INFORM - N. 72 - 12 aprile 2012


SENATO DELLA REPUBBLICA

Discussa in Commissione Affari Costituzionali la proposta del governo su ingresso e soggiorno in Italia di cittadini extra-europei altamente qualificati

Parere favorevole allo schema di decreto legge che accoglie una direttiva europea in deroga ai limiti imposti dalle “quote di ingresso”

 

ROMA – La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha espresso parere favorevole allo schema di decreto legislativo proposto dal governo riguardante le condizioni di ingresso e soggiorno in Italia di cittadini provenienti da Paesi extra-europei che intendano svolgere lavori altamente qualificati.

Filippo Saltamartini (Pdl), relatore del parare favorevole, ha spiegato, illustrando lo schema del decreto, come quest’ultimo si accordi al contenuto di una direttiva europea il cui mancato recepimento ha determinato una procedura di infrazione nei confornti dell’Italia. Si porpone in tal modo di introdurre nel teso unico sull’immigrazione, la possibilità per i lavoratori altamente qualificati di un ingresso in deroga alle cosidette “quote”, analogamente a quanto previsto per gli ingressi a titolo di ricerca scientifica, indicando fra i requisiti necessari – evidenzia il realtore - il possesso di un titolo di studio che attesti il completamento di un percorso almeno triennale di istruzione superiore. In merito alla concessione del permesso di soggiorno, il rifiuto del nulla osta nel caso in cui il datore di lavoro risulti condannato per alcuni reati, anche con sentenza non definitiva, “potrebbe essere considerato lesivo del principio di  presunzione di non colpevolezza, sancito dalla Costituzione - fa notare Saltamartini, - e dei principi della Convenzione europea sui diritti dell’Uomo”. “La carta blu rilasciata ai lavoratori altamente specializzati, li ammette alla conclusione di un contratto annuale, con uno stipendio lordo non inferiore al triplo del livello minimo previsto per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria, e a richiedere il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo – aggiunge il relatore, ricordando come ai familiari dello straniero titolare di un permesso di soggiorno di lungo periodo sia rilasciato un permesso di soggiorno per motivi di famiglia. Proponendo il suo parere favorevole, Saltamartini evidenzia come, a sua avviso, il provvedimento in esame recepisca “adeguatamente la direttiva europea” sopra richiamata.

Nel corso del dibattito, il presidente della Commissione, Carlo Vizzini, si sofferma sulle problematiche legate al nulla osta al permesso di soggiorno nel caso di datore di lavoro condannato per alcuni reati, mentre Marilena Adamo (Pd), pur esprimendo apprezzamento per un intervento che esclude questa categoria di lavoratori dai limiti annuali previsti per l’ingresso dei lavoratori stranieri in Italia, discute il fatto che il testo faccia riferimento solo al lavoro subordinato. “Non si ammette, come previsto dalla direttiva, che la richiesta sia avanzata anche direttamente dal lavoratore, oltre che dal datore di lavoro, e che la stessa richiesta sia avanzata quando il lavoratore altamente specializzato si trovi già in Italia o comunque non nel suo Paese di residenza – segala Adamo, evidenziando come “tali difformità potrebbero indurre la Commissione europea a confermare la procedura di infrazione per incompleto recepimento della direttiva”.

Un’osservazione a cui risponde il sottosegretario al ministero dell’Interno Saverio Ruperto, precisando come l’intento del governo, nel predisporre lo schema in esame, sia stato quello di “non diversificare il procedimento rispetto a quello previsto dalla normativa di base”, operando una deroga, dunque, sono con riferimento alla cosiddette “quote di ingresso”. “Si dovrebbe però tener conto della circostanza che gli stranieri più qualificati non vengono in Italia a fare ricerca – obietta Adamo, ritenendo opportuno in questa occasione recepire la direttiva “senza mantenere inutili restrizioni per l’ingresso di lavoratori altamente qualificati”.

Per Saltamartini però, considerando “il numero elevato di stranieri residenti in Italia”, una formulazione più ampia correrebbe il rischio di essere utilizzata “con scopi diversi da quelli che hanno ispirato la direttiva europea”. “Considerata l’impossibilità di accertare l’effettività dei titoli di studio posseduti, prerequisito per la concessione del permesso di soggiorno, - aggiunge Ruperto, - un orientamento più estensivo rischierebbe di ampliare a dismisura la platea degli aventi diritto”. Il sottosegretario afferma inoltre l’intenzione di svolgere un opportuno approfondimento sulla compatibilità costituzionale riferita al nulla osta nel caso di permesso di soggiorno richiesto da datori di lavoro con carichi penali pendenti, in risposta alle problematiche sollevate in proposito da Saltamartini e Vizzini. La Commissione ha quindi approvato il parere favorevole al provvedimento proposto dal relatore. (Inform)


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