INFORM - N. 82 - 27 aprile 2012


LINGUA E CULTURA ITALIANA

Da “La Gente d’Italia”

La console Cinzia Frigo firma l’accordo con l’Uruguay per l'insegnamento della lingua italiana

 

MONTEVIDEO - In Uruguay, l'italiano in è salvo. Almeno fino al 2013. Martedì 24 aprile è infatti stato siglato il rinnovo della convenzione per la promozione della lingua e della cultura italiana in Uruguay. Le parti: il Consiglio di Educazione Iniziale e Primaria (CEIP) dell'ANEP (Amministrazione Nazionale dell’Educazione Pubblica) da parte uruguayana, e il Consolato d'Italia e il CASIU (Centro Assistenza Scolastica Italia-Uruguay) da parte italiana.

Nell'elegante sede ottocentesca dell'ANEP della Ciudad Vieja, di fronte al Teatro Solís, si è realizzata la cerimonia della firma. Il presidente del CEIP Héctor Florit ha sottolineato la valutazione “molto favorevole” del progetto di insegnamento dell'italiano in scuole elementari di Montevideo e dell'interno. “È un modo di farci partecipi di una cultura che ha forgiato i valori e l'identità degli uruguayani”, ha sentenziato.

La console Cinzia Frigo, da parte sua ha evidenziato il grande sforzo economico che rappresenta per l'Italia, in questi tempi critici, la promozione della sua lingua all'estero, ma che ciò è irrinunciabile, specie nel caso di un “paese fratello, senza dubbio” com'è l'Uruguay. “È un obbligo morale continuare questa tradizione, non possiamo abbandonarla”, ha affermato la rappresentante del governo italiano, che ha aggiunto: “Si sente molto forte, in Argentina, Uruguay e nel sud del Brasile le componente italiana, e non si può non continuare nello sforzo dell'intercambio. Tutti, i giorni facciamo qualcosa per fomentarlo”.

Marcelo Gioscia, presidente del CASIU, ha enfatizzato “l'inestimabile appoggio dei contribuenti e del governo italiano” per il sostegno di “una cultura che fa l'uruguayanità”. L'accordo prevede la collaborazione delle due parti nell'insegnamento della lingua italiana. La parte italiana, attraverso il CASIU, mette a disposizione i docenti, e quella uruguayana, l'infrastruttura necessaria per le lezioni, che saranno per bambini di quarto, quinto e sesto anno della scuola primaria. Le scuole saranno scelte anche con il criterio della concentrazione di popolazione oriunda dell'Italia, anche se tale requisito non sarà l''unico che si terrà presente. (Silvano Malini -La Voce d’Italia /Inform)


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