INFORM - N. 76 - 18 aprile 2012


FARNESINA  

Parlano i delegati del Convegno “Gli scienziati italiani nel mondo e la crescita del Paese”

Rubbia : “Il sistema universitario andrebbe riformato in maniera sostanziale”. Sangiovanni - Vincentelli : “Individuare obiettivi precisi per la rete degli scienziati all’estero”. Ereditato: “Tutto questo faciliterà il lavoro di ricerca dei nostri giovani”

 

ROMA – Fra i numerosi partecipanti al convegno, svoltosi alla Farnesina, sul tema “Gli scienziati italiani nel mondo e la crescita del Paese” abbiamo raccolto, in relazione ai temi trattati durante l’incontro, i commenti e i suggerimenti di alcuni scienziati.  “Tutto il sistema universitario – ci ha spiegato il premio Nobel Carlo Rubbia del CERN di Ginevra - andrebbe riformato in maniera sostanziale. Questo sistema che poteva andare bene negli anni cinquanta oggi non è più idoneo e la struttura accademica non è stata capace di costruire un sistema innovativo. Io, ad esempio, sono stato 18 anni alla Harvard University e quando sono tornato in Italia sono dovuto ripartire da zero senza avere un anno di anzianità”. Rubbia, dopo auspicato più spazio per i  giovani, ha ribadito l’esigenza di recuperare i grossi problemi del sistema universitario italiano “attraverso risposte di adeguata dimensione. Ho l’impressione – ha aggiunto lo scienziato - che qui stiamo ancora parando di piccole cose, ma non di una ripresa sostanziale del sistema. Bisognerebbe fare di più”.

Più mirati i suggerimenti di Alberto Sangiovanni-Vincentelli, professore del dipartimento di Electrical Engineering & Computer Sciences della University of California, Berkeley. “Molto si parla - ha esordito il docente - di queste reti di scienziati all’estero. Ma è importante capire a che cosa servono le reti, cosa si vuole fare dei ricercatori all’estero e  l’individuazione di obiettivi precisi e delle modalità per raggiungerli.  Potremo ad esempio utilizzare la rete – ha proseguito Vincentelli - per migliorare l’attività imprenditoriale italiana. Secondo questa ipotesi, pescando dai migliori ricercatori in rete, si potrebbero esprimere giudizi di merito, attraverso esperti disinteressati ed esterni alle strutture, sui progetti che le imprese italiane presentano al governo”. Secondo Vincentelli altre indicazioni che potrebbero pervenire dalla rete dei ricercatori nel mondo sarebbero quelle relative alle scelte “delle direzioni strategiche per gli investimenti del ministero della Ricerca ”. Arrivare cioè , dopo un confronto fra gli esperti all’estero che si occupano di vari settori, alla stesura di un rapporto per il dicastero della Ricerca in cui siano suggeriti i temi più interessanti su cui impegnare le risorse a disposizione.

“Credo – ha commentato il fisico Antonio Ereditato, professore all’Università di Berna - che qualcosa si stia muovendo e sono abbastanza convinto che vi saranno delle azioni concrete. Penso che dopo questo convegno i ministeri della Ricerca e degli Esteri, in maniera coerente ed organizzata, proporranno  iniziative costruttive che andranno nella direzione giusta. Si parla – ha precisato Ereditato - della costituzione di una Task force, di realizzazioni di reti con canali bidirezionali verso dei nodi di eccellenza all’estero. Tutto questo faciliterà il lavoro di ricerca dei nostri giovani. Vedo dunque degli aspetti positivi che dovranno essere coltivati. (G.M./ Inform)


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