STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Da
“L’Italiano”, 26.5.2012
Intervista del direttore Gian Luigi Ferretti
al leader dell’Udc, a Buenos Aires per incontrare la comunità italiana
Pier Ferdinando Casini: “Non possiamo fare a meno degli italiani nel
mondo”
BUENOS AIRES
- Benvenuto in Argentina, On. Casini. Lei venne qui nel 2002,
in piena crisi, per portare all'allora Presidente Duhalde una tonnellata di
medicinali e per assicurare, anche a nome del Capo dello Stato Ciampi, l'aiuto
e l'assistenza dell'Italia. Il suo appoggio a Monti deriva anche dalle immagini
di quei giorni dopo il default?
Ricordo bene la drammatica crisi che ha attraversato l’Argentina all’inizio del millennio, un Paese amico e storicamente legato in modo indissolubile all’Italia, cui abbiamo offerto volentieri il nostro aiuto in un periodo molto difficile.
E’ vero, anche noi stiamo attraversando oggi una crisi profonda. Bisogna però leggere il dato italiano all’interno di un contesto internazionale che sembra essere influenzato, oltre che da carenze e ritardi interni, da interessi economici esterni, che mirano a creare una forte instabilità all’interno dell’Europa nel suo complesso e a favorire il prevalere di spinte anti europee più che anti italiane.
Le immagini degli argentini in preda al panico e alla disperazione davanti alle banche di Buenos Aires nel 2001 e dei greci ad Atene oggi, devono indurre tutte le forze responsabili in Italia a moltiplicare il proprio impegno nel sostenere questo Governo. Il nostro appoggio a Monti è convinto e necessario e mira a restituire credibilità al Paese in un momento difficilissimo per l’economia mondiale ed europea. D’altra parte, che sia stato proprio il Presidente del Governo italiano ad aprire il G8 dedicato alla crisi economica mondiale la dice lunga sulla centralità che abbiamo riacquistato.
Lei è uno dei
pochi leader italiani che ha compreso l'enorme potenziale degli italiani all'estero,
nei confronti dei quali sta prestando da tempo grande attenzione… Come è nata e come si sviluppa l'alleanza Maie
- Udc?
L’alleanza con il MAIE nasce da un rapporto di grande stima con il suo fondatore, l’on. Ricardo Merlo, e con la senatrice Mirella Giai, parlamentare apprezzata unanimemente tra tutti i gruppi parlamentari per la sua serietà e dedizione alla causa degli italiani all’estero.
Merlo, figlio di un italiano, nato e cresciuto in America Latina, mi ha presentato con chiarezza e determinazione il suo progetto politico, nato dalla sua esperienza tra le associazioni di volontariato e ne è scaturita una naturale identità di vedute.
La nostra alleanza politica rappresenta un’esperienza positiva e si è consolidata nel tempo sul territorio della Circoscrizione Estero, proprio grazie al lavoro di Merlo e del MAIE.
L'On. Merlo
è molto attivo, si sta dando da fare in ogni parte del mondo e ogni giorno conquista
uomini e territori…. In Italia si stanno alzando voci
per l'abolizione del voto all'estero proprio mentre i francesi all'estero il
10 giugno voteranno per eleggere per la prima volta 11 loro deputati all'Assemblee
National. Nei programmi elettorali di tutti i candidati alle Presidenziali c'erano
proposte e provvedimenti per i connazionali all'estero. Non le pare strano?
Non credo che si tornerà indietro dopo la conquista del voto per gli italiani all’estero, anche perché le proposte di abolizione mi pare siano frutto di iniziative per lo più isolate.
I tre maggiori partiti concordano sul mantenerla, tutt’al più è immaginabile soltanto una revisione del numero dei rappresentanti per l’estero, coerente con la richiesta di riduzione del numero complessivo dei componenti di Camera e Senato.
Lei è pronto
a difendere il diritto al voto e alla rappresentanza degli italiani nel mondo?
Assolutamente
sì. Alcune circostanze, sia pur casuali, peraltro, legano anche simbolicamente
la mia esperienza politica a questa legge: ricordo che il mio primo incarico
da parlamentare fu quello di relatore in Commissione Affari Costituzionali della
legge sul voto all’estero e, a distanza di alcuni anni, da Presidente della
Camera ho avuto l’onore di proclamare il risultato di quell’iniziativa legislativa.
Ritengo che la conquista dell’elettorato attivo rappresenti un diritto fondamentale
dei nostri connazionali residenti all’estero e anche se la legge 459 è sicuramente
migliorabile non possiamo commettere l’errore di buttare il bambino per liberarci
dell'acqua sporca.
Qual è il messaggio
che porta ai connazionali italiani in America Latina?
Ai nostri connazionali in America Latina chiedo di sostenere lo sforzo di cambiamento del Paese che stiamo portando avanti responsabilmente. Gli italiani all'estero rappresentano la ventunesima regione d'Italia: non possiamo fare a meno del loro sostegno nell'azione riformatrice che abbiamo a lungo invocato e ora finalmente avviato. Spesso, per consistenza numerica e capacità di primeggiare con le loro prerogative “italiche”, assai più che gli emigrati di altri Paesi, i nostri connazionali rappresentano i migliori ambasciatori permanenti nel mondo: uomini e donne che hanno dimostrato cosa significa essere italiani sul piano professionale, nell’impresa e nella cultura. La partecipazione alla vita istituzionale della Repubblica da parte loro non è un problema con cui fare i conti ma una risorsa a cui attingere. Fare sistema significa essere consapevoli di tutto ciò: l’emigrazione italiana dell’inizio di questo nuovo millennio non è nemmeno lontanamente paragonabile con quella di 200 anni fa. Chi rimane ancorato agli stereotipi del passato ottiene quale unico effetto quello di privarsi di una grande potenzialità. E in una fase in cui l’Italia ha bisogno di tutte le sue migliori eccellenze per uscire dalla crisi, non possiamo permettercelo. (Gian Luigi Ferretti -L’Italiano /Inform)