ITALIANI ALL’ESTERO
Il presidente del Comites di Norimberga, Giuseppe Ardizzone,
sull’Imu per gli italiani all’estero
Chiesto al presidente
Napolitano e al premier Monti un intervento per la classificazione delle abitazioni
possedute in Italia dei connazionali residenti all’estero quali prima casa
NORIMBERGA – Il presidente
del Comites di Norimberga, Giovanni Ardizzone, scrive una lettera al presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, e al presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti,
in cui sollecita un intervento volto ad ottenere la classificazione delle abitazioni
possedute in Italia dei connazionali residenti all’estero quali prima casa ai
fini del calcolo dell’Imu, temendo, in caso contrario
“un ingiusto salasso finanziario” a spese di questi ultimi.
Ardizzone segnala come l’applicazione dell’aliquota stabilita per le seconde case alle
abitazioni dei connazionali non residenti in patria sia “una misura iniqua”,
richiamando le ragioni già ribadite in tal senso nel corso del dibattito in
Parlamento sul Decreto fiscale (vedi ad esempio la dichiarazione di voto di
Claudio Micheloni (Pd) al Senato, Inform del 5 aprile: http://www.mclink.it/com/inform/art/12n06804.htm)
e che hanno spinto diversi eletti all’estero a presentare emendamenti sulla
materia.
“I cittadini italiani
all’estero, a seguito di tanti anni di sacrifici, hanno investito e continuano
ad investire i loro risparmi in Italia per costruire o mantenere la casa dove
trascorrere, eventualmente, la loro vecchiaia – scrive Adrizzone,
sottolineando come l’emigrazione sia stata negli anni “una grande risorsa, che
ha dato e può ancora dare un importante contributo all’economia del nostro Paese”.
Oltre al ritenerla ingiusta,
il presidente del Comites evidenzia come la mancata
classificazione delle abitazioni dei residenti all’estero come prime casa “non
favorisca l’investimento di capitale estero in Italia” e “costringerebbe noi
italiani all’estero a rivedere l’opportunità di investire per mantenere le nostre
abitazioni in Italia, considerato anche il loro parziale utilizzo”.
“Confidiamo pertanto
in un vostro positivo e urgente intervento sottolineando che noi, italiani residenti
all’estero, non possiamo essere oggetto di misure punitive a causa di una situazione
finanziaria di cui non ci possono essere attribuite responsabilità specifiche
e della vita del nostro Paese vogliamo far parte con la stessa dignità di tutti
gli altri nostri connazionali residenti in Italia – scrive Ardizzone,
augurandosi da parte di Monti e Napolitano una presa di posizione conseguente
al riconoscimento attribuito ai “valori della nostra storia di cittadini residenti
all’estero”.
La lettera si conclude
con l’augurio di un proficuo lavoro e i saluti da parte di tutti i consiglieri
del Comites di Norimberga. (Inform)