INFORM - N. 95 - 17 maggio 2012


ITALIANI ALL’ESTERO

Presentata a Roma la VII edizione delle Giornate dell’Emigrazione promossa dall’Asmef

Iavarone (Asmef): “Vogliamo parlare dell’italiano oltreconfine di oggi”

Angeli (Pdl): “ Il legame fra Italia e Argentina è testimoniato dai tanti giovani argentini che vengono nel nostro paese per apprendere la lingua e la cultura d’origine”

Narducci (Pd): “La diffusione della nostra lingua e cultura rappresenta un fattore essenziale per la promozione del sistema paese”

 

ROMA – E’ stata presentata a Roma,  presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati, la VII edizione delle Giornate dell’Emigrazione intitolata “Italiani e italianità oltreconfine” e promossa dall’Associazione Mezzogiorno Futuro (Asmef) in collaborazione con l’Associazione di Amicizia parlamentare Italia-Argentina (Apia).

Tra gli appuntamenti dei prossimi mesi che verranno realizzati nell’ambito  manifestazione segnaliamo la competizione culinaria al femminile, in programma  a Ischia, tra chef che lavorano oltre confine. Alla migliore verrà consegnato il premio “Miss Chef”. Da ricordare anche il meeting di New York che, in occasione del Columbus Day , si terrà presso il Jhon D. Calandra Institute.

La presentazione a Palazzo Marini, moderata dal giornalista di Radio Montecarlo Boris Mantova, è entrata subito nel vivo con l’intervento del presidente dell’Asmef Salvo Iavarone che ha sottolineato le difficoltà incontrate, nell’attuale momento di crisi, a reperire risorse economiche e contenuti scientifici per la realizzazione degli eventi. “Quest’ anno - ha aggiunto Iavarone - vogliamo parlare dell’italiano oltreconfine di oggi: chi è, cosa fa, che mangia; in una parola, come si è integrato nel paese che lo ospita, e come vive la sua identità, anche rispetto al confronto con la patria di origine. Gli espatriati da noi incontrati nei viaggi in Canada, Usa , Argentina, Brasile, ci hanno fatto richieste in tal senso. Basta valige di cartone e viaggi epici, e parliamo di loro oggi”.

Dopo la consegna della Premio giornalistico “Armando De Simone”, a Massimo Bordin di Radio Radicale, ha preso la parola il deputato del Pdl Giuseppe Angeli, nella ripartizione America Meridionale, che ha affermato di sentirsi orgoglioso del proprio status di emigrante e di essere felice di aver scelto l’Argentina, 60 anni fa quando lasciò l’Italia, quale nuovo paese di residenza. Nel ricordare il grande contributo dato dagli italiani di prima generazione e dagli oriundi allo sviluppo dell’Argentina, Angeli  ha sottolineato come ancora oggi i due paesi siano molto legati. Una forte sinergia culturale ed affettiva, quella fra Italia e Argentina, che per il deputato del Pdl viene evidenziata anche dai tanti giovani argentini che ogni giorno vengono nel nostro paese, anche grazie a borse di studio messe a disposizioni dalle regioni, per imparare la lingua e la cultura italiana.

Dal canto suo Severino Nappi, assessore al Lavoro e alle Politiche dell’Emigrazione della Regione Campania, ha messo in evidenza come nel tempo il rapporto tra il nostro emigrante e il paese d’origine si sia rovesciato trasformando il connazionale all’estero in uno strumento di sostegno, promozione e sviluppo della comunità d’origine. “Il figlio e il nipote di italiano che risiede stabilmente all’estero, senza aver nessuna volontà di tornare a vivere in Italia, - ha spiegato Nappi - mantiene però un legame straordinario e autentico con il paese d’origine. Questa è l’essenza attorno alla quale si costruisce un rapporto che non è solo culturale e affettivo, ma rappresenta anche un momento di promozione del nostro paese. Un legame, che va verso lo sviluppo del made in Italy, che ha come ambasciatore l’italiano all’estero, e su cui dovremo investire”.  E’ stata poi la volta di Elisabetta Briguglio dell’Associazione Nazionale Famiglie Emigrati, che parlando a nome del vice presidente dell’Anfe Matteo Iacovelli, ha spiegato come questo sodalizio lavori da più di mezzo secolo per consentire ai migranti di mantenere un legame stabile con la madre patria, senza dimenticare l’integrazione socioculturale. La Briguglio ha inoltre annunciato che il prossimo 30 novembre l’Anfe festeggerà i 65 annui di attività con una manifestazione che avrà luogo presso una delle sale della Camera dei Deputati.

