SENATO DELLA REPUBBLICA
In Commissione Affari Costituzionali il decreto legge
per la proroga al 2014 del termine per il rinnovo di Comites e Cgie
Approvato il parere favorevole sulla sussistenza dei
presupposti costituzionali
ROMA
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A riferire sul ddl Maria Fortuna Incostante (Pd), che ha ricordato come il termine per il rinnovo degli attuali organismi di rappresentanza degli italiani residenti all’estero, la cui naturale scadenza quinquennale risale ormai al 2009, fosse già stato rinviato al 2010 e poi al 2012 da precedenti decreti legge, “al fine di consentire al Parlamento di varare una riforma”. Riforma contenuta in un ddl approvato dal Senato, che risulta però essere al momento ancora all’esame della Camera dei Deputati e che reca, “tra le altre – precisa Incostante, - nuove disposizioni per la composizione dei Comitati, per le modalità di elezione e per una consistente riduzione dei costi connessi”.
“I motivi di necessità e urgenza dipendono dal fatto che, se non immediatamente rinviate, le elezioni implicano l’avvio delle relative procedure con un anticipo di almeno sei o sette mesi, ovvero nel corrente mese di giugno – spiega la relatrice, evidenziando come il rinvio al 2014 “si imponga per ragioni di coerenza con un quadro normativo aggiornato dell’intera materia”. “Grazie alla riduzione dei costi a seguito della riforma dei suddetti organismi e all’introduzione di norme regolamentari con cui verranno stabilite modalità di votazione mediante l’utilizzo della tecnologia informatica, l’ammontare delle spese per il rinnovo di Comites e Cgie per l’esercizio 2014 – precisa Incostante - è determinato in due milioni di euro, rispetto ai 6,7 milioni a legislazione vigente”.
Al
parere positivo sulla sussistenza dei presupposti costituzionali del decreto
legge avanzato dalla relatrice ha annunciato il voto favorevole del suo gruppo
Enzo Bianco (Pd), mentre Filippo Saltamartini ha reso noto l’assenso del Pdl.
Voto contrario invece per Idv, come segnala Francesco Pardi: “la proroga prevista
del decreto legge di fatto impedisce l'esercizio del diritto di voto – afferma,
ribadendo le criticità esistenti nel sistema di rappresentanza degli italiani
all’estero.