FORMAZIONE
A Venezia un seminario sulla presenza degli studenti
internazionali in Italia e in Europa
L’incontro di studio è organizzato dall’European Migration Network Italia
(EMN) in collaborazione con il ministero dell’Interno
VENEZIA - Per
studenti internazionali si intendono i cittadini di un paese che per motivi
di studio si recano in un altro paese. Sono 3,7 milioni nel mondo, dei quali
oltre 1 milione e 200 mila nell’UE a 27. Dopo
Oltre all’Università,
che aprirà i lavori con l’intervento del Magnifico Rettore, parteciperanno i
rappresentanti della Prefettura, della Questura, del Comune, della Regione Veneto
e della Caritas di Venezia. Per gli studi preparatori, inoltre, hanno collaborato
il Centro Studi Idos, e i ricercatori collegati, il
Centro Nazionale Ricerche/Istituto per le ricerche sulla Popolazione e le Politiche
Sociali,
Dai lavori preparatori del convegno è emerso che, da una parte, i paesi caratterizzati da un più vivace dinamismo economico sono quelli che hanno un maggior numero di studenti internazionali (la loro incidenza è dell’8,6% in ambito UE, del 10,7% in Germania e 21,6% nel Regno Unito), dall’altro in Italia l’incidenza è molto ridotta (3,8%) con 64.704 universitari nel corrente anno accademico: 1 cittadino straniero ogni 22 immatricolati all’Università, 1 ogni 26 iscritti complessivi e 1 ogni 37 laureati. Si concentrano in prevalenza nel Centro Italia, attratti dalle Università di Perugia, Siena, Pisa, Firenze e specialmente Roma, dove una fonte di attrazione sono anche le università pontificie per circa 10.000 tra seminaristi, sacerdoti e religiose esteri. Ma anche altre università costituiscono un polo d’attrazione, da Milano a Torino, da Padova a Venezia e Trieste, senza dimenticare Napoli e Bari nel Meridione. Le facoltà più frequentate sono Economia, Medicina e Chirurgia (totalizzano circa la metà degli iscritti), mentre a Lettere e Filosofia spetta una quota del 10%. Questi alcuni dei numerosi dati raccolti dal Centro Studi e Ricerche Idos.
La graduatoria
per nazionalità include solo in misura ridotta paesi a forte pressione migratoria
(Romania, Albania, Camerun) e in maniera più consistente paesi a sviluppo avanzato
(Stati Uniti, Corea del Sud, Giappone e diversi paesi europei). In posizione
intermedia si collocano diversi altri paesi (Iran, Turchia, Russia, Israele,
India, Marocco, Tunisia, Serbia, Croazia, Pakistan) e ciò attesta quanto resti
da fare affinché le migrazioni diventino un ponte a livello culturale, obiettivo
raggiungibile a condizione di superare diversi fattori ostativi (chiusure normative,
strozzature burocratiche, carenza di servizi e scarsità di risorse). Studiare
in Italia costa agli studenti esteri 718,5 milioni di euro, secondo gli esiti
di una ricerca che