TEATRO
Lo spettacolo, diretto da Massimiliano Finazzer Flory, sarà dedicato ai
bambini belgi e olandesi morti a Sierre (Svizzera)
Il 28 marzo “I Promessi Sposi” all’Istituto
Italiano di Cultura di Bruxelles
BRUXELLES – Presso il Teatro dell’Istituto
Italiano di Cultura di Bruxelles il 28 marzo alle ore 19 andranno in scena “I
promessi Sposi”di Alessandro Manzoni. Lo spettacolo teatrale è diretto e interpretato
da Massimiliano Finazzer Flory . La rappresentazione sarà dedicata ai bambini belgi
e olandesi morti il 13 marzo scorso nell'incidente di Sierre
(Svizzera). Lo spettacolo sarà in italiano con sovratitoli
in francese.
Nell’ambito dei 150 anni dell’Unità d’Italia
questo spettacolo teatrale vuole rappresentare mettendolo in scena quell’identità
italiana frutto di un popolo capace di restituire alla storia una cultura condivisa,
uno spettacolo per dire qualcosa di umile ai dotti e qualcosa di dotto agli
umili.
La messa in scena de “I promessi sposi”
è la proposta di matrimonio tra cultura e società attraverso un libro che è
una vera e propria bibbia laica qui rappresentata attraverso l’unione di parola
orale e scritta, musica classica e danza contemporanea, letteratura e teatro.
Uno spettacolo che è il tributo alla potenza
poetica di un linguaggio capace di essere un motore di ricerca e di identità
anche universale che guardano alla gente come “una d’arme, di lingua, d’altare,
di memorie, di sangue e di cor”.
Per restituire al romanzo la dignità drammaturgica
in grado di adunare intorno ad esso il primato dell’ascolto anche interiore.
In scena i capitoli I, VI, VIII, XII, XXI, XXXIV e XXXVIII.
Per offrire una duplice sfida. Anzitutto quella di far “sfilare” personaggi
come Don Abbondio e i bravi, Don Rodrigo, Fra Cristoforo,
Lucia, l’Innominato, Renzo e il popolo come figure shakespeariane, quasi ognuna
dovesse duellare prima di tutto con se stessa. La seconda sfida intende, invece,
mettere in luce in che modo la lingua di Manzoni, anche senza l’intervento della
Provvidenza, continui a essere, oggi più che mai, polifonica, polemica e poetica,
incredibilmente contemporanea, teatrale.
Per ritrovare, così, attraverso la forza
del teatro fra musica, danza e parola il filo rosso dell’opera che risiede nello
sguardo – partecipe e impietoso -con il quale lo scrittore osserva l’uomo, nella
sua metamorfosi da individuo a folla, e quanto la storia di ognuno sia parte,
consapevole o no, della storia di tutti.
L’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles
è in rue de Livourne 38. Prenotazioni entro
il 27 marzo ( tel. 02/533.27.20 e. mail:iicbruxelles@esteri.it )
(Inform)