SENATO DELLA REPUBBLICA
Adottato dalla I Commissione il testo unico
di riforma costituzionale che riduce il numero dei parlamentari e interviene
sulla forma di Governo
Nel disegno di legge vengono ridotti da
12 a 8 i deputati e da 6 a 4 i senatori della circoscrizione Estero. Presentazione
degli emendamenti entro l’8 maggio
ROMA – La Commissione Affari Costituzionali del Senato,
nell’ambito della discussione dei disegni di legge di modifica costituzionale
volti a riformare il Parlamento e la forma di Governo, hanno adottato il testo
unico proposto dal relatore e presidente della Commissione Carlo Vizzini. Contro
l’adozione del provvedimento ha votato il deputato dell’Idv
Francesco Pardi. Durante la seduta il relatore ha spiegato come il testo unico
tenga conto sia della cospicua e prolungata elaborazione compiuta nelle legislature
precedenti, sia delle proposte avanzate in questa legislatura in forma di disegni
di legge.
Nella proposta di revisione costituzionale si propone
in primo luogo una riduzione del numero dei parlamentari, compresi quelli della
Circoscrizione Estero. Se questa riforma venisse approvata senza modifiche
i deputati passerebbero da 630 a 508, mentre gli eletti all’estero di questo
ramo del Parlamento si ridurrebbero dagli attuali 12 a 8. Per quanto riguarda
invece Senato si prevede il passaggio dagli attuali 315 senatori a 254 seggi.
Decurtati anche i senatori della circoscrizione Estero che passano da 6 a 4.
Vizzini ha inoltre spiegato come con questo disegno di
legge ci si proponga di adottare un procedimento legislativo che preveda sia
la necessità di una doppia deliberazione conforme da parte delle due Camere
solo per casi limitati, sia la valorizzazione degli interessi delle Regioni
nel processo di formazione della legislazione nazionale. Secondo il relatore
il testo unico cerca inoltre di definire e integrare i poteri del governo in
Parlamento e di accentuare il primato del Presidente del Consiglio dei ministri
nella compagine dell’esecutivo, nonché di dare certezza alle deliberazioni parlamentari
tempestive sulla legislazione proposta dal governo. Previsto, al fine di garantire
stabilità all’esecutivo, anche il ricorso alla cosiddetta sfiducia costruttiva.
La Commissione inoltre approvato il calendario di discussione del disegno di
legge che prevede la presentazione degli emendamenti entro martedì 8 maggio
a cui farà seguito un dibattito a tappe forzate. (Inform)