INFORM - N. 69 - 6 aprile 2012


CAMERA DEI DEPUTATI

Risponde in Commissione Affari Esteri ad un’interrogazione di Aldo Di Biagio (Fli)

Il sottosegretario agli Esteri Marta Dassù sulla tutela della lingua italiana in Svizzera

Ribadito l’impegno del governo a favore degli interventi di valorizzazione della lingua italiana in loco e del mantenimento dell’identità linguistica nelle nuove generazioni

 

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Marta Dassù ha risposto in Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati all’interrogazione sulla tutela della lingua italiana in Svizzera rivolta a Mae, ministero per i Beni e le Attività culturali e ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca da Aldo Di Biagio, deputato di Fli eletto nella ripartizione Europa.

Di Biagio segnalava in particolare l’abolizione dell’italiano come opzione specifica dell’offerta formativa della Kantonschule Obwalden di Sarnen e il danno di iniziative analoghe alla promozione e all’utilizzo della lingua italiana in Svizzera, rilevando come la nostra collettività in loco rappresenti, considerando residenti e frontalieri, “la principale collettività italiana all’estero”.  

Nell’interrogazione egli domandava pertanto quali iniziative si intendessero avviare, “anche a livello diplomatico, per scongiurare la cancellazione dell’italiano da lingua ufficiale d’insegnamento nelle scuole pubbliche elvetiche”, “per promuovere la diffusione di lingua e cultura italiana nella Confederazione”, quali progetti di cooperazione e promozione culturale fossero attualmente attivi tra l’Italia e quest’ultima e se fossero adeguatamente valorizzati.

Marta Dassù ha evidenziato nella sua risposta come “la questione della promozione della lingua italiana in Svizzera sia tema di particolare interesse per il governo, visto che si tratta di un Paese dove l’italiano ha un riconoscimento ufficiale in quanto lingua madre, oltre che per una consistente comunità di connazionali residenti, anche per una importante parte della popolazione locale”. “Appare quindi essenziale favorire, di concerto con le autorità svizzere – ha aggiunto - una politica volta ad assicurare un’adeguata offerta di apprendimento della lingua italiana”.

Dopo aver segnalato l’impegno delle autorità della Confederazione per la salvaguardia della diversità culturale e la conoscenza reciproca dei gruppi linguistici quale elemento di coesione nazionale, impegno in linea con quanto suggerito dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, in particolare in merito alle esigenze educative delle minoranze linguistiche, il sottosegretario ha ribadito la collaborazione del governo italiano agli strumenti messi in campo in vista di tale obiettivo. Tra essi, Marta Dassù ha menzionato: “le scuole italiane presenti in tutti i principali centri del Paese, ad esclusione di Berna, i corsi di italiano per i connazionali, i Dipartimenti di italianistica di Berna, Zurigo, Basilea, Ginevra, Losanna e San Gallo, nonché i due lettorati con docenti di ruolo presso le Università di Losanna e Zurigo”.

“Sul versante più propriamente scolastico, sono stati avviati importanti progetti bilingui presso alcune scuole italiane e locali – ha segnalato il sottosegretario, facendo riferimento in particolare al percorso bilingue e biculturale attivo presso il Liceo artistico italo-svizzero di Zurigo dall’anno scolastico 1988/1989 e alla costituzione, avvenuta in questi ultimi anni, del “polo scolastico italo-svizzero”, comprendente la scuola primaria statale “Casa d’Italia”, la scuola statale dell’infanzia, la scuola media paritaria “E. Fermi” e il liceo scientifico e linguistico paritario “Vermigli”. Dassù ha definito il percorso offerto dal Liceo di Zurigo “un forte segnale politico e culturale in favore dell’integrazione della nostra identità nel contesto locale”, e l’offerta formativa del Polo “un’iniziativa unica nel suo genere in una Circoscrizione consolare a forte presenza italiana”. Concordata con le autorità elvetiche, essa consente infatti l’assolvimento dell’obbligo scolastico in entrambi i Paesi ed il rilascio di titoli di studio validi sia in Svizzera che in tutti gli Stati dell’Unione Europea.

