INFORM - N. 83 - 30 aprile 2012


ITALIANI ALL’ESTERO

Commemorata alla Casa d’Italia di Berna la ricorrenza della Liberazione

 

BERNA – Si è svolta alla Casa d’Italia a Berna, alla presenza di numerosi connazionali e dei rappresentanti delle associazioni, una iniziativa commemorativa, promossa dal Comites di Berna, della ricorrenza della Liberazione. Lo rende noto in un comunicato Michele Schiavone,  segretario del Pd Svizzera, componente del CdP del Cgie, che precisa inoltre come “la Casa d’Italia nella capitale svizzera continua a svolgere un ruolo di primo piano nei rapporti con l’amministrazione locale e spesso ospita anche iniziative pubbliche dei rappresentanti del governo nazionale elvetico. Per molti nostri connazionali – precisa Schiavone - la simbologia di questo luogo storico d’Italia è legata al ricordo affettivo con il Presidente Sandro Pertini, tra gli animatori e protagonisti della liberazione d’Italia nel 1945. Nelle sue funzioni di Presidente della Repubblica italiana, nel lontano 1976, Sandro Pertini volle espressamente incontrare gli esiliati italiani della diaspora, i numerosi emigrati che a suo dire erano il pezzo più prezioso della storia nazionale del nostro Paese”.

Dopo aver ricordato che le autorità diplomatiche italiane non sono state invitate a questa iniziativa per protestare contro la decisione di chiudere la cancelleria consolare il sabato, Schiavone ha evidenziato come vice presidente del Comites di Berna Cosimo Titolo, nel leggere una nota redatta dal presidente del Comites, abbia sia sottolineato  “l’emergenza morale, civile ed economica dell’Italia di oggi, i cui effetti si ripercuotono anche all’estero”, sia  lanciato un appello “ad un impegno straordinario per non svendere i valori, che hanno liberato l’Italia dal regime fascista, facendoli vivere sotto forme nuove tra le giovani generazioni e nella società moderna.  … Non saranno – ha proseguito il vice presidente del Comites - né i tagli indistinti nell’erogazione dei contributi alle attività degli italiani all’estero, tantomeno i carichi fiscali sugli averi degli emigrati a far venir meno l’impegno civile e sociale verso il nostro paese. Però, occorre vigilare affinché questi provvedimenti  muovano da regole e principi di equa compartecipazione al risanamento del nostro paese ed alla promozione dell’Italia nel mondo, che i nostri partigiani, i nostri avi hanno voluta giusta, libera e democratica.”

A seguire la relatrice Marina Frigerio ha ricordato l’importanza della resistenza per la liberazione dell’Italia dal ventennio fascista ed ha richiamato “il valore della libertà, come bene assoluto e la democrazia quale strumento indispensabile per evitare oltre al revisionismo storico anche i rigurgiti di forme autoritarie di governo,  non solo in Italia ma ovunque si determinano e costituiscono le società. La libertà, la pace, la giustizia ed il lavoro – ha proseguito la Frigerio - costituiscono l’architrave su cui è fondata la Repubblica italiana e vengono enunciati come principio assoluto nella sua carta costituzionale”. La Frigerio ha anche recitato alcuni brani di Primo Levi, ricordando alcuni tristi episodi della guerra di liberazione. E’ poi intervenuto lo stesso Michele Schiavone che si è soffermato “sul superamento dei disagi materiali e culturali che affliggono la nostra comunità in Svizzera”. Una collettività che per Schiavone “dovrà ritagliarsi un proprio futuro facendo leva sulle sue capacità di reinterpretare i valori della Liberazione italiana dentro questo fazzoletto di terra, in cui la democrazia e la libertà hanno incontrato tanti nobili spiriti patriottici italiani, impegnati a far maturare e vivere questi principi non solo in Italia, ma anche nell’Europa dei popoli e nei diritti individuali delle persone. La commemorazione della liberazione a Berna – ha concluso Schiavone - racchiude lo spirito battagliero con cui il Comites e le associazioni italiane interpretano i valori dell’unità d’Italia, e si ispirano alla resistenza per superare le prove difficili dell’oggi”.(Inform)

 


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