RICHIEDENTI ASILO
Alla
presentazione del Rapporto 2012 del Centro Astalli
Mons. Perego (Migrantes): “Il mondo dei
rifugiati chiede una politica internazionale più attenta”
ROMA - Il mondo dei rifugiati, un mondo in fuga chiede “con forza ancora di più una politica internazionale, che sappia andare oltre gli equilibri costruiti per rafforzare la tutela delle città e delle metropoli”. E’ quanto ha affermato ieri mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, intervenendo alla presentazione del Rapporto 2012 del Centro Astalli dei Gesuiti.
“Credo che oggi il fenomeno delle migrazioni, immigrati e richiedenti asilo e rifugiati, sollecita profondamente – ha aggiunto - una rilettura della democrazia, perché sappia andare oltre la semplice affermazione di alcuni diritti fondamentali che tutelano le persone di un singolo Paese, per costruire nuovi meccanismi di tutela soprattutto di chi è in cammino: oggi 214 milioni di persone”.
La “centralità” della persona porta a “rileggere la territorialità in cui vivono le persone, perché sia adeguatamente capace di ospitalità. Pena l’insicurezza”, ha sottolineato mons. Perego: per fermaci a leggere la realtà della protezione internazionale, questo diritto universale “interpella l’Europa e in essa l’Italia, perché ‘la casa comune’ sappia costruire anche oggi luoghi e forme di tutele”. L’Emergenza del Nord Africa che ha portato 62.000 persone arrivare in Italia nel 2011 via mare ha visto “l’incapacità dell’Europa - ha sottolineato il direttore della Migrantes - di costruire un percorso di protezione internazionale condiviso, dimostrando la debolezza della democrazia europea”.
Per mons. Perego “pensare di rispondere occasionalmente a un fenomeno ormai strutturale di richiedenti asilo, di rifugiati significa non avere un progetto e non mettere in rete le risorse diverse delle città in Italia e in Europa, oltre che generare di continuo situazioni di precarietà. Occorre presidiare con la nostra azione la qualità dell’ospitalità nelle strade di confine e di passaggio, come fecero un tempo per i pellegrini e i forestieri i monasteri. Alcune città possono ritrovare la loro vita nell’ospitalità: Lampedusa può essere in questo senso una città che può aprire la strada. Non si tratta solo di aprire un centro, ma di ridisegnare l’isola. E in questo percorso tutti sono importanti: le famiglie, la scuola, la comunità parrocchiale, gli albergatori e i marittimi, i giovani e gli adulti”.
I dati del Rapporto 2012 del Centro Astalli chiedono alle Chiese, a cinquant’anni dall’apertura del Concilio Vaticano II, di rileggere le sollecitazioni della Gaudium et spes: a ribadire il diritto all'emigrazione, la dignità del migrante, la necessità di superare le sperequazioni nello sviluppo economico e sociale e di rispondere alle esigenze autentiche della persona. (Migrantes online /Inform)