ITALIA-AMERICA LATINA
Incontro all’Istituto Italo Latino
Americano
Terzi:
Conoscenza, innovazione, cooperazione sono le basi del nuovo partenariato
“Vincoli
ogni giorno più forti grazie a importanti ed operose collettività di migranti
e di oriundi”
ROMA - Conoscenza,
innovazione, cooperazione: queste le basi del nuovo partenariato dell’Italia
con l’America Latina. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Giulio Terzi,
intervenuto oggi ad un incontro all’Istituto Italo Latino Americano, in occasione
dell'Assemblea dei delegati convocata nel quadro del primo ciclo di conferenze
degli ambasciatori che si concluderà il 23 maggio.Al
tavolo con il capo della diplomazia italiana, gli ambasciatori delle 20 repubbliche
latinoamericane e il presidente in carica, l’ambasciatore del Guatemala
Alfredo Trinidad Velasquez
Innanzi tutto la
conoscenza. Essa “ci viene dalle comuni radici linguistiche, religiose
e culturali. Grazie – ha ricordato Terzi - alle presenze di importanti ed
operose collettività di migranti e di oriundi questi vincoli si fanno di giorno
in giorno più forti. Decine di milioni di cittadini latinoamericani sono orgogliosi
– ha rimarcato - delle loro origini italiane, come sono fieri di contribuire
allo sviluppo ed alla prosperità dei loro Paesi di nascita o di adozione.
Centinaia di migliaia di latinoamericani hanno scelto di vivere e lavorare
in Italia, nella cui economia e società si sono integrati pienamente”.
Il titolare della
Farnesina ha detto che “l’Italia punta con decisione allo sviluppo dei contatti
tra persone, perché sono il quadro irrinunciabile per un rapporto paritario
basato su una reciproca conoscenza e comprensione”. Ed è in questa logica
che “assume una rilevanza prioritaria l’azione di incentivazione del turismo
nei due sensi, non solo per la sua indubbia rilevanza economica”.
Ancora “più pregnante”
è la diffusione della conoscenza generata dalla ricerca scientifica e tecnologica.
“E’ questa – ha sottolineato Terzi - una priorità dell’azione che, nel più
ampio quadro delle priorità di questo Governo, ho assegnato a tutte le articolazioni
del Ministero degli Affari Esteri. Grazie alla rete consolidata di rapporti
tra le rispettive comunità scientifiche, l’America Latina e l’Italia possono
fare molto insieme”.
La conoscenza “deve
però trovare una concretizzazione”. E allora “l’innovazione è fondamentale”.
Terzi ha avvertito che il processo “non può essere guidato esclusivamente
dalle istituzioni pubbliche” e che “il ruolo degli investimenti privati è
strategico”. “Investimenti seri e responsabili, che generano lavoro e sviluppo
ed accompagnano i processi di coesione sociale: per questo essi devono essere
incoraggiati, innanzi tutto con un quadro di sicurezza giuridica. Le maggiori
imprese italiane sono massicciamente presenti nel continente latinoamericano
nell’energia, nelle comunicazioni, nell’industria, nelle infrastrutture [Impregilo,
Astaldi]. Incoraggio – ha detto - le imprese sudamericane
ad investire in Italia e guardo con grande interesse alle collaborazioni che
potranno essere stabilite in altri mercati, soprattutto in quelli emergenti
dell’Africa e dell’Asia”.
Il ministro ha
rimarcato anche che “la nostra azione a livello politico deve saper cogliere
la sfida dell’innovazione”. L’agenda internazionale attuale è sempre più caratterizzata
da grandi temi globali: energia, cambiamento climatico, sicurezza, lotta al
terrorismo e alla criminalità, contrasto della pirateria, promozione dei diritti
umani. “Un approccio nuovo è necessario. La comunanza di valori tra Italia
e America Latina è la base sicura sulla quale poggiare per azioni comuni e
di sicuro impatto”. Terzi ha segnalato, come esempio, “la necessità di combattere
la nuova ondata di intolleranza che sta pericolosamente diffondendosi nei
confronti delle minoranze, a cominciare da quelle religiose”. E’ questa una
“nuova minaccia alla sicurezza globale”, che, “uniti, i nostri Paesi possono
vincere”.
