ITALIANI ALL’ESTERO
L’Intercomites di Germania
scrive al ministro degli Esteri Terzi sulle valutazioni espresse da Cgil, Cisl
e Uil sul documento dalla spending review relativo alle spese del Mae
Respinta l’ipotesi avanzata dai tre sindacati rappresentanti
alla Farnesina di riflettere, per il risparmio delle risorse, sulla presenza in
contemporanea di Comites
e Cgie
STOCCARDA – “Il 10 maggio, i Comites ed il Cgie Germania, hanno ricevuto le valutazioni elaborate dalla triplice sindacale Cgil, Cisl e Uil sul documento dalla Commissione sulla spending review del Governo, per la rimodulazione della spesa Mae” . Inizia così la lettera inviata dai rappresentanti ’Intercomites della Germania, sottoscritta dal coordinatore Stefano Lobello, dal vice coordinatore Rosella Benati, dal vice coordinatore Giuseppe Scigliano e dal membro del Consiglio di Presidenza Cgie Tommaso Conte, al ministro degli Esteri Giulio Terzi. Nella missiva i rappresentanti dell’’Intercomites, dopo aver espresso dubbi sull’effettiva efficacia dei risparmi connessi alla chiusura delle sedi consolari nel mondo, nell’esercizio 2011 la rete diplomatica all’estero ha raccolto risorse per 110 milioni di euro rispetto ai 62 milioni spesi per il funzionamento della stessa, sottolineano come un aumento della percentuale del personale consolare assunto in loco comporterebbe un sicuro taglio delle spese per le sedi all’estero.
Nella lettera gli esponenti dell’Intercomites, dopo aver evidenziato condivisione per alcune riflessioni effettuate dai sindacati Cgil, Cisl e Uil rappresentati alla Farnesina sulla spending review, come ad esempio le critiche ai tagli eccessivi apportati al bilancio Mae, esprimono forte disappunto per l’invito, che sarebbe stato avanzato dalle tre sigle sindacali, a riflettere, per quanto riguarda il risparmio delle risorse, sulla presenza in contemporanea di Comites e Cgie. Nella missiva dell’Intercomites si ricorda che questi organi di rappresentanza “conoscono e difendono il loro territorio ivi compresi gli interessi dei lavoratori che i sindacati dicono di voler tutelare. Come si può pensare - prosegue la lettera - allo scenario di una collettività senza i loro rappresentanti che ne portano i bisogni alle varie istanze? Non dimentichiamo, che nel processo di integrazione ancora in atto in Germania, l’Intercomites è stato scelto dal Governo tedesco a rappresentare i bisogni della nostra collettività”. Dalla missiva, oltre a questa presa di posizione in difesa degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero, emergono anche critiche all’ipotesi, avanzata delle rappresentanze sindacali, di far votare solo gli italiani all’estero che chiedono di essere preventivamente iscritti nelle liste elettorali. (Inform)