INFORM - N. 72 - 12 aprile 2012


CAMERA DEI DEPUTATI

Narducci (Pd) sull’approvazione della legge in materia di interporti e piattaforme territoriali logistiche

“Ora è necessario recuperare i ritardi accumulati”

 

ROMA - La Camera dei Deputati ha approvato oggi la legge quadro in materia di interporti e di piattaforme territoriali logistiche, che riporta tra le firme dei proponenti anche quella di Franco Narducci, eletto per il Pd nella ripartizione Europa.

“Il provvedimento introduce un quadro normativo generale in materia di interporti e piattaforme logistiche in linea con le iniziative dell’Unione europea nel settore dei trasporti e dell’intermodalità. Si intende migliorare e incrementare in tal modo la concentrazione dei flussi di trasporto – segnala Narducci in una nota diffusa in proposito, - razionalizzando l’uso del territorio e contribuendo alla diminuzione dell’impatto ambientale, nell’ottica di andare oltre i limiti del tradizionale trasporto ferroviario e l’intermodalità di stampo tradizionale”.

L’esponente democratico definisce l’approvazione della norma “un fatto fondamentale nel contesto della razionalizzazione e dell’ammodernamento del sistema dei trasporti nazionale inserito in un contesto europeo, nelle reti di collegamenti che attraversano l’Europa e di cui l’Italia è terminale essenziale per i collegamenti con l’aera mediterranea”.

 “Ritengo di particolare rilevanza - precisa Narducci - il fatto che la materia degli interporti, dei porti e degli aeroporti venga ricondotta nella sfera del Governo del Territorio, considerata la competenza concorrente dello Stato e delle Regioni e le conseguenti implicazioni di natura urbanistica ed edilizia che gli interventi in questi settori comportano”. Un intervento organico, sottolinea l’esponente democratico, di cui l’Italia “aveva bisogno per inserirsi a pieno titolo nel contesto europeo dei trasporti e che finalmente pone l’accento, per il piano della logistica, sulla Valutazione Ambientale Strategica”. “Ora bisogna lavorare alacremente per assicurare un adeguato collegamento dell’Italia alle reti europee, poiché il ritardo è evidente – conclude Narducci - e non è più accettabile”. (Inform)


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