ASSOCIAZIONI
Promosso dal Centro di Documentazione internazionale
Sardegna Estero (Cedise)
A Cagliari un seminario internazionale sul lavoro sardo
Nel corso dei
lavori, introdotti dal parlamentare Franco Narducci,
è stato illustrato uno studio delle Università di Amburgo e Sapienza di Roma
sulla presenza di lavoratrici sarde nell’industria dolciaria Ferrero a Stadtallendorf, città vicina a Francoforte
CAGLIARI – L’associazione Cedise, facente parte dell’Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati (Unaie), ha organizzato venerdì scorso a Cagliari un seminario internazionale in cui è stata presentata una ricerca relativa alla presenza di lavoratrici sarde nell’industria dolciaria del marchio italiano Ferrero attiva a Stadtallendorf, città vicina a Francoforte.
La studio, condotto dalle Università di Amburgo e Sapienza di Roma, evidenzia come tale presenza si riscontri sin dall’inizio dell’insediamento aziendale in loco, risalente ad oltre 50 anni fa, con punte che vanno dalle 500 presenze stagionali (sui 4000 lavoratori presenti, di diverse nazionalità), in epoche in cui l’economia andava forte, alle 200 attuali, con modalità di reclutamento che si trasmettono per canali totalmente informali, prevalentemente familiari, ma in condizioni giuridiche ed economiche di assoluta legalità.
Ad introdurre il seminario, realizzato con il patrocinio della Regione Sardegna e la collaborazione dell’università di Cagliari, è stato Franco Narducci, deputato eletto per il Pd nella ripartizione Europa e vicepresidente della Commissione Affari esteri della Camera, che ha sottolineato come “l’Europa diventi qualcosa di estremamente concreto e tangibile, quando si uniscono le forze dell’imprenditorialità italiana e le capacità organizzative tedesche”. Le conclusioni sono state invece affidate all’assessore del lavoro della Regione Sardegna, Antonello Liori.
Sono intervenuti ai lavori, coordinati dal presidente Cedise, Sonia Pistis, e da Mauro Pala, docente dell’Università di Cagliari, Joachim Schroeder dell’Università di Amburgo, Claudia Zaccai dell’Università Sapienza di Roma, Maria Luisa Gentileschi dell’Università di Cagliari e Maren Mag, manager dell’ente di formazione professionale, Passage Ltd.
Il folto pubblico di esperti, composto da dirigenti e funzionari della Regione Sardegna, da studiosi del fenomeno migratorio, operatori del settore e giornalisti, ha messo a fuoco le peculiarità di un fenomeno che intreccia valori e istanze moderne con sensibilità professionali più tradizionali. Così è emerso, per esempio, grazie anche ai contributi forniti dall’osservatorio dei sardi di Verona, - sottolinea la nota diffusa da Franco Narducci a proposito - che la stagionalità e la capacità artigianale femminile nell’industria rispettano una lunga tradizione italiana; inoltre, dalle analisi e dalle testimonianze specifiche fornite dalle leaders delle lavoratrici isolane e da alcune studiose del fenomeno specifico è emerso che la tutela della lavoratrici rispetto alla loro famiglia di origine, osserva schemi e criteri che risalgono agli albori della società industriale, quando un padronato molto attento ai valori sociali si preoccupava di assicurare in tutti i sensi l’integrità delle giovani operaie.
Grazie alla ricerca che ha impegnato le due università, il fenomeno è stato reso chiaro ed evidente, nella sua vasta peculiarità, dopo cinquant’anni e in un momento di particolare crisi dell’area della Sardegna da cui partono le lavoratrici. Un’iniziativa – conclude la nota – che ha impegnato le istituzioni dell’isola a intervenire con appositi processi di formazione professionale e di sostegno imprenditoriale per tramutare questo fenomeno in una opportunità per la ripresa economica della zona, in prevalenza bacino minerario dismesso. (Inform)