LOTTA ALLA MAFIA
Presenti
il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio
A Palermo nel ventennale delle stragi di
Capaci e di Via D’Amelio
Napolitano: “Proseguire con la più grande
determinazione e tenacia sulla strada segnata con il loro sacrificio da Giovanni
Falcone e da Paolo Borsellino”. Monti: “Non bisogna mai stancarsi di cercare
la verità sulle morti di Falcone e Borsellino. Non esistono ragioni di Stato
che possano giustificare ritardi nella ricerca della verità”
PALERMO - Il 20° anniversario della strage di Capaci è stato celebrato nell'aula bunker del carcere dell'Ucciardone di Palermo alla presenza del presidente della Repubblica. Protagonisti di questa rinnovata manifestazione di impegno contro la criminalità organizzata e la cultura mafiosa sono stati gli studenti siciliani e quelli che sono arrivati a Palermo a bordo delle due navi della legalità partite da Civitavecchia e Napoli. E' stata anche l'occasione per rinnovare la vicinanza e la solidarietà dell'intero paese ai famigliari di Melissa, vittima del barbaro attentato del 19 maggio a Brindisi, e alle altre studentesse rimaste ferite; proprio una ragazza dell'Istituto professionale intitolato a Francesca Morvillo Falcone ha raccontato la ferma e combattiva reazione al grave atto eversivo.
Il barbaro assassinio di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, e poi di Paolo Borsellino, e degli agenti delle loro scorte è stato ricordato da Maria Falcone, presidente della Fondazione "Giovanni e Francesca Falcone"; da Leonardo Guarnotta, presidente del Tribunale di Palermo; da Piero Grasso, procuratore nazionale Antimafia; mentre il presidente dell'Anci, Graziano Delrio, ha evidenziato il contributo dei Comuni alla "Giornata della legalità".
Dopo alcuni contributi degli studenti e l'intervento del ministro Francesco Profumo, il capo dello Stato ha premiato i vincitori del concorso "Capaci venti anni dopo. Etica, ruolo e valore della memoria", indetto dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e dalla Fondazione "Giovanni e Francesca Falcone".
Nel suo intervento Napolitano ha tra l’altro affermato: "La mafia, Cosa Nostra e le altre espressioni della criminalità organizzata - che tante vittime hanno mietuto nei decenni tra magistrati, servitori dello Stato e appartenenti alla società civile, ai quali rendo commosso omaggio, e lo farò anche a Corleone e a Portella della Ginestra - rimangono ancora un problema grave della società italiana, e dunque della democrazia italiana. Dobbiamo perciò, noi tutti, proseguire con la più grande determinazione e tenacia sulla strada segnata con il loro sacrificio da Giovanni Falcone e da Paolo Borsellino vent'anni fa”.
Anche il presidente del Consiglio Mario Monti si è recato a Palermo con il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri per inaugurare, nel Giardino della Memoria, un monumento ai caduti nella lotta contro la mafia. “Non bisogna mai stancarsi di cercare la verità sulle morti di Falcone e Borsellino. Non esistono ragioni di Stato che possano giustificare ritardi nella ricerca della verità. L’unica ragione di Stato è la ricerca della verità”, ha detto Monti che ha aggiunto: “Sulle stragi di Falcone e Borsellino in questi anni sono emersi particolari che hanno fatto rivedere sentenze e pezzi mancanti che devono essere cercati fino in fondo”. (Inform)