INFORM - N. 95 - 17 maggio 2012


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Su “La Gente d’Italia” di oggi un articolo di Silvana Mangione

“Una campagna d’informazione sull’usucapione”

 

NEW YORK - Gli eletti agli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero hanno sperimentato sulla propria pelle le frustrazioni del presentare e ripresentare istanze protettive dei diritti dei cittadini che non vivono in Italia per vederle cadere nel vuoto del nulla di fatto. Non così per quanto riguarda il Ministro della Giustizia, Paola Severino, che in occasione della sua missione in USA ha voluto incontrare la comunità al Consolato generale, momento corale che conferma la sensibilità già dimostrata dall’attuale Presidente del Consiglio, Mario Monti. Il protocollo dell’incontro è formale in apertura: un podio, una sessantina di invitati seduti, la breve introduzione della Console Generale, il discorso della Guardasigilli, al termine del quale ci si alza e si va a parlare direttamente e informalmente con il Ministro durante un piccolo rinfresco, simbolo anch’esso di austerità e italianità: prosecco doc e parmigiano reggiano a scaglie. Prima dell’inizio, sono stata presentata al Ministro Severino e l’ho pregata di voler lanciare una campagna di informazione contro i devastanti effetti dell’usucapione, istituto regolato nel Capo II “degli effetti del possesso”, sezione III “dell’usucapione”, Artt. 1158 – 1167 del Codice civile. Sappiamo bene quello che succede.

Semplificando al massimo: si emigra, lasciando la casa dei nonni o un pezzo di terreno dove si vorrà costruire la propria casa in patria se si avrà successo all’estero, e si affida – di solito soltanto verbalmente – l’incarico di gestire la piccola proprietà ad un parente o un amico, al quale si rimborsano in contanti le tasse dovute e le eventuali spese di mantenimento del bene, senza curarsi di farsi rilasciare ricevute. In mancanza di documentazione scritta che interrompa il decorso dell’usucapione il parente o l’amico di fatto titolare del possesso, finisce per acquisirlo legalmente al termine di venti anni. Moltissimi, troppi, esponenti dell’emigrazione del secondo dopoguerra si sono visti portare via in questo modo il piccolo o grande “sogno italiano”, quello del ritorno alla

propria casa al paese d’origine. Al termine di questo breve scambio di battute, l’ospite d’onore è stata introdotta dalla Console generale, Natalia Quintavalle, che ne ha ripercorso lo straordinario curriculum e l’ha ringraziata di aver dato un esempio di assoluta trasparenza e correttezza cancellandosi dall’Albo degli avvocati di Roma e collocandosi in aspettativa da Professore ordinario della LUISS “Guido Carli” all’atto di assunzione della carica di Guardasigilli in un’Italia che ha profondo bisogno di giustizia e di riprendere le abitudini di rispetto dello Stato e delle leggi.

La Severino esordisce ringraziando “in maniera particolarmente sentita” i presenti per quello che

fanno “per mantenere alta l’immagine dell’Italia e la propria identità italiana, pur nella piena integrazione negli USA”. “Voi – dice – siete i testimoni dell’Italia che lavora, che crede nel merito e nella crescita culturale”, e ribadisce: “Il messaggio che vi porto è che questo Governo crede fortemente nel merito”. Riferendosi agli incontri avuti nei due giorni precedenti di sua visita ufficiale in USA, informa che: “A Wall Street ho detto che la nostra economia è più solida di altre, perché non c’è eccesso di indebitamento da parte delle famiglie italiane, che investono i propri risparmi nella casa. Abbiamo chiesto grandi sacrifici agli italiani, che hanno risposto molto bene. Ora bisogna passare alla fase due, alla crescita economica. Bisogna lavorare per far rientrare in Italia le imprese italiane, che sono andate a produrreall’estero, e portare imprese e investimenti stranieri in Italia. Non sono venuta a chiedere, ma a dire loro: potete tornare in Italia, perché l’Italia è cambiata ed ho citato l’esempio dell’istituzione del Tribunale per l’impresa. L’economia cresce se c’è rispetto del diritto, accompagnato da tempi rapidi della giustizia. Abbiamo cercato di coniugare Giustizia ed Economia, che devono camminare insieme”. Poi annuncia: “Domani parlerò all’ONU, nell’ambito della Conferenza dei Ministri di Giustizia e Affari Esteri dei Paesi dell’America Centrale contro la criminalità organizzata. L’Italia è molto stimata in questo campo per il lavoro dei giudici Falcone e Borsellino. Falcone ha capito che la mafia andava combattuta attraverso i suoi patrimoni, a monte per identificarli, a valle per colpirli e restituirli allo Stato. Esperti della nostra Guardia di Finanza terranno corsi di formazione alla Polizia dei Paesi che si trovano ad affrontare un problema crescente”. Conclude esortandoci: “Vi chiedo di essere testimoni e diffusori della cultura italiana anche in termini linguistici. La nostra è la più bella lingua del mondo. A volte mancano i mezzi, ma se si apprezza un valore si può promuoverlo anche senza troppi interventi economici. Il Governo crede profondamente nel vostro contributo”. Lungo e davvero spontaneo applauso. Ci alziamo. Avendo già parlato con lei, lascio il posto ad altri, ma mi vedo chiamare. La Guardasigilli si rivolge alla sua Capo segreteria, espone l’esigenza di informare i cittadini all’estero sull’istituto dell’usucapione.

Si decide lì per lì che saranno elaborate schede nelle due lingue, scritte in linguaggio molto semplice e comprensibile a tutti, da pubblicare al più presto sui siti del Ministero della Giustizia e del Consolato generale di New York. A noi starà dare la massima diffusione a questa campagna di informazione attraverso Consolati, CGIE, Com.It.Es., Patronati e Associazioni. L’usucapione ferisce i sentimenti, l’appartenenza, il desiderio di ritorno, la certezza delle radici, prima ancora che la tasca e il patrimonio delle famiglie. Tutto diventa davvero facile quando c’è capacità di ascolto e volontà di intervento. Sono contentissima, ringrazio il Ministro e la lascio all’abbraccio del ristretto pubblico di invitati. (Silvana Mangione*-La Gente d’Italia /Inform)

 

* Vice segretario generale del CGIE per i Paesi anglofoni extraeuropei

 


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