INFORM - N. 101 - 25 maggio 2012


IMU

Laura Garavini (Pd): “I comuni siano sensibili alle richieste degli italiani all'estero”

“Tassando come seconde case gli immobili degli italiani all’estero, i comuni rischiano di penalizzare se stessi”

 

ROMA - “E’ nell’interesse dei comuni applicare alle case degli italiani all’estero l’aliquota IMU più bassa, dello 0,4%." Lo dice Laura Garavini, deputata del Partito democratico eletta all’estero nella ripartizione Europa. "Con il decreto fiscale approvato sono i comuni a potere decidere se assimilare gli immobili dei connazionali alle ‘abitazioni principali', cioè alla prima casa. C'è da augurarsi che siano tanti i comuni cha daranno un segnale di attenzione e disponibilità ai nostri emigrati”.

Proprio “per sensibilizzare i comuni a considerare prima casa gli immobili dei cittadini emigrati”, su iniziativa del collega Pd Gino Bucchino, abbiamo scritto all’ANCI, l’associazione che riunisce tutti i comuni italiani. 

“Equiparando gli immobili dei connazionali alle ‘abitazioni principali’, i comuni non perderebbero risorse, poiché incasserebbero l’intero importo dell’aliquota d’imposta, ossia lo 0,4% ridotto dei 200 euro di detrazione. Se invece decidessero di penalizzare gli italiani all’estero, applicando ai loro immobili l’aliquota dello 0,76%, i comuni rischierebbero di penalizzare se stessi. La metà dell’imposta, infatti, la incasserebbe lo Stato e ai sindaci rimarrebbe soltanto lo 0,38%”, spiega la deputata Pd. “A ciò si aggiunge che le case degli italiani all’estero generano molto spesso un consistente indotto economico e in molti piccoli comuni contribuiscono a contrastare il degrado architettonico e l’abbandono degli immobili”.

“Il nostro obiettivo resta la piena e automatica equiparazione delle case degli italiani all’estero alle ‘abitazioni principali’, così come previsto dalla legge del 1993”, conclude Laura Garavini. “Nel frattempo abbiamo chiesto ai comuni di deliberare con attenzione e lungimiranza”. (Inform)

 


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