INTERVENTI
Dino Nardi su rinnovo Comites
e Cgie
“Abbiamo in
Italia leggi, mezze leggi, leggine e leggiucole?”
ZURIGO - Dalle agenzie di stampa italiane apprendiamo di una incredibile risposta che il ministro per i rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, a nome del ministro degli Affari Esteri Terzi, ha dato ad una interrogazione dell’on. Antonio Razzi sul rinnovo dei Comites e del Cgie (v. in questo stesso numero di Inform, ndr) con la quale il deputato eletto nella Circoscrizione Estero sollecitava una ulteriore proroga (dopo quelle del 2009 e 2010) di questi organismi in carica dal 2004 motivandola con il fatto che, a suo dire, è inutile rinnovarli visto che per mancanza di fondi non sono più in condizione di svolgere la loro funzione e quindi sarebbe più logico destinare al finanziamento dei Comites e del Cgie le risorse necessarie per indirne le elezioni.
Una incredibile risposta quella del ministro Giarda poiché ritiene che “la proposta di una proroga del Comites e del Cgie è condivisibile e all’attenzione del governo” in quanto il costo stimato per le operazioni di voto di questi organismi ammonterebbe a circa 20 milioni, mentre i fondi disponibili in bilancio (circa 7 milioni) non sono sufficienti, e quindi necessiterebbe per lo Stato “un impegno considerevole nell’attuale delicata congiuntura di bilancio pubblico”. Sì, una risposta incredibile anche perché quale garanzia c’è che nei prossimi anni la situazione finanziaria del Paese sia più florida di oggi?
E se non lo fosse, cosa facciamo? Ci teniamo gli attuali organismi fin che morte non li separi dai rispettivi membri? Si, proprio una risposta incredibile poiché ragionando sulla stessa falsariga si poteva evitare anche di andare a rinnovare le amministrazioni locali per le quali si è votato in Italia domenica e lunedì scorsi. Una follia, ovviamente, che a nessuno è venuto in mente di proporre mentre dirlo in Parlamento a proposito del rinnovo dei Comites e del Cgie non scandalizza nessuno.
Naturalmente non siamo così sciocchi dal comprendere la differente valenza esistente tra Comites e Cgie, da un lato, e le amministrazioni locali, dall’altro, tuttavia non va dimenticato che anche i Comites ed il Cgie sono due organismi rappresentativi delle comunità italiane all’estero previsti da leggi della Repubblica, è quindi troppo chiederne il rispetto? Oppure, parafrasando la suddivisione di Leonardo Sciascia fra uomini, mezzi uomini, ominicchi e quacquaraquà, abbiamo in Italia pure le leggi, mezze leggi, leggine e leggiucole? (Dino Nardi* -Inform)
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Coordinatore Uim per l’Europa e consigliere Cgie