FRONTALIERI
Gianni Farina (Pd) sulle nuove trattative fiscali tra
Italia e Svizzera
“I 23 milioni di euro residui dei ristorni delle imposte
che saranno pagati dal Canton Ticino rappresentano sicuramente una boccata d’ossigeno
per i comuni di frontiera”
ROMA - “Finalmente, ci siamo”. Lo afferma il deputato del Partito democratico Gianni Farina, eletto nella ripartizione Europa, che insieme alla deputata del Pd, Laura Garavini, aveva presentato un’interrogazione parlamentare al ministro delle Finanze e dell’Economia nel luglio dello scorso anno, all’indomani della drastica decisione del Canton Ticino di bloccare il ristorno delle imposte ai Comuni italiani di frontiera. “La decisione - scrissero i due deputati - grave, inspiegabile e di assoluta miopia politica, del Consiglio di Stato ticinese di congelare il 50 per cento dei ristorni derivanti dalle tassazioni alla fonte sui salari dei lavoratori frontalieri, mette in serio pericolo l'ordinato sviluppo delle relazioni economiche tra i due paesi e in particolare tra le entità statali e regionali di confine della Confederazione Elvetica e dell'Italia”.
In quel modo si
annullava unilateralmente l’accordo tra
“I 23 milioni
di euro residui che saranno pagati dal Canton Ticino rappresentano sicuramente
– spiega oggi Farina – una boccata d’ossigeno per i Comuni di confine
che finora avevano ricevuto soltanto la metà della quota spettante. I ristorni,
come ha assicurato anche
“Voglio esprimere la soddisfazione – aggiunge Farina - di vedere il risultato positivo di un impegno anche personale su un tema molto delicato. Questa notizia è giunta contemporaneamente a quella che annuncia l’intesa tra Italia e Svizzera per l’avvio di un tavolo di lavoro, che si concentrerà sulla soluzione delle questioni fiscali e patrimoniali ancora pendenti”. Infatti, risolta la questione dei frontalieri, le parti - informa il Tesoro italiano - hanno convenuto l'istituzione di un gruppo di pilotaggio che si riunirà il 24 maggio 2012. (Inform)