PATRONATI
Convegno
moderato da Gianluca Lodetti
L’Inas Cisl a Melbourne: "Servono
diritti senza confini"
MELBOURNE - Il patronato come soggetto in grado di analizzare i bisogni sociali nuovi e di creare servizi ad hoc per tutelare i cittadini ovunque nel mondo, grazie ad una sinergia forte con le istituzioni e la società civile locali: è questa la prospettiva indicata a Melbourne sabato scorso dall’Inas Cisl, in occasione del convegno “Diritti senza confini”, moderato dal coordinatore delle sedi estere dell’Inas, Gianluca Lodetti. Questo il progetto di sviluppo dell’azione dell’istituto, presentato da Pietro Inserra, coordinatore di Inas Australia, nella relazione introduttiva della conferenza. Patronato, istituzioni, enti previdenziali si sono messi a confronto. La riflessione forse più sorprendente che ne è emersa riguarda un Paese giovanissimo, l’Australia appunto, che con una popolazione di età media di 37,3 anni, lancia l’“allarme anziani”. Molti di loro sono italiani che, come ha ricordato l’onorevole Maria Vamvakinou, del ministero per gli Affari Multiculturali, hanno dato all’Australia - negli anni - un forte contributo sociale, economico e culturale.
Il 55% dei nostri connazionali presenti nel Paese ha superato i 65 anni e - come ha fatto notare Tonina Gucciardo Masci, del Centro per la Diversità culturale nell’invecchiamento – queste persone spesso sono assistite da una generazione di figli che non ha mai avuto a che fare con il sistema sociale australiano, con il rischio di un conseguente isolamento.
Che l’assistenza diretta alle persone in età avanzata sia un tema caldo per i sistemi di welfare di tutto il mondo conferma la visione dell’Inas che – su questo e altri temi legati all’assistenza - ha elaborato negli ultimi anni, un percorso di riflessione che ha attraversato tutto il mondo in cui l’istituto opera, con un ciclo di conferenze che si è chiuso proprio con l’appuntamento di Melbourne.
Il valore di questa prospettiva è stato confermato dall’onorevole Marco Fedi, del Pd, per il quale “abbiamo sempre più bisogno di tutelare diritti senza frontiere territoriali, nazionali o generazionali”. In quest’ottica, per il deputato, il lavoro dell’Inas è necessario per ristabilire la fiducia “con i cittadini italiani nel mondo, che continuano a chiedere parità di trattamento, equità ed efficienza nel rapporto con la pubblica amministrazione italiana”.
Dunque, un richiamo ai compiti “storici” del patronato, che però hanno ora bisogno di essere declinati in una chiave più rispondente a nuove esigenze sociali. Lo ha evidenziato la relazione di Pino Migliorino, Manager della Principal Ethnic Communications, che ha tracciato un quadro dei possibili futuri sviluppi dell’azione dell’Inas, a partire proprio dall’assistenza diretta agli anziani. In Australia, infatti, come ha spiegato il “ministro ombra” per l’Invecchiamento e la Salute Mentale, oggi ci si trova a fare i conti con un progressivo aumento della popolazione in età avanzata, portatrice di problematiche legate ad assistenza e sanità inedite per il Paese.
Parte della risposta – secondo Peter Ball del Dipartimento Servizi alla Persona – risiede proprio nel patronato, che perfezionando ancora di più la propria comprensione delle politiche australiane, anche con eventi come il convegno di Melbourne, può orientare i cittadini italiani tra le norme di tutela e assistenza sociale.
I progetti dell’Inas, come ha dichiarato il presidente Antonino Sorgi, vanno proprio in questa direzione: “Anche se qui siamo di fronte ad un welfare indubbiamente avanzato, la scarsa conoscenza dei diritti crea comunque delle disuguaglianze, ed è in questo ambito che noi possiamo fare molto”. (Inform)