La cooperazione
è quindi il terzo pilastro “sul quale intendiamo muoverci”. A livello innanzi
tutto politico. Terzi ha ricordato che le Conferenze Italia-America
Latina (nell’ottobre 2011 si è tenuta la quinta edizione) sono “momenti di
alto significato, che non hanno raffronti con altre esperienze promosse dall’Italia
verso altri continenti”. “I seguiti sono molteplici e concreti, adattati alla
realtà ed ai bisogni specifici dei Paesi partner” . E “nonostante il momento
di stringenti vincoli di bilancio, l’Italia conferma innanzi tutto il suo
impegno nell’aiuto pubblico allo sviluppo nei confronti dell’America centrale
e meridionale, anche con iniziative altamente innovative, che promuovono,
accanto alla crescita economica e sociale del Paese partner, valori e beni
comuni di tutto il pianeta: penso, per esempio, all’iniziativa lanciata dal
Governo dell’Ecuador per la riserva ambientale di Yasuní,
della quale l’Italia è il principale contributore”.
Il ministro degli
Esteri ha inoltre ricordato “le iniziative comuni sulla sicurezza, che ci
vedono insieme impegnati in America Centrale in partenariato con il SICA,
ma anche in Colombia e in Messico. Seguo personalmente e con grande attenzione
i risultati di un lavoro intenso, avviato da tempo con vari Paesi partner
dell’area, soprattutto nell’ambito della lotta al narcotraffico e al crimine
organizzato. La collaborazione a livello tecnico è intensa e ha assunto oramai
una dimensione politica e un significato morale, che hanno già trovato convinti
riconoscimenti anche nell’ambito dei massimi consessi delle Nazioni Unite”
.
Anche gli scambi
commerciali “rientrano pienamente in questa strategia”. Sia pure “con gradualità
e attenzione ai riflessi sociali”, i Governi devono “impegnarsi congiuntamente
per il progressivo superamento di vincoli tariffari e non tariffari”. “Le
nostre imprese e i nostri consumatori non potranno che averne dei benefici”
ha fatto osservare Terzi.
Il capo della diplomazia
italiana ha rimarcato anche che “l’Italia incoraggia con decisione i processi
di integrazione politica ed economica in corso nel continente latinoamericano”:
UNASUR, CELAC, SICA, Mercosur, Alleanza del Pacifico,
CARICOM e le altre organizzazioni sub- regionali “attive sul terreno dell’integrazione
economica e del dialogo politico”. “Grazie ad esse la democrazia e i diritti
umani – ha detto - saranno sempre più un patrimonio comune dell’area”. E “nel
contempo, ne avrà un sicuro beneficio il dialogo a tutto campo con altre regioni
del mondo, a cominciare da quello con l’Unione Europea”. “I primi frutti si
stanno già cominciando a vedere” ha fatto notare Terzi, citando la “promettente
rete nascente di accordi di liberalizzazione dei commerci tra la UE e le varie
organizzazioni regionali latinoamericane”. Terzi ha evidenziato che l’Accordo
di Associazione tra UE e Paesi dell’America centrale “è pronto per la firma”
e che “proseguono i negoziati” per quello con i Paesi del Mercosur.
Inoltre, “l’Italia sostiene con profonda convinzione l’esigenza di intensificare
il dialogo politico tra l’Europa e l’America Latina”. Il primo vertice UE-CELAC
dei capi di Stato e di Governo, previsto a Santiago nel gennaio 2013, “cementerà
la forte convergenza di vedute tra i due continenti”.
Terzi si è detto
quindi “convinto che sia giunto il tempo di mettere a sistema il patrimonio
di conoscenza, la volontà di innovazione e l’impegno alla cooperazione che
ci uniscono”. “La crescita sostenuta dei principali indicatori economici e
sociali rafforza le legittime aspirazioni dell’America Latina a contare di
più”.
Il ministro Terzi
ha concluso ricordando che “nel contesto multipolare delle relazioni internazionali
della nostra epoca, Italia e America Latina condividono un approccio comune
ai principali problemi posti dai processi di globalizzazione”. “Lo dimostrano
l’intensa concertazione e l’azione decisa nei fori internazionali attorno
ad un nucleo condivisa di valori fondanti: la sensibilità per modelli produttivi
con una spiccata dimensione sociale; l’attenzione per l’ambiente; la comune
matrice del diritto romano; le radici comuni culturali, linguistiche e religiose”.
Ci sono quindi “tutte le premesse per costruire assieme una vasta area di
cooperazione transatlantica, una vera comunità di prosperità e di valori condivisi”.(