SINDACATI
Il 6 giugno a Bruxelles la manifestazione
della Uil scuola
“No alla spending
review del Mae senza se
e senza ma”
BRUXELLES - Il 6 giugno a Bruxelles, in occasione del Convegno internazionale Uil “Il Mediterraneo: un’occasione per l’Unione Europea”, con la partecipazione del segretario generale Angeletti, nonché dell’apertura della sede Uil a Bruxelles, la Uil scuola organizza un’assemblea con la partecipazione di delegazioni Uil scuola del Benelux, della Francia, della Germania, della Svizzera e della Uil scuola Africa e di altri paesi.
All’odg del dibattito le risposte della Uil scuola alle misure in applicazione della spending review comunicate dal Mae e i tagli al personale dei corsi statali e delle scuole italiane all’estero.
All'assemblea parteciperanno il segretario generale della Uil scuola Massimo Di Menna ed il responsabile del Dipartimento estero Angelo Luongo.
Secondo la Uil scuola, I tagli proposti dalla spending review del Mae alla promozione e la diffusione della lingua e della cultura italiana mettono seriamente a rischio il funzionamento del servizio scolastico per migliaia e migliaia di studenti delle nostre scuole e dei corsi di italiano nel mondo. In questi anni il settore scolastico e della promozione e diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo ha già subito la quasi totale privatizzazione degli strumenti di intervento,a partire dalle istituzioni scolastiche all’estero, di cui solo il’5% sono statali ( solo 7 scuole su 142) e i corsi statali soltanto il 2% del totale delle iniziative previste dalla legge 153/71 nel mondo( circa 7000 su oltre 315.000 )
Di fronte a questo enorme squilibrio strutturale tra l’intervento pubblico e privato all’estero già oggi presente all’estero appare del tutto velleitario e fuorviante - afferma la Uil scuola - indicare come possibile obiettivo di un percorso legislativo riformatore la realizzazione di un sistema “misto”, pubblico-privato. Al contrario, occorre sostenere la lotta contro la precarizzazione e la privatizzazione per impedire che il servizio pubblico sia definitivamente soppresso, con l’attuazione di interventi stabilizzatori e di valorizzazione e di potenziamento qualitativi della nostra presenza scolastica e culturale nel mondo. L’attacco al contingente statale italiano all’estero, che non riguarda solo i corsi di italiano, rischia di determinare la paralisi vera e propria delle nostre istituzioni scolastiche e dei lettorati all’estero.
Secondo la Uil scuola, la situazione del diritto allo studio per i figli dei nostri connazionali all'estero, che sta peggiorando progressivamente per il continuo impoverimento degli stanziamenti che vengono approntati per il suo funzionamento, diventa ormai particolarmente drammatica in Svizzera e in Germania, in Africa e in Sud America, dove la presenza italiana registra un costante aumento e dove è sempre crescente la richiesta di servizi culturali, e in particolare scolastici, stabili e di qualità. (Inform)