FARNESINA
Parlano i delegati del Convegno “Gli scienziati italiani
nel mondo e la crescita del Paese”
Rubbia : “Il sistema universitario andrebbe riformato
in maniera sostanziale”. Sangiovanni - Vincentelli : “Individuare obiettivi precisi per la rete degli
scienziati all’estero”. Ereditato: “Tutto questo faciliterà il lavoro di ricerca
dei nostri giovani”
ROMA – Fra i numerosi partecipanti al convegno, svoltosi
alla Farnesina, sul tema “Gli scienziati italiani nel mondo e la crescita
del Paese” abbiamo raccolto, in relazione ai temi trattati durante l’incontro,
i commenti e i suggerimenti di alcuni scienziati. “Tutto il sistema
universitario – ci ha spiegato il premio Nobel Carlo Rubbia del CERN di Ginevra
- andrebbe riformato in maniera sostanziale. Questo sistema che poteva andare
bene negli anni cinquanta oggi non è più idoneo e la struttura accademica
non è stata capace di costruire un sistema innovativo. Io, ad esempio, sono
stato 18 anni alla Harvard University e quando sono
tornato in Italia sono dovuto ripartire da zero senza avere un anno di anzianità”.
Rubbia, dopo auspicato più spazio per i giovani, ha ribadito l’esigenza
di recuperare i grossi problemi del sistema universitario italiano “attraverso
risposte di adeguata dimensione. Ho l’impressione – ha aggiunto lo scienziato
- che qui stiamo ancora parando di piccole cose, ma non di una ripresa sostanziale
del sistema. Bisognerebbe fare di più”.
Più mirati i suggerimenti di Alberto Sangiovanni-Vincentelli, professore del dipartimento di Electrical Engineering & Computer
Sciences della University
of California, Berkeley.
“Molto si parla - ha esordito il docente - di queste reti di scienziati all’estero.
Ma è importante capire a che cosa servono le reti, cosa si vuole fare dei
ricercatori all’estero e l’individuazione di obiettivi precisi e delle
modalità per raggiungerli. Potremo ad esempio utilizzare la rete – ha
proseguito Vincentelli - per migliorare l’attività
imprenditoriale italiana. Secondo questa ipotesi, pescando dai migliori ricercatori
in rete, si potrebbero esprimere giudizi di merito, attraverso esperti disinteressati
ed esterni alle strutture, sui progetti che le imprese italiane presentano
al governo”. Secondo Vincentelli altre indicazioni
che potrebbero pervenire dalla rete dei ricercatori nel mondo sarebbero quelle
relative alle scelte “delle direzioni strategiche per gli investimenti del
ministero della Ricerca ”. Arrivare cioè , dopo un confronto fra gli esperti
all’estero che si occupano di vari settori, alla stesura di un rapporto per
il dicastero della Ricerca in cui siano suggeriti i temi più interessanti
su cui impegnare le risorse a disposizione.
“Credo – ha commentato il fisico Antonio Ereditato, professore
all’Università di Berna - che qualcosa si stia muovendo e sono abbastanza
convinto che vi saranno delle azioni concrete. Penso che dopo questo convegno
i ministeri della Ricerca e degli Esteri, in maniera coerente ed organizzata,
proporranno iniziative costruttive che andranno nella direzione giusta.
Si parla – ha precisato Ereditato - della costituzione di una Task force,
di realizzazioni di reti con canali bidirezionali verso dei nodi di eccellenza
all’estero. Tutto questo faciliterà il lavoro di ricerca dei nostri giovani.
Vedo dunque degli aspetti positivi che dovranno essere coltivati. (G.M./ Inform)