CGIE
Conferenza
stampa del segretario generale Elio Carozza
I lavori alla Farnesina del Comitato di Presidenza
Valutate modifiche del decreto legge sul rinvio delle
elezioni dei Comites e del Cgie che consentano di dirottare le risorse non utilizzate
alle politiche per gli italiani all’estero
“Il governo si è impegnato a presentare una propria proposta
di riforma degli organi di rappresentanza”
ROMA - Si sono conclusi alla Farnesina i lavori del Comitato di Presidenza del Cgie. Durante questi due giorni di intenso dibattito, che ha visto la partecipazione del ministro degli Esteri Giulio Terzi e del sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura, è stato dibattuto in primo luogo il provvedimento, attualmente in discussione presso le commissioni del Senato, che rinvia al 2014 le elezioni dei Comites e del Cgie. Per la prima volta alla riunione del Comitato di Presidenza hanno preso parte anche 12 rappresentanti delle consulte regionali dell’emigrazione.
“Nell’ambito della riunione del Comitato di Presidenza – ci ha spiegato al margine del CdP il segretario generale del Cgie Elio Carozza – abbiamo confermato al ministro Terzi la totale contrarietà del Cgie al decreto sia dal punto di vista formale, il governo non ha sentito la necessità di acquisire sul testo il parere preventivo del Consiglio Generale, che dei contenuti. Il decreto, oltre a rinviare le elezioni, guarda infatti agli italiani all’estero nel quadro del contenimento della spesa e questa non è una cosa molto bella. Per quanto poi concerne la riforma di questi istituti di rappresentanza il decreto inserisce la questione abbastanza delicata del voto elettronico stanziando due milioni per la sua tenuta. In questo ambito non si parla però della forte richiesta di riutilizzare le somme contenute nel capitolo di bilancio delle elezioni per le politiche degli italiani all’estero e in particolare per la promozione della lingua e cultura italiana nel mondo….Il ministro – ha continuato Carozza- ci ha comunque assicurato che la motivazione del rinvio delle elezioni va ricercata nell’impossibilità di trovare i finanziamenti necessari per il rinnovo dei Comites e del Cgie e non, come sosteneva il passato governo, per attendere il completamento dell’iter della riforma degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero già approvata dal Senato”.
Il segretario generale ha poi precisato come, nel corso della franca discussione con il ministro, il Comitato di Presidenza abbia chiesto, nel caso il decreto non possa essere ritirato, di intervenire per una sua sostanziale modifica. Ad esempio superando l’ipotesi della riforma Tofani e non lasciando che il voto elettronico rimanga, a scapito dei metodi tradizionali, l’unica opzione per esprimere il suffragio per il rinnovo dei Comites. Al ministro è stato inoltre chiesto di destinare almeno una parte dei fondi per le elezioni alla promozione all’estero della lingua e della cultura italiana , ai fabbisogni dei connazionali indigenti e alle attività dei Comites riportando le risorse per questi organi di rappresentanza almeno ai livelli del 2011. “Su tutto questo – ha precisato Carozza - abbiamo convenuto con il ministro degli esteri una sostanziale modifica del decreto”.
Il
segretario generale dopo aver espresso forte disappunto per l’affidamento al senatore
Mantica dell’incarico di relatore alla Commissione Esteri del provvedimento che
rinvia le elezioni dei Comites e del Cgie, ha annunciato di aver convenuto con
il ministro e il sottosegretario, la realizzazione di quattro seminari sulle politiche
per gli italiani all’estero. I primi due, che avranno luogo a fine novembre
Dopo aver puntualizzato che gli altri due seminari in programma avranno luogo nel primo trimestre 2013 e saranno dedicati ai servizi e all’informazione, nonché all’assistenza per i nostri connazionali indigenti, Carozza ricordato di aver ribadito, nell’ambito degli incontri avuti con i deputati della Commissione Esteri della Camera e con il Comitato per le Questioni degli Italiani all’Estero del Senato, le posizioni negative del Cgie sul decreto di proroga delle elezioni e l’importanza per l’Italia della rappresentanza del Consiglio Generale e dei 128 Comites sparsi nel mondo che coinvolgono migliaia di cittadini e di volontari. “Il nostro paese – ha spiegato Carozza - proprio in questo momento di crisi e di ristrettezze economiche e di attacco alla politica dovrebbe considerare il lavoro degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero come un esempio delle migliori pratiche di fare politica, stando vicino alla gente”.
Carozza ha infine espresso la sua delusione per il fatto che, nonostante alcuni eletti all’estero fossero stati preventivamente informati sui contenuti del decreto-legge che rinviava le elezioni, tale notizia non sia stata comunicata dai parlamentari al Consiglio Generale . “Quando l’ho saputo - ha detto Carozza - ho capito che noi del Cgie siamo veramente soli”.(Goffredo Morgia- Inform)