CAMERA DEI DEPUTATI
Da Razzi (Pt) interrogazione
in Aula su un possibile nuovo rinvio delle elezioni di Comites
e Cgie
Il deputato eletto nella ripartizione Europa chiede di
utilizzare i fondi già stanziati, insufficienti per il rinnovo, al funzionamento
degli organismi di rappresentanza. Nella risposta il ministro per il Rapporti
con il Parlamento Giarda precisa che questa ipotesi “è all’attenzione del governo”
ROMA – Antonio Razzi, deputato eletto nella ripartizione Europa per IdV e attualmente iscritto al gruppo parlamentare Popolo e Territorio, ha illustrato ieri in Aula un’interrogazione a risposta immediata rivolta al ministero degli Affari Esteri e relativa ad iniziative volte a consentire la proroga dei Comites e del Cgie attualmente in carica, vista l’esiguità dei fondi a disposizione per un loro rinnovo – rinnovo già slittato e fissato in data da stabilirsi entro il 30 dicembre 2012.
Razzi sottolinea come la cifra già stanziata per il rinnovo degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero - che risultano in carica dal 2004, - sarebbe “appena sufficiente allo svolgimento e all’organizzazione delle operazioni di voto”, per cui nell’interrogazione, firmata anche da Silvano Moffa e Bruno Cesario, entrambi iscritti al gruppo parlamentare di Popolo e Territorio, si chiede di destinare tali fondi, quantificati in 7 milioni di euro, per “ristabilire la piena operatività di Comites e Cgie, che potrebbero finalmente tornare a svolgere la loro funzione naturale di servizio a favore degli italiani all’estero”.
Per tale motivo l’interrogazione chiede “in via del tutto eccezionale” di prorogare le attuali rappresentanze, “al fine di evitare sperperi di denaro per il loro rinnovo” e consentire invece il proseguimento dell’opera di “soccorso, di aiuto e di offerta del servizio prestato da tali organismi agli italiani residenti all’estero”.
A nome del ministro degli Affari Esteri risponde in Aula Piero Giarda, ministro per i Rapporti con il Parlamento, evidenziando la “massima attenzione” attribuita dal Mae a Comites e Cgie e ricordando come la proroga disposta nel 2009 e nel 2010 fosse stata motivata da una possibile riforma degli organismi da parte del Parlamento, “alla luce delle numerose proposte parlamentari di riforma presentate in materia”.
“Non essendo mutato il quadro normativo, il rinnovo dovrebbe svolgersi entri il 30 dicembre di quest’anno – rileva Giarda, segnalando come il ddl di riforma, approvato in prima lettura al Senato nel maggio 2011, sia ancora all’esame della Camera dei Deputati e quantificando i costi stimati per organizzare le operazioni di voto, “sulla base di una rilevazione effettuata presso le sedi della rete diplomatico-consolare”, in circa 20 milioni di euro.
“I fondi attualmente a disposizione del Mae per queste finalità risultano insufficienti – aggiunge Giarda, - perché sono pari solo a 6,7 milioni di euro. Sarebbe quindi necessaria un’integrazione finanziaria di circa 13 milioni di euro, il che costituisce indubbiamente un impegno considerevole nella attuale delicata congiuntura di bilancio pubblico”. Per questo motivo, il ministro per i Rapporti con il Parlamento definisce la proposta avanzata nell’interrogazione “condivisibile” e “all’attenzione del governo”. “Tuttavia, un’apposita disposizione normativa di rinvio delle consultazioni elettorali dovrebbe essere approvata entro giugno per scongiurare la necessità di avviare le previste procedure elettorali – fa sapere Giarda, affermando come in tale prospettiva risulterebbe possibile vagliare la possibilità suggerita ed utilizzare i fondi a disposizione come richiesto dagli interroganti.
In sede di replica, Razzi si definisce “parzialmente soddisfatto” della risposta. “Credo che spendere oggi 20 milioni di euro per rinnovare tutti i Comites e il CGIE rappresenti una somma molto alta. Ci sono molti Comites che chiudono per mancanza di fondi – afferma Razzi, - ci sono dei consolati che lavorano con poco personale. Oggi bisogna guardare, come il governo guarda, al risparmio. Bisogna risparmiare senza dimenticare che gli italiani all’estero hanno anch’essi le loro esigenze perché credono nell’italianità e credono di portare avanti la questione della lingua e della cultura italiane”.
La decisione del governo di assegnare i fondi sopra richiamati al funzionamento di Comites e CGIE sarebbe per Razzi “un buon segno”, una scelta indispensabile per fare in modo che questi organismi possano “degnamente rappresentare tutta l’emigrazione italiana e svolgere il loro compito a favore del governo italiano”. (Inform)