ITALIANI ALL’ESTERO
Giovanni Pollice, direttore del Dipartimento immigrazione
del sindacato Igbce, sul successo del modello aziendale
tedesco
Un’intervista pubblicata dal “Mattino” di Napoli in occasione
della partecipazione del dirigente sindacale ad un convegno sul lavoro sommerso
STOCCARDA – Giovanni Pollice, direttore del Dipartimento immigrazione del sindacato tedesco Igbce, che rappresenta oltre 700.000 lavoratori dei settori chimico, minerario e dell’energia, spiega in un’intervista al Mattino di Napoli, le ragioni del successo economico del “modello tedesco”, in ripresa dalla crisi economica e con un numero inferiore di disoccupati rispetto ai principali partner europei.
“Abbiamo dovuto
fare dei sacrifici per salvaguardare i posti di lavoro – spiega Pollice, evidenziando
come in alcuni casi i lavoratori siano stati costretti “a sopportare stipendi
che non coprivano interamente l’erosione del potere d’acquisto dell’inflazione”.
“Ma anche lo Stato ha fatto la sua parte – aggiunge, - allungando la durata
massima prevista per la cassa integrazione che è passata da
Il vento è cambiato in Germania ora, tanto che per il rinnovo dei contratti dei chimici, è stato richiesta un aumento del 6% del salario, segnala Pollice, mentre illustra le modalità di licenziamento possibili nel Paese. “Un lavoratore può essere licenziato o perché non rende o se ha commesso dei reati. Oppure, per motivi dovuti alla crisi economica. Spetta ai consigli aziendali, previsti per legge, in cui siedono i rappresentanti eletti da tutti i lavoratori, esprimere un parere obbligatorio sul provvedimento. In genere – prosegue il dirigente sindacale - un parere negativo ha il suo peso. Ma il datore di lavoro non è tenuto ad uniformarsi, può fare invece una proposta di indennizzo al lavoratore. E, dato che in Germania non c’è tfr, l’offerta può risultare conveniente. Ma se non si trova l’accordo l’addetto fa ricorso”. (Inform)