“Anche il Liceo Linguistico paritario «Basel & scuola media» di Basilea ha avviato dall’anno scolastico in corso un progetto bilingue - fa sapere il sottosegretario, - conforme agli ordinamenti e al curriculum italiano e nello stesso tempo in grado di favorire l’acquisizione di competenze della lingua tedesca per studenti che proiettano il loro futuro universitario e professionale in Svizzera”.

Secondo i dati forniti da Marta Dassù, attraverso il capitolo di spesa per iniziative scolastiche in favore delle comunità di connazionali all’estero beneficiano di contributi in Svizzera 13 Enti gestori. “Gli Enti gestori, che offrono corsi per alunni della fascia dell’obbligo scolastico e per l’infanzia, organizzano in totale 392 corsi tenuti da 83 docenti che raggiungono 4.375 alunni – precisa il sottosegretario. “Completano il quadro – aggiunge - i corsi organizzati dall’Istituto di Cultura di Zurigo e quelli realizzati dalla Società Dante Alighieri, presente nel territorio della Confederazione con 19 Comitati, nonché di numerose scuole di lingua private o semipubbliche”.

“Anche sul piano dell’istruzione universitaria il governo è fortemente impegnato, con misure atte a favorire una presenza adeguata dell’italiano negli atenei più importanti del Paese – assicura la Dassù, che stima intorno a 1400 il numero di studenti di lingua italiana negli atenei svizzeri nell’anno accademico 2010/11. “Per favorire l’assunzione di lettori locali – aggiunge, - nel 2010 sono stati concessi contributi, ammontanti a 12.000 euro, sia all’Università di Ginevra che a quella di Basilea. A Lugano, inoltre, si trova l’unico Ateneo italofono situato fuori dall’Italia, l’Università della Svizzera Italiana (USI)”. Tra le altre iniziative volte alla promozione della lingua italiana, richiamata anche la Settimana della lingua italiana, “che anche nel 2012 mirerà a promuovere, assieme al nostro patrimonio linguistico, la coscienza dei valori civili, storici e culturali che la lingua nazionale esprime – ribadisce la Dassù, ricordando come la Confederazione elvetica sia stata associata alla manifestazione sin dalle prime edizioni, “in quanto Paese dove l’italiano è una delle sue lingue nazionali”, e il successo riscosso.

Richiamato inoltre il “Progetto Italia-Svizzera 150”, promosso nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni di Unità nazionale dal ministero italiano dell’Istruzione, Università e Ricerca in collaborazione con le autorità svizzere per “rafforzare una sempre migliore conoscenza reciproca attraverso l’uso della lingua italiana” e rivolto “in primo luogo agli studenti e docenti delle scuole secondarie superiori per trattare le questioni principali che riguardano la storia comune dei due Paesi”.

Il sottosegretario rassicura quindi Di Biagio sul sostegno del governo agli interventi sopra descritti, “di concerto e con il pieno coinvolgimento delle istituzioni elvetiche, per contribuire a valorizzare la lingua italiana e a mantenere l’identità linguistica nelle nuove generazioni, promuovendo nel contempo la reciproca conoscenza delle culture dei due Paesi”.

Ringraziando il governo per la risposta, di cui rimarca di apprezzare contenuto ed esaustività, Di Biagio segnala tuttavia la persistenza di “un clima diffuso di trascuratezza che ha indotto molta sfiducia nei cittadini”, sollecitando un impegno utile a “scongiurare il rischio di marginalizzazione del nostro patrimonio culturale e la vivacità dell’interscambio bilaterale” tra i due Paesi. L’esponente di Fli richiama inoltre l’impegno di Franco Narducci, vice presidente della Commissione Affari esteri e deputato eletto per il Pd nella ripartizione Europa, nel ribadire l’importanza della promozione della lingua italiana nel mondo. Un riconoscimento che Narducci accoglie con gratitudine, richiamando “la gravità della situazione della lingua italiana in Svizzera, a causa dei pesanti tagli subiti che hanno danneggiato la comunità italiana e messo in difficoltà sia le scuole italiane sia gli enti gestori dei corsi di lingua”.

Il sottosegretario ribadisce il forte impegno del ministro degli Esteri Giulio Terzi in proposito. “Nonostante le difficoltà di bilancio del Mae, il ministro – conclude Marta Dassù – sta profondendo ogni energia in tale direzione”. (Inform)

 


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