INFORM - N. 77 - 19 aprile 2012


ITALIANI ALL’ESTERO

 

Il presidente del Comites di Norimberga, Giuseppe Ardizzone, sull’Imu per gli italiani all’estero

Chiesto al presidente Napolitano e al premier Monti un intervento per la classificazione delle abitazioni possedute in Italia dei connazionali residenti all’estero quali prima casa

 

NORIMBERGA – Il presidente del Comites di Norimberga, Giovanni Ardizzone, scrive una lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e al presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, in cui sollecita un intervento volto ad ottenere la classificazione delle abitazioni possedute in Italia dei connazionali residenti all’estero quali prima casa ai fini del calcolo dell’Imu, temendo, in caso contrario “un ingiusto salasso finanziario” a spese di questi ultimi.

Ardizzone segnala come l’applicazione dell’aliquota stabilita per le seconde case alle abitazioni dei connazionali non residenti in patria sia “una misura iniqua”, richiamando le ragioni già ribadite in tal senso nel corso del dibattito in Parlamento sul Decreto fiscale (vedi ad esempio la dichiarazione di voto di Claudio Micheloni (Pd) al Senato, Inform del 5 aprile: http://www.mclink.it/com/inform/art/12n06804.htm) e che hanno spinto diversi eletti all’estero a presentare emendamenti sulla materia.

“I cittadini italiani all’estero, a seguito di tanti anni di sacrifici, hanno investito e continuano ad investire i loro risparmi in Italia per costruire o mantenere la casa dove trascorrere, eventualmente, la loro vecchiaia – scrive Adrizzone, sottolineando come l’emigrazione sia stata negli anni “una grande risorsa, che ha dato e può ancora dare un importante contributo all’economia del nostro Paese”.

Oltre al ritenerla ingiusta, il presidente del Comites evidenzia come la mancata classificazione delle abitazioni dei residenti all’estero come prime casa “non favorisca l’investimento di capitale estero in Italia” e “costringerebbe noi italiani all’estero a rivedere l’opportunità di investire per mantenere le nostre abitazioni in Italia, considerato anche il loro parziale utilizzo”.

“Confidiamo pertanto in un vostro positivo e urgente intervento sottolineando che noi, italiani residenti all’estero, non possiamo essere oggetto di misure punitive a causa di una situazione finanziaria di cui non ci possono essere attribuite responsabilità specifiche e della vita del nostro Paese vogliamo far parte con la stessa dignità di tutti gli altri nostri connazionali residenti in Italia – scrive Ardizzone, augurandosi da parte di Monti e Napolitano una presa di posizione conseguente al riconoscimento attribuito ai “valori della nostra storia di cittadini residenti all’estero”.

La lettera si conclude con l’augurio di un proficuo lavoro e i saluti da parte di tutti i consiglieri del Comites di Norimberga. (Inform)

 


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