PATRONATI
Una
petizione di patronato Acli,
Inas, Inca e Ital ad Inps
e ministero del Lavoro e delle Politiche sociali
Tra le richieste, una diversa e più semplice modalità
di certificazione dell’esistenza in vita per i pensionati residenti all’estero
ZURIGO – Il patronato Acli e i patronati sindacali Inas, Inca e Ital hanno indetto una petizione rivolta ad Inps e ministero del Lavoro e delle Politiche sociali in cui chiedono modalità “meno complicate” per la certificazione dell’esistenza in vita necessaria alla riscossione delle pensioni italiane all’estero.
In attesa di trovare soluzioni più adeguate, i patronati chiedono all’Inps di “non sospendere alcun pagamento di pensione prima di aver accertato se esisteva già una certificazione di esistenza in vita inviata all’ICBPI”, istituto incaricato del pagamento delle pensioni prima di Citibank, attuale incaricato all’erogazione.
Nel testo della petizione si chiede inoltre di “evitare, in futuro, metodi farraginosi e complicati di certificazione dell’esistenza in vita”, “utilizzare un linguaggio semplice e comprensibile” per ogni comunicazione inviata ai pensionati all’estero, “favorire le soluzioni più semplici e ragionevoli, individuate nei vari Stati, per la certificazione dell’esistenza in vita attraverso le attestazioni delle autorità locali”. La petizione può essere sottoscritta nelle sedi dei patronati presenti all’estero. (Inform)