CONVEGNI
Alla Luiss Guido Carli
di Roma “Fare impresa non è più un’impresa: il piano high-tech che fa crescere
l’Italia nel mondo”
Terzi: Andare oltre il rigore, favorendo processi di
crescita. Per salto di qualità del Paese, passare da fuga dei cervelli a mobilità
dei talenti
“I ritorni per il Paese in innovazione e progettualità
possono avere lo stesso apporto vitale che ebbero le rimesse dei nostri emigranti
nello scorso secolo”
ROMA – “Se vogliamo far compiere al Paese un salto di qualità, dobbiamo trasformare quella che è stata una vulnerabilità in un punto di forza: dobbiamo passare dalla fuga dei cervelli alla mobilità dei talenti, consentendo loro di arricchire il bagaglio di esperienze in contesti competitivi. I ritorni per il Paese in innovazione e progettualità possono avere lo stesso apporto vitale che ebbero le rimesse dei nostri emigranti nello scorso secolo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Giulio Terzi intervenendo al convegno, presso l’Università Luiss Guido Carli, “Fare impresa non è più un’impresa: il piano high-tech che fa crescere l’Italia nel mondo”, con i ministri Gnudi (Affari Regionali), Passera (Sviluppo Economico), Profumo (Istruzione), l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Thorne, vertici di Alitalia, Enel, Eni, Generali Intesa, Mediaset, Wind e giovani che hanno creato e internazionalizzato impresa con gli Usa. Il convegno è promosso da “InConTra”, fondazione dei Cisnetto. Il convegno costituisce anche l’occasione per illustrare i risultati raggiunti e descrivere l’iniziativa basata a New York “Italian Business & Investment Initiative –IB&II–, Why Italy Matters to the World” fondata da Fernando Napolitano nel 2010. Obiettivo, nello specifico, del convegno è illustrare i risultati già raggiunti dai giovani e dalle aziende che hanno usufruito di programmi quali Fulbright Best, Mind the Bridge e Intesa e permettere a mille giovani meritevoli e con idee ad alto valore di innovazione di recarsi negli Usa per sviluppare le proprie idee, trasformandole poi in start-up di successo.
“Per far fronte alla situazione finanziaria del Paese, siamo stati costretti – ha anche detto Terzi - ad adottare rigorose misure di contenimento della spesa pubblica. La fase di difficoltà non è ancora del tutto superata. Ma ora dobbiamo andare oltre il rigore, favorendo i processi di crescita. Il Ministero degli Esteri può fornire un contributo importante in quanto svolge un ruolo sempre più centrale come Ministero impegnato per lo sviluppo del Paese in raccordo con gli altri attori, in particolare con i Dicasteri guidati dai ministri qui presenti”. Terzi ha rimarcato che “la rinnovata credibilità e l’immagine dell’Italia nel mondo ci aiutano a ripartire” e citato uno studio della KPMG secondo cui il Made in Italy è il terzo marchio più conosciuto al mondo, dopo la Coca Cola e la Visa. Ma “se vogliamo crescere a ritmi intensi, dobbiamo anche riscoprire – ha avvertito Terzi - le qualità che tutti ci riconoscono: l’inventiva, la creatività, lo spirito imprenditoriale. Il destino del Paese dipende dalla sua capacità di rifornire il sistema produttivo di una virtuosa miscela composta da progettualità e disponibilità di capitali per l’avvio di nuove aziende”.
Il ministro degli Esteri ha ricordato che “l’’innovazione è da sempre la chiave della crescita” e richiamato l’attenzione sulle “molteplici iniziative” con gli Stati Uniti nel campo dell’innovazione. Tra le prossime, Terzi ha ricordato che nell’ambito del Consiglio Economico Transatlantico, il Ministero degli Esteri sta organizzando in collaborazione con Confindustria un workshop euro-americano che si terrà a luglio a Roma: “Il seminario intende mettere in contatto operatori economici europei e americani, informando le PMI delle due sponde dell’Atlantico sulle opportunità di internazionalizzazione, sulle possibili collaborazioni e sugli strumenti di sostegno pubblico”
Il capo della diplomazia italiana ha rimarcato che “la volontà di favorire il networking ha ispirato anche la mia azione negli anni trascorsi da capo missione a Washington. Ho attribuito – ha ricordato - assoluta priorità allo sviluppo di contatti, scambi e conoscenze tra Italia e Stati Uniti nei campi dell’impresa, della ricerca e dell’innovazione. Ho maturato la convinzione che gli imprenditori italiani possono ottenere grandi vantaggi se al learning by doing affiancano il learning by interacting con gli operatori americani delle alte tecnologie. Ho diretto gli sforzi di Ambasciata e Consolati a far conoscere ai nostri giovani imprenditori il modello americano, fatto di efficace collaborazione tra università, imprese e capitali di rischio”. E “per promuovere i contatti, l’Ambasciata e i Consolati hanno avviato un intenso dialogo con le organizzazioni di ricercatori, accademici, imprenditori e professionisti italiani presenti negli Stati Uniti”, quali l’Italian Scientists and Scholars in North America Foundation (ISSNAF), BAIA, il Silicon Valley Italian Executive Council (SVIEC), nonché le associazioni di professionisti a New York, Boston, Chicago e Filadelfia. Una menzione particolare merita il Consolato Generale a San Francisco che, nella prima area al mondo per innovazione e capacità di coniugare ricerca e imprenditoria, ha favorito opportunità di incontro e business di imprenditori e ricercatori italiani con i poli tecnologici e le Università locali”. Da ministro degli Esteri Terzi ha “chiesto di incentivare la creazione di reti per mettere in connessione tra loro le eccellenze italiane in campo economico e scientifico”. “Disponiamo – ha rimarcato - di una straordinaria risorsa costituita da 22 addetti scientifici in servizio presso Ambasciate e Consolati. Attraverso la Rete Informativa Scienza e Tecnologia (RISeT) gli addetti hanno finora veicolato al mondo scientifico italiano le informazioni raccolte all’estero. Abbiamo ritenuto opportuno estendere – ha spiegato - tali informazioni anche alle imprese interessate, connettendo la Rete degli addetti scientifici a ExTender, il sistema informatico a disposizione delle imprese per l’acquisizione di opportunità di business all’estero segnalate dalle Ambasciate”.
Ed è “in questo spirito di interazione tra scienza e impresa” che la settimana prossima si svolgerà alla Farnesina un incontro su ‘Gli scienziati italiani nel mondo e la crescita del Paese’ (v. http://www.mclink.it/com/inform/art/12n07301.htm ). Un incontro “centrato sul rapporto tra ricerca e produzione, e sull’articolazione di reti tra i talenti scientifici italiani e stranieri”. “Queste tematiche – ha annunciato Terzi - saranno ulteriormente sviluppate il prossimo anno nella cornice degli eventi dell’Anno della cultura italiana negli Stati Uniti, fondato proprio su ricerca, scoperta e innovazione”.
“L’Italia si è alimentata per secoli e ha alimentato il mondo con le sue scoperte scientifiche. John Fitzgerald Kennedy disse che “all of us, in a large sense, are beneficiaries of the Italian experience”. Sono convinto che questa profonda responsabilità debba continuare a ispirare la nostra azione nel mondo” ha concluso il ministro Terzi. (Inform)