CAMERA DEI DEPUTATI
Corsi
di lingua italiana nel mondo : interrogazione al ministro Terzi dei deputati
Pd della Circoscrizione Estero
Porta:
“Intervento di emergenza, prima che sia troppo tardi”. La richiesta: “Integrazione
delle risorse e maggiore elasticità dei criteri applicativi”
ROMA - “Il tempo
sta diventando drammaticamente breve per evitare che l’offerta di lingua e
cultura italiana nel mondo subisca un colpo irrimediabile”. Lo afferma il
deputato Pd Fabio Porta, che ha presentato assieme ai colleghi di gruppo Gino
Bucchino, Gianni Farina, Marco Fedi e Laura Garavini, di un’interrogazione al ministro degli Esteri Giulio
Terzi nella quale si richiede un intervento immediato per reintegrare almeno
i livelli di offerta toccati nello scorso anno formativo.
“A seguito di notizie
e sollecitazioni che provengono da ogni parte del mondo, e in particolare
dall’America Latina, ho richiamato l’attenzione del ministro – prosegue l’on.
Porta – su due aspetti centrali. Il primo riguarda l’insufficienza delle risorse
necessarie per garantire non dico un’offerta ottimale, ma almeno la difesa
dei livelli minimi di integrazione e di svolgimento dei corsi rispetto alle
esigenze di un’utenza già acquisita negli anni passati. Il secondo è la richiesta
di una modulazione dei criteri di intervento in forma più elastica e adatta
alle diverse realtà esistenti nel mondo. Se può essere considerata giusta
la priorità assunta per il sostegno dei corsi integrati nelle realtà scolastiche
locali, la totale esclusione del finanziamento dei corsi per adulti sta producendo
conseguenze pesantissime in situazioni, come quella dell’America meridionale
e dell’Australia, dove questo tipo di corsi rappresenta un elemento strutturale
dell’intero sistema. Deve essere chiaro – continua Porta - che la condizione
perché la barca sia rimessa sulla linea di galleggiamento è quello di un intervento
straordinario, qui e subito. Fare riferimento a provvedimenti proiettati nel
futuro, sia pure prossimo, concretamente significa non riuscire ad impedire
che salti una parte non residuale degli impegni da assumere con le autorità
scolastiche locali, che centinaia di corsi chiudano, che migliaia di utenti
faticosamente raccolti si disperdano. Nella sola Svizzera, ad esempio, rischiano
di chiudere circa 400 corsi; in Brasile la Fecisbef,
che organizzava attività per circa 25.000 studenti, ha dovuto ridurre il bacino
di utenza della metà; a Buenos Aires la Felci ha dovuto ridurre di un quarto
il servizio per i ragazzi della scuola dell’obbligo; nel Rio Grande do Sul
rischia di serrare i battenti per ragioni di ordine amministrativo l’Acirs,
l’ente che organizza da vent’anni corsi di lingua italiana, lasciando senza
offerta formativa i suoi 14.000 studenti. E si tratta solo di pochi esempi.
Siamo di fronte, ormai, ad una situazione di assoluta emergenza, che può essere
affrontata solo con scelte e risorse di emergenza. Mi rivolgo – è l’appello
di Porta - agli altri colleghi eletti all’estero, ai rappresentanti degli
organismi di rappresentanza e degli enti gestori, alle reti associative esistenti
affinché, tutti insieme, facciamo sentire una sola voce di allarme e di urgenza
per le sorti dell’offerta di lingua italiana nel mondo, prima che sia troppo
tardi”. (