STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Su “
“Una campagna d’informazione sull’usucapione”
NEW
YORK - Gli eletti agli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero
hanno sperimentato sulla propria pelle le frustrazioni del presentare e ripresentare
istanze protettive dei diritti dei cittadini che non vivono in Italia per
vederle cadere nel vuoto del nulla di fatto. Non così per quanto riguarda
il Ministro della Giustizia, Paola Severino, che in occasione della sua missione
in USA ha voluto incontrare la comunità al Consolato generale, momento corale
che conferma la sensibilità già dimostrata dall’attuale Presidente del Consiglio,
Mario Monti. Il protocollo dell’incontro è formale in apertura: un podio,
una sessantina di invitati seduti, la breve introduzione della Console Generale,
il discorso della Guardasigilli, al termine del quale ci si alza e si va a
parlare direttamente e informalmente con il Ministro durante un piccolo rinfresco,
simbolo anch’esso di austerità e italianità: prosecco doc e parmigiano reggiano
a scaglie. Prima dell’inizio, sono stata presentata al Ministro Severino e
l’ho pregata di voler lanciare una campagna di informazione contro i devastanti
effetti dell’usucapione, istituto regolato nel Capo II “degli effetti del
possesso”, sezione III “dell’usucapione”, Artt. 1158 – 1167 del Codice civile.
Sappiamo bene quello che succede.
Semplificando al massimo: si emigra, lasciando la casa
dei nonni o un pezzo di terreno dove si vorrà costruire la propria casa in
patria se si avrà successo all’estero, e si affida – di solito soltanto verbalmente
– l’incarico di gestire la piccola proprietà ad un parente o un amico, al
quale si rimborsano in contanti le tasse dovute e le eventuali spese di mantenimento
del bene, senza curarsi di farsi rilasciare ricevute. In mancanza di documentazione
scritta che interrompa il decorso dell’usucapione il parente o l’amico di
fatto titolare del possesso, finisce per acquisirlo legalmente al termine
di venti anni. Moltissimi, troppi, esponenti dell’emigrazione del secondo
dopoguerra si sono visti portare via in questo modo il piccolo o grande “sogno
italiano”, quello del ritorno alla
propria casa al paese d’origine. Al termine di questo
breve scambio di battute, l’ospite d’onore è stata introdotta dalla Console
generale, Natalia Quintavalle, che ne ha ripercorso
lo straordinario curriculum e l’ha ringraziata di aver dato un esempio di
assoluta trasparenza e correttezza cancellandosi dall’Albo degli avvocati
di Roma e collocandosi in aspettativa da Professore ordinario della LUISS
“Guido Carli” all’atto di assunzione della carica di Guardasigilli
in un’Italia che ha profondo bisogno di giustizia e di riprendere le abitudini
di rispetto dello Stato e delle leggi.
fanno “per mantenere alta l’immagine dell’Italia e la
propria identità italiana, pur nella piena integrazione negli USA”. “Voi –
dice – siete i testimoni dell’Italia che lavora, che crede nel merito e nella
crescita culturale”, e ribadisce: “Il messaggio che vi porto è che questo
Governo crede fortemente nel merito”. Riferendosi agli incontri avuti nei
due giorni precedenti di sua visita ufficiale in USA, informa che: “A Wall Street ho detto che la nostra economia è più solida di
altre, perché non c’è eccesso di indebitamento da parte delle famiglie italiane,
che investono i propri risparmi nella casa. Abbiamo chiesto grandi sacrifici
agli italiani, che hanno risposto molto bene. Ora bisogna passare alla fase
due, alla crescita economica. Bisogna lavorare per far rientrare in Italia
le imprese italiane, che sono andate a produrreall’estero,
e portare imprese e investimenti stranieri in Italia. Non sono venuta a chiedere,
ma a dire loro: potete tornare in Italia, perché l’Italia è cambiata ed ho
citato l’esempio dell’istituzione del Tribunale per l’impresa. L’economia
cresce se c’è rispetto del diritto, accompagnato da tempi rapidi della giustizia.
Abbiamo cercato di coniugare Giustizia ed Economia, che devono camminare insieme”.
Poi annuncia: “Domani parlerò all’ONU, nell’ambito della Conferenza dei Ministri
di Giustizia e Affari Esteri dei Paesi dell’America Centrale contro la criminalità
organizzata. L’Italia è molto stimata in questo campo per il lavoro dei giudici
Falcone e Borsellino. Falcone ha capito che la mafia andava combattuta attraverso
i suoi patrimoni, a monte per identificarli, a valle per colpirli e restituirli
allo Stato. Esperti della nostra Guardia di Finanza terranno corsi di formazione
alla Polizia dei Paesi che si trovano ad affrontare un problema crescente”.
Conclude esortandoci: “Vi chiedo di essere testimoni e diffusori della cultura
italiana anche in termini linguistici. La nostra è la più bella lingua del
mondo. A volte mancano i mezzi, ma se si apprezza un valore si può promuoverlo
anche senza troppi interventi economici. Il Governo crede profondamente nel
vostro contributo”. Lungo e davvero spontaneo applauso. Ci alziamo. Avendo
già parlato con lei, lascio il posto ad altri, ma mi vedo chiamare.
Si
decide lì per lì che saranno elaborate schede nelle due lingue, scritte in
linguaggio molto semplice e comprensibile a tutti, da pubblicare al più presto
sui siti del Ministero della Giustizia e del Consolato generale di New York.
A noi starà dare la massima diffusione a questa campagna di informazione attraverso
Consolati, CGIE, Com.It.Es., Patronati e Associazioni.
L’usucapione ferisce i sentimenti, l’appartenenza, il desiderio di ritorno,
la certezza delle radici, prima ancora che la tasca e il patrimonio delle
famiglie. Tutto diventa davvero facile quando c’è capacità di ascolto e volontà
di intervento. Sono contentissima, ringrazio il Ministro e la lascio all’abbraccio
del ristretto pubblico di invitati. (Silvana Mangione*-La Gente d’Italia /Inform)
*
Vice segretario generale del CGIE per i Paesi anglofoni extraeuropei