RASSEGNA STAMPA
Da
“La Stampa.it” del 24.5.22012
Napolitano: Mafia non è finita, finirà
Alle esequie di Placido Rizzotto,
il sindacalista ucciso e fatto sparire dalla mafia nel 1948 Camusso
chiede la riapertura del processo
CORLEONE - «Non abbiamo mai pensato che la mafia fosse finita, ma pensiamo che finirà».
L’ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlando a Corleone con i giornalisti a conclusione dei funerali di Stato a Placido Rizzotto, il sindacalista ucciso dalla mafia nel marzo del 1948 e fatto sparire in una foiba della Roccabusambra, la montagna che sovrasta il paese di Corleone. Napolitano ha aggiunto: «Filo conduttore di queste giornate è rendere onore a chi ha combattuto e pagato con la vita, perché i loro sacrifici hanno dato i loro frutti. C'è molto di nuovo in Sicilia - ha proseguito il capo dello Stato - nelle coscienze siciliane, in modo particolare dei giovani. Tutto questo è un elemento di forza per l'intero Paese». Riguardo alla figura e la storia di Placido Rizzotto il presidente Napolitano ha detto: «Certamente è un capitolo della memoria condivisa dal Paese». «C’è sempre bisogno della presenza dello Stato.»
«Chiediamo la riapertura del processo per l’assassinio di Placido Rizzotto, perchè questa pagina buia della storia possa essere chiusa» ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, nella sua orazione ai funerali di Stato del sindacalista.
Alla cerimonia ha parlato Placido Rizzotto, nipote omonimo del sindacalista ucciso, che lo ha chiamato «Zio Placido». Così il nipote ha iniziato il suo intervento nell’affollata chiesa di Corleone. «Non ti ho mai conosciuto personalmente - continua - ma solo attraverso le parole appassionate di chi ti ha vissuto accanto: nonna Rosa ad esempio, che ho sempre visto vestita di nero». Poi ricordando i 42 sindacalisti uccisi da Cosa nostra ha ribadito: «Si deve riscrivere la storia di questi uomini, chiediamo giustizia e verità per tutti loro». E conclude: «zio Placido riposa in pace, ora tocca a noi vincere». (La Stampa.it del 24 maggio 2012)
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