INFORM - N. 75 - 17 aprile 2012


ASSOCIAZIONI

Da “La Gazzetta del Sud Africa.net”

Chrystal Grauso presidentessa: terza donna nella storia del Club Italiano di Città del Capo

 

CITTA’ DEL CAPO - Chrystal Grauso è stata eletta domenica pomeriggio presidentessa del Club Italiano di Città del Capo. Succede a Raffaele Panebianco ed è la terza donna a presiedere il sodalizio dopo Michelina Ciman e Patrizia Giai Pron Di Già. Nei suoi 47 anni di storia, il club, fondato nel 1965, ha avuto, contando anche lei, 20 presidenti, alcuni dei quali hanno ricevuto l'incarico più di una volta. Il più eletto di tutti è stato Giuliano Fiorini, eletto per ben quattro volte nel 1985, nel 1999, nel 2003 e nel 2007.

L'assemblea generale dei soci, alla quale hanno partecipato circa una sessantina dei 537 detentori di tessere sociali, in rappresentanza di altrettante famiglie, ha anche eletto il nuovo consiglio direttivo, del quale fanno ora parte lo stesso presidente uscente Raffaele Panebianco, Ciro Ferrone, Barend van As, Michele Sforza, Lynda Piemontesi, Piero Sangiorgio, Salvatore Uzzardi, Roberto Palmieri, Diego Chiste, Riccardo Patanè, Carlo Cammisa, Carlo Bravetti e Paolo Marchese. Riccardo Patanè, che nel precedente direttivo rappresentava d'ufficio i giovani del club, questa volta è stato eletto, per cui la sezione giovanile ha il diritto di scegliersi un nuovo delegato. Molti soci del club non sono italiani perché da alcuni anni è in atto una trasformazione del sodalizio in struttura al servizio non soltanto degli italiani ma di tutte le comunità che gravitano nell'area geografica in cui il club è situato. La trasformazione è necessaria per ottenere il rinnovo della concessione del terreno da parte del consiglio comunale di Città del Capo, in scadenza fra due anni.

Il nuovo direttivo si riunirà a giorni per l'assegnazione di cariche e incarichi.

Nella sua relazione in veste di tesoriera del club, in apertura di assemblea, presenti fra gli altri il console Edoardo Vitali e il nuovo presidente del Comites Roberto Boni, Chrystal Grauso ha affermato che "la situazione economica del Club Italiano di Città del Capo è senza dubbio fra le migliori riscontrabili fra tutti i sodalizi del Sud Africa". Alla costruzione di questa florida posizione ha contribuito particolarmente negli ultimi due anni un marcato aumento delle entrate grazie alla buona amministrazione, ai molti eventi di successo organizzati, all'aumento dei soci, ma soprattutto al sostenuto volume di affari alimentato dalla popolarità del ristorante gestito con grande successo dai fratelli Palmieri. La buona salute dei conti è dovuta all'aumento delle entrate, che consentiranno di azzerare entro quest'anno, ha detto la Grauso, il debito contratto per i miglioramenti apportati alla sede sociale negli anni precedenti. Una volta chiuse le pendenze sarà possibile mettere mano a un programma di manutenzione più deciso per risolvere alcuni seri problemi attuali, primo fra tutti le infiltrazioni d'acqua attraverso il tetto nei giorni di pioggia, particolarmente fastidiose adesso che stiamo entrando nella stagione delle piogge invernali.

I soci hanno anche approvato due piccole variazioni dello statuto sociale necessarie per mettersi in regola con i requisiti della legislazione sudafricana che disciplina la vita delle associazioni senza fini di lucro.

Nella sua relazione, che pubblichiamo più sotto (http://www.lagazzettadelsudafrica.net/chrystal-grauso-presidentessa-terza-donna-nella-storia-del-club-italiano-di-citta-del-capo.html), il  presidente uscente ha messo particolarmente in risalto le attività realizzate per migliorare la ricettività e la popolarità del sodalizio. Nella successiva votazione si è tuttavia riscontrato che molti soci non gli hanno perdonato alcune decisioni da lui adottate, specialmente in fatto di spese, senza previa informazione e consultazione dei collaboratori. Decisioni che a un certo punto avevano fatto temere che i debiti potessero mettere il club in una tragica posizione di insolvenza. Cosa che non è avvenuta, come aveva spiegato poco prima la Grauso, grazie a un prestito senza interessi fatto al club dalla sua ditta di revisioni contabili.

Un intervento atteso dai presenti è stato quello di Roberto Boni, il quale ha affermato fra l'altro che, "dopo essere stato per otto anni un organismo privo di vita e di utilità, il Comites si sforzerà d'ora in avanti di lavorare efficacemente per la comunità e nella comunità".

Un intervento applaudito è stato quello di Renato Fioravanti, il quale, a proposito di un prestito di 150.000 rand fatto dal Comites al club, ha sostenuto che quei soldi "non erano del Comites ma della comunità e dovrebbero quindi essere restituiti a coloro che li avevano raccolti, cioè i soci del club". Boni ha risposto con un diplomatico "ci penseremo". (La Gazzetta del Sud Africa/Inform)


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