagnatao dal segretario generale, Giuseppe Della Noce.

“La mutata condizione socio-economica della comunità degli italiani all’estero, le cambiate modalità di produzione e di fruizione dell’informazione impongono un aggiornamento delle disposizioni normative che presiedono all’erogazione dei contributi per l’editoria italiana all’estero attualmente regolamentate da uno specifico articolo (nr.26) della legge 416 del 5 agosto 1981.”, è quanto ha  sottolineato Cretti , per il quale “nell’ambito del dibattito relativo alla conversione in legge del DL nr. 63 pubblicato in GU il 18 maggio 2012 - recante titolo “Disposizioni urgenti in materia di riordino dei contributi alle imprese editrici, nonché di vendita della stampa quotidiana e periodica e di pubblicità istituzionale” - in attesa che si proceda nel 2014, come ci pare sia previsto, al complessivo riordino della normativa,” è opportuno, dunque, “laddove  formalmente  possibile, chiedere che venga introdotto un articolo che modifichi l’articolo 26 della menzionata legge 416, e, al contempo, chiedere un’integrazione all’art 5 del DL nr.63 ora in esame.”.

“Si tratta” ha aggiunto il presidente della Fusie  “di una richiesta dettata dalla necessità di ribadire, esplicitandola in un apposito articolo, la specificità dell’editoria italiana all’estero, per la quale l’accesso al sostegno pubblico deve essere fissato sulla base di requisiti relativi: alla sua anzianità (per la quale si propone un minimo di 3 anni), alla sua reale diffusione all’estero, al suo apporto alla diffusione della lingua e della cultura italiana (l’informazione deve essere veicolata almeno nella misura del 50% in lingua italiana), al suo contributo alla promozione del sistema Italia all’estero, alla sua consistenza informativa.”

“Stanti questi requisiti – auspicando, pur nella consapevolezza dell’attuale situazione congiunturale, un adeguamento del contributo totale, fissato da oltre 11 anni a 2,065mln di euro (art. 3 legge nr. 62 7 marzo 2001) da ripartire fra più di 100 testate – con apposito regolamento, definito, presumiamo come ora, da un DPR, è fondamentale” ha osservato Cretti  “ridefinire i criteri con i quali i contributi vengono assegnati, e soprattutto il loro dosaggio che va attentamente ponderato.”

“Detti criteri”  ha aggiunto “ devono essere, per quanto possibile oggettivi e, fatta salva una quota-parte assegnata in modo equivalente a tutte le testate aventi diritto, ricalcano, tranne che in un’eccezione tutt’altro che marginale, quanto attualmente in vigore. Infatti, non potranno prescindere dalla frequenza della pubblicazione, dal numero delle copie effettivamente diffuse, da quello delle pagine stampate.”

Per la Fusie,poi, “Inadeguato, perché oltre che di difficile interpretazione, allo stato, mai oggetto di una reale valutazione, ma semplicemente e tacitamente riproposto uguale a sé stesso, è il voto con il quale, secondo il vigente regolamento, dovrebbero essere valutati “la natura informativa e l’apporto alla conoscenza dei fatti italiani e dei problemi del lavoro italiano all’estero”.

In sua sostituzione si propone l’inserimento di un nuovo criterio teso a valutare la consistenza occupazionale delle singole testate.”

“Come detto in precedenza, determinante è il dosaggio” ha spiegato Cretti “con il quale i criteri indicati concorrono a definire l’ammontare del contributo alle testate che risultino averne diritto, considerando che, se vanno salvaguardate testate che potremmo definire di “comunità”, finalizzati ad una valorizzazione della qualità dell’informazione, devono essere previsti anche incentivi per chi si sforza di operare puntando alla professionalità.”

Dopo aver ricordato che “Contenuta nel regolamento d’applicazione anche la nuova composizione della Commissione, preposta a valutare l’ammissibilità delle testate che richiedono il contributo”, la Fusie ha chiesto che essa preveda “la presenza di esponenti della Presidenza del Consiglio Dipartimento per l’editoria, del Ministero degli Esteri, della Federazione Unitaria della Stampa Italiana all’Estero, della Federazione Nazionale della Stampa, del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e della Consulta Nazionale dell’Emigrazione”.

Inoltre, il presidente Cretti ha definito “oltremodo opportuno esplicitare rigorose e chiare modalità di controllo (fino a prevedere anche la certificazione del bilancio in caso di contributi che superino ad esempio i 50'000 euro), assegnando detta competenza ad uno specifico organismo.”

L’audizione si è conclusa con la “richiesta di emendare l’articolo 5 del DL nr. 63 del 21 maggio 2012, si fa presente l’esigenza di inserire nello stesso, un comma che stabilisca in modo esplicito che pubblicità istituzionale venga assegnata anche alle testate italiane all’estero, indicandone la quota-parte.”(Inform)


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