Ha poi preso la parola Franco Narducci, deputato del Pd eletto nella ripartizione Europa, vice presidente della Commissione Esteri e presidente dell’Unaie, che ha sottolineato come, nonostante l’inevitabile evoluzione demografica delle nostre comunità all’estero, il “cordone ombelicale”, animato dall’associazionismo, che unisce le collettività alla terra d’origine ,sia ancora molto forte e caratterizzato da una grande domanda di Italia. Narducci, dopo aver precisato che le associazioni regionali in emigrazione “rappresentano”  qualcosa di vero e reale fondato sul volontariato e su tante iniziativa realizzate in loco e non esportate dall’Italia, ha segnalato la necessità di difendere e diffondere il nostro modello culturale nel mondo. Una priorità, quest’ultima, che altri paesi europei, coma ad esempio l’Inghilterra che investe per la promozione della sua lingua e cultura attraverso il British Council 750 milioni di sterline, hanno ben chiara. “ Noi abbiamo questa difficoltà finanziaria – ha spiegato  Narducci - e purtroppo devo dire che il sistema degli italiani all’estero è stato il più colpito durante tutta questa recessione. Negli ultimi tre anni, abbiamo ad esempio subito in questo ambito tagli sulla promozione della lingua italiana nel mondo dell’82%. Complessivamente i capitoli di spesa sono passato da 75 milioni di investimenti che avevamo nel 2008, ai 14, 15 milioni di euro previsti dalla legge di stabilità 2012. .. Quello che non si è capito, - ha proseguito Narducci - e che la diffusione della nostra lingua e cultura non è qualcosa di avulso dal sistema economico, ma rappresenta un fattore essenziale per la promozione del sistema paese con cui devono marciare insieme”. Narducci ha infine evidenziato come soprattutto in America Latina, una realtà economica, politica e sociale che in prospettiva avrà grandi sviluppi, l’Itala possa  contare per la proiezione del proprio sistema paese sulle potenzialità di una rete formata da milioni di italiani ed oriundi.      

Dopo l’intervento di Maria Paola Profumo, presidente dell’Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni di Genova, che ha sottolineato l’esigenza di raccontare la nostra emigrazione attraverso le storie di vita e di unire il passato della nostra diaspora con l’attualità degli immigrati che giungono nel nostro paese, Patrizia Di Luca, direttore del Museo dell’Emigrante di San Marino, ha spiegato come a tutt’oggi siano circa 18.000 i sanmarinesi residenti all’estero. Un’emigrazione di antica data, quella della piccola repubblica,  che seguì le rotte della diaspora italiana, Stati Uniti, Belgio e Francia, e fu caratterizzata dalla partenza di molti giovanissimi, spesso ancora bambini.    

Fra gli altri interventi segnaliamo quello del direttore del portale “Un mondo di Italiani” Mina Cappussi, che ha parlato della realizzazione del primo Dizionario dell’Emigrazione Italiana e dell’esigenza di un coraggiosa scelta della politica che dia risposte adeguate ai tanti oriundi italiani presenti nel mondo, e del vice presidente dell’Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati Daniele Marconcini che ha posto in evidenza come l’Unaie, in questo momento di crisi, abbia pensato di dare un contributo “alla grande occasione del rilancio economico rappresentata dall’Expo  2015 di Milano”  proponendo la realizzazione, attraverso una specifica campagna denominata “Italiani nel mondo  verso l’Expo 2015, di una Casa del lavoro e del talento degli italiani nel mondo all’interno di questo grande contesto fieristico. Un appuntamento importante che, per Marconcini, potrà rappresentare un fertile terreno di incontro, viste anche le tematiche ambientali promosse dall’Expo, fra Italia e Argentina. (G. M./Inform)     

 


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