ASSOCIAZIONI
Da “La Gazzetta del Sud Africa.net”
Chrystal Grauso presidentessa: terza donna nella storia del Club Italiano
di Città del Capo
CITTA’ DEL CAPO
- Chrystal Grauso è stata
eletta domenica pomeriggio presidentessa del Club Italiano di Città del Capo.
Succede a Raffaele Panebianco ed è la terza donna
a presiedere il sodalizio dopo Michelina Ciman e Patrizia Giai Pron Di Già. Nei suoi 47 anni di storia, il club, fondato
nel
L'assemblea generale
dei soci, alla quale hanno partecipato circa una sessantina dei 537 detentori
di tessere sociali, in rappresentanza di altrettante famiglie, ha anche eletto
il nuovo consiglio direttivo, del quale fanno ora parte lo stesso presidente
uscente Raffaele Panebianco, Ciro Ferrone, Barend van As, Michele Sforza, Lynda Piemontesi,
Piero Sangiorgio, Salvatore Uzzardi, Roberto Palmieri, Diego Chiste,
Riccardo Patanè, Carlo Cammisa,
Carlo Bravetti e Paolo Marchese. Riccardo Patanè, che nel precedente direttivo rappresentava d'ufficio
i giovani del club, questa volta è stato eletto, per cui la sezione giovanile
ha il diritto di scegliersi un nuovo delegato. Molti soci del club non sono
italiani perché da alcuni anni è in atto una trasformazione del sodalizio
in struttura al servizio non soltanto degli italiani ma di tutte le comunità
che gravitano nell'area geografica in cui il club è situato. La trasformazione
è necessaria per ottenere il rinnovo della concessione del terreno da parte
del consiglio comunale di Città del Capo, in scadenza fra due anni.
Il nuovo direttivo
si riunirà a giorni per l'assegnazione di cariche e incarichi.
Nella sua relazione
in veste di tesoriera del club, in apertura di assemblea, presenti fra gli
altri il console Edoardo Vitali e il nuovo presidente del Comites Roberto Boni, Chrystal Grauso ha affermato che
"la situazione economica del Club Italiano di Città del Capo è senza
dubbio fra le migliori riscontrabili fra tutti i sodalizi del Sud Africa".
Alla costruzione di questa florida posizione ha contribuito particolarmente
negli ultimi due anni un marcato aumento delle entrate grazie alla buona amministrazione,
ai molti eventi di successo organizzati, all'aumento dei soci, ma soprattutto
al sostenuto volume di affari alimentato dalla popolarità del ristorante gestito
con grande successo dai fratelli Palmieri. La buona salute dei conti è dovuta
all'aumento delle entrate, che consentiranno di azzerare entro quest'anno,
ha detto la Grauso, il debito contratto per i miglioramenti
apportati alla sede sociale negli anni precedenti. Una volta chiuse le pendenze
sarà possibile mettere mano a un programma di manutenzione più deciso per
risolvere alcuni seri problemi attuali, primo fra tutti le infiltrazioni d'acqua
attraverso il tetto nei giorni di pioggia, particolarmente fastidiose adesso
che stiamo entrando nella stagione delle piogge invernali.
I soci hanno anche
approvato due piccole variazioni dello statuto sociale necessarie per mettersi
in regola con i requisiti della legislazione sudafricana che disciplina la
vita delle associazioni senza fini di lucro.
Nella sua relazione,
che pubblichiamo più sotto (http://www.lagazzettadelsudafrica.net/chrystal-grauso-presidentessa-terza-donna-nella-storia-del-club-italiano-di-citta-del-capo.html),
il presidente uscente ha messo particolarmente in risalto le attività
realizzate per migliorare la ricettività e la popolarità del sodalizio. Nella
successiva votazione si è tuttavia riscontrato che molti soci non gli hanno
perdonato alcune decisioni da lui adottate, specialmente in fatto di spese,
senza previa informazione e consultazione dei collaboratori. Decisioni che
a un certo punto avevano fatto temere che i debiti potessero mettere il club
in una tragica posizione di insolvenza. Cosa che non è avvenuta, come aveva
spiegato poco prima la Grauso, grazie a un prestito
senza interessi fatto al club dalla sua ditta di revisioni contabili.
Un intervento atteso
dai presenti è stato quello di Roberto Boni, il
quale ha affermato fra l'altro che, "dopo essere stato per otto anni
un organismo privo di vita e di utilità, il Comites
si sforzerà d'ora in avanti di lavorare efficacemente per la comunità e nella
comunità".
Un intervento applaudito
è stato quello di Renato Fioravanti, il quale, a proposito di un prestito
di 150.000 rand fatto dal Comites al club, ha sostenuto che quei soldi "non erano
del Comites ma della comunità e dovrebbero quindi
essere restituiti a coloro che li avevano raccolti, cioè i soci del club".
Boni ha risposto con un diplomatico "ci penseremo".
(La Gazzetta del Sud Africa/