INFORM - N. 60 - 26 marzo 2012


TEATRO

Lo spettacolo, diretto da Massimiliano Finazzer Flory, sarà dedicato ai bambini belgi e olandesi morti a Sierre (Svizzera)

Il 28 marzo “I Promessi Sposi” all’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles

 

BRUXELLES – Presso il Teatro dell’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles il 28 marzo alle ore 19 andranno in scena “I promessi Sposi”di Alessandro Manzoni. Lo spettacolo teatrale è diretto e interpretato da Massimiliano Finazzer Flory . La rappresentazione sarà dedicata ai bambini belgi e olandesi morti il 13 marzo scorso nell'incidente di Sierre (Svizzera). Lo spettacolo sarà in italiano con sovratitoli in francese.

Nell’ambito dei 150 anni dell’Unità d’Italia questo spettacolo teatrale vuole rappresentare mettendolo in scena quell’identità italiana frutto di un popolo capace di restituire alla storia una cultura condivisa, uno spettacolo per dire qualcosa di umile ai dotti e qualcosa di dotto agli umili.

La messa in scena de “I promessi sposi” è la proposta di matrimonio tra cultura e società attraverso un libro che è una vera e propria bibbia laica qui rappresentata attraverso l’unione di parola orale e scritta, musica classica e danza contemporanea, letteratura e teatro.

Uno spettacolo che è il tributo alla potenza poetica di un linguaggio capace di essere un motore di ricerca e di identità anche universale che guardano alla gente come “una d’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di sangue e di cor”.

Per restituire al romanzo la dignità drammaturgica in grado di adunare intorno ad esso il primato dell’ascolto anche interiore.

In scena i capitoli I, VI, VIII, XII, XXI, XXXIV e XXXVIII. Per offrire una duplice sfida. Anzitutto quella di far “sfilare” personaggi come Don Abbondio e i bravi, Don Rodrigo, Fra Cristoforo, Lucia, l’Innominato, Renzo e il popolo come figure shakespeariane, quasi ognuna dovesse duellare prima di tutto con se stessa. La seconda sfida intende, invece, mettere in luce in che modo la lingua di Manzoni, anche senza l’intervento della Provvidenza, continui a essere, oggi più che mai, polifonica, polemica e poetica, incredibilmente contemporanea, teatrale.

Per ritrovare, così, attraverso la forza del teatro fra musica, danza e parola il filo rosso dell’opera che risiede nello sguardo – partecipe e impietoso -con il quale lo scrittore osserva l’uomo, nella sua metamorfosi da individuo a folla, e quanto la storia di ognuno sia parte, consapevole o no, della storia di tutti.

L’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles è in  rue de Livourne 38. Prenotazioni entro il 27 marzo ( tel. 02/533.27.20  e. mail:iicbruxelles@esteri.it ) (Inform)

 


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