INFORM - N. 81 - 26 aprile 2012


ITALIA-IRAQ

Progetto comune contro la tratta di esseri umani

 

ROMA - Uno scambio di conoscenze ed esperienze tra Italia ed Iraq sul contrasto alla tratta di esseri umani. E’ l’obiettivo della conferenza “Human Trafficking” in programma il 21 e 22 maggio a Dokan Lake, nel Kurdistan iracheno, presentata il 24 aprile alla Farnesina. Esponenti delle istituzioni ed esperti italiani ed iracheni saranno chiamati a confrontare le rispettive legislazioni, le competenze ed i metodi di contrasto ad un fenomeno in preoccupante espansione, che conta oltre dodici milioni di vittime l’anno in tutto il mondo.

Un partenariato tra i più strutturati

La conferenza rientra nell’ambito di un progetto contro il trafficking nell’ambito della costruzione democratica dell’Iraq portato avanti dalle ong Minerva, International Alliance for Justice e Legal Aid Worldwide e sostenuto dal ministero degli Esteri, nel quadro delle iniziative di collaborazione tra Italia ed Iraq per la ricostruzione post-conflitto e per il consolidamento delle istituzioni irachene. Una collaborazione, ha ricordato il coordinatore per i Paesi del Golfo della Farnesina Stefano Queirolo Palmas, frutto di un partenariato tra i più strutturati, insieme con quello Iraq-Usa e Iraq-Ue.

Nuove schiavitù

Il problema del trafficking, hanno ricordato i relatori, riguarda le categorie più deboli e va dal traffico a fini sessuali e quello dei lavoratori. L’Iraq e’ un paese sia di partenza che di arrivo per uomini, donne e bambini oggetto di prostituzione forzata e coercizione al lavoro nei paesi limitrofi più ricchi come gli Emirati Arabi, il Kuwait e la Turchia. Si tratta di nuove “schiavitu’ tra le principali sfide da affrontare’’, ha affermato l’ambasciatore iracheno in Italia, Saywan Barzani, ricordando come il suo paese sconti decenni di guerre e di dittatura e di sanzioni che hanno indebolito la societa’, rendendola vulnerabile allo sfruttamento.

Quindi, ha spiegato il presidente di Iaj Bakhtiar Amin, occorre creare una “strategia preventiva per proteggere le vittime e i testimoni e per sanzionare i trafficanti’’ e la conferenza di maggio serve anche ad attirare l’attenzione della società civile irachena ma anche araba” sul fenomeno. (Inform